Saint Tropez

.
Come mi prende il colore del mare
sempre inquieto
Intenso 
cangiante
Lo sguardo commuove 
la vigna 
spazzolata dal vento
che ardita s’accoscia al litorale
All’ombra dei pini inchinati
si raccolgono i miei pensieri
mentre ti respiro e contemplo
le tue grazie che al mondo prostituisci 
Indomita  resta la tua natura 
selvaggia
e superbamente vince
le bramosie dell’uomo
I tuoi morti mi sorridono
assolati su rocce a pelo d’acqua
dove l’eternità è scritta
nel ripetersi dei giorni accanto
A sera  il colore si fa materia e
ti rapisce alla malinconia
Ogni volta che parto
ti lascio con gli occhi di un amante
 
Anna Maria Guerrieri

Al porto

 
Anziani
in attesa
delle barche
il rientro,
.
i discorsi
sul vago
imperniati
sul niente
.
Gli sguardi
mirati
agli estremi
orizzonti,
.
e il gabbiano
librato
al soffio
del vento
.
Il mare
riflette
il borgo
ridente,
col pescatore
che tesse
la rete
consunta,
.
e sul pelo
dell’acqua
la vita
argentata
.
nel mentre
s’inspira
la brezza…
iodata

Ciro Germano

Published in: on giugno 5, 2012 at 07:06  Comments (4)  
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Innamorarsi e non morire

Alle nuvole, mai!
Di notte non mi fido…
sarà perché sono segrete,
sarà perché non gli do forme:
un cesto di fiori, una sorgente,
un tulipano dal caule strambo,
un viso tra i tanti preferiti.

Affida alle stelle
(se stelle ci sono)
il bell’esistere nella propizia notte,
il suono assolto del tuo ti amo,
lo scoppio magico del suo ti amo.

L’eco dell’eco scombinerà la Terra,
stazionerà su chiome d’uliveti e peschi,
farà il solletico a una chitarra spenta,
di rose dormienti alzerà il pelo.

Specchia nel mare
(il mare c’è sempre)
fronte, profilo e cuore dell’amore
ed in certe ore che ora tu non vedi
andrai a cercarlo tra le prime onde!

Innamorarsi e non morire…

Scopiazzerai l’inimitata luna.
Dissolve lei la falce e il cerchio
dando un segnale d’ultimo addio
ma già domani è su, rinata.

Aurelio Zucchi

Aspettavo le rane

 
Stavo ferma: aspettavo le rane.
Ai piedi del salice fra le sue radici
c’era in certe stagioni una pozza d’acqua.
Mi sedevo o il più delle volte stavo accucciata
come poi ho visto in video fare alle persone africane
le donne mentre fanno i lavori o altri elementi
di popoli “primitivi”, come fanno a volte i bambini.
Stavo lì fra la terra un po’ polverosa,
oltre il confine dell’erba, e gli andamenti contorti
e misteriosi dei legni delle radici
che si allungavano si immergevano nella terra
e qua e là riaffioravano.
Osservavo il pelo liscio dell’acqua
Sapevo che ogni rumore ogni minimo
movimento le avrebbe messe in allarme.
Rimanevo immobile.

azzurrabianca

L’uomo

Le piante, da quelle di seta fino alle più arruffate
gli animali, da quelli a pelo fino a quelli a scaglie
le case, dalle tende di crine fino al cemento armato
le macchine, dagli aeroplani al rasoio elettrico

e poi gli oceani e poi l’acqua nel bicchiere
e poi le stelle
e poi il sonno delle montagne
e poi dappertutto mescolato a tutto l’uomo

ossia il sudore della fronte
ossia la luce nei libri
ossia la verità e la menzogna
ossia l’amico e il nemico
ossia la nostalgia la gioia il dolore

sono passato attraverso la folla
insieme alla folla che passa.

NAZIM HIKMET

Spalle al muro

Spalle al muro,
Quando gli anni, son fucili contro,
Qualche piega, sulla pelle tua,
I pensieri tolgono, il posto alle parole,
Sguardi bassi alla paura, di ritrovarsi soli.
E la curva dei tuoi giorni, non è più in salita,
Scendi piano, dai ricordi in giù,
Lasceranno che i tuoi passi, sembrino più lenti,
Disperatamente al margine, di tutte le correnti.
Vecchio,
Diranno che sei vecchio,
Con tutta quella forza che c’è in te,
Vecchio
Quando non è finita, hai ancora tanta vita,
E l’anima la grida e tu lo sai che c’è.
Ma se Vecchio,
Ti chiameranno vecchio,
E tutta la tua rabbia viene su,
Vecchio, si,
Con quello che hai da dire,
Ma vali quattro lire, dovresti già morire,
Tempo non c’è ne più,
Non te ne danno più …!
E ogni male fa più male,
Tu risparmia il fiato,
Prendi presto, tutto quel che vuoi,
E faranno in modo, che il tuo viso, sembri stanco,
Inesorabilmente più appannato, per ogni pelo bianco.
Vecchio.
Vecchio.
…………..
Vecchio…!!!
Mentre ti scoppia il cuore, non devi far rumore,
Anche se hai tanto amore, da dare a chi vuoi tu!
Ma sei vecchio.
Insulteranno Vecchio
Con tutto quella smania che sai tu,
Vecchio, si…
E sei tagliato fuori,
Quelle tue convinzioni, le nuove sono migliori,
Le tue non vanno più,
Ragione non hai più.
…………………..
Vecchio si …
Con tanto che faresti,
adesso che potresti non cedi perché esisti,
perché respiri tu

MARIELLA NAVA

Deserti

Occhi bendati
attraverso deserti
di sabbie ocra.

Galoppi un sogno nomade
in pelo di cammello.

Per estremi sentieri
di ossa sepolte
desiderio  incandescente del
miraggio.

Graziella Cappelli

Published in: on luglio 26, 2011 at 07:15  Comments (17)  
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Roby

Quanto mi manchi
quando la vita
ti chiude la porta

quanto mi manca
la tua allegria,
ti penso con me

e come allora
appoggio le mani
sul ventre,
veglio la notte

e aspetto il tuo volo
a pelo sull’acqua,
ci sei
finalmente
ci sei

Kinita

Published in: on dicembre 20, 2010 at 07:28  Comments (8)  
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Sorella

Non sono
isole annegate
le moine,
tra vibrisse
e assalti al baobab,
del tuo amato
gattomitolo.
Scorrono
diritti al tetto
i richiami soriani,
ignari di migrare
la stagione del cuore,
artigliato
strapazzato
grandinato
di tegole antiche.
Rivesti l’occhio in pelo,
unghie affilate
e affronti,
le vie graffianti
del momento;
ricoperta di felino
balzi sulla coda
dell’inconscia
prima attesa, e ne fai
ghiotto boccone;
predatrice d’attimi
che sanno
di fiera savana,
celata
nell’audace abisso
del tuo domestico
graffiare credenze.

Flavio Zago

Viaggio


ti ho portato in riva al mare
e come uccelli migratori
tra i pini centenari
di oasi palustri
ci siamo rincorsi
da ramo in ramo
ascoltando concerti melodiosi
volando a pelo d’acqua
in stagni nascosti
da cespugli e canneti
solo noi vicini nell’anima
e lontani dal corpo

Gianna  Faraon

Published in: on giugno 19, 2010 at 07:35  Comments (5)  
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