Poeta ladro e artista

Frutto di serra o di selvatica natura,
nasce la poesia tra le rocce dei picchi,
tra le fessure di un marciapiede.
È la mia poesia
Nasce tra le discariche a cielo aperto,
nei deserti o come muschio là dove
raggio di sole non giunge.
Nomade della poesia mi sento
Nasce e fiorisce nei gelidi inverni
del cuore di tristezza ammantati.
Nel pensiero e nel verso cerco riparo.
Splende al sole di passione rovente
come estati senza fine la poesia che
stonando, a volte io canto.
Rubo dagli occhi di un volto di donna,
faccio mio di un bambino il sorriso
oppure quel pianto che riga il suo viso.
Di un uomo rubo gli anni di vita vissuta.
Ladro impunito di emozioni, questo io sono.
E quando nulla di ciò nel mondo non trovo,
come pellicano il petto mi squarcio
per nutrir di dolore la poesia che langue.
Dipingo di versi i quadri della vita.
La tristezza e la gioia, la malinconia
e il rimpianto sono i colori che spando
sulla tela del cuore con olandese follia.
Non per ricchezza o voglia di fama,
io scrivo di questa vita a volte puttana.

Claudio Pompi

Cigolano

Cigolano le ruote del carro,
più non galoppi,
tiri
recalcitrante,
tentennano i pensieri…
fosse il naufragare
un assomare col pesce in bocca
come il pellicano,
fosse oppure seguire
la cometa
come serrati adepti
nel bosso…
quest’imbrunire già
le membra frante
tenzona con lo schiocco,
senza stelle
cala
si spande
ed incupisce il mare.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on gennaio 20, 2010 at 07:11  Comments (5)  
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