Non potrai

Non potrai chiudermi in un angolo,
scacciarmi dal tuo esistere e andare
da sola per quella strada che finisce
nella nebbia dell’ignoto eterno domani
Non potrai prendere di me i gesti,
le parole, i sorrisi, il sudato corpo che
al tuo si unì tra silenzi e grida d’amore
in una stanza sul mare dove il tempo
era eternità e noi frammenti di universo.
Non potrai, amore mio, non potrai di me
giocarti fuggendo dai giorni inventati
da noi per sfidare la vita che restava,
la gente che di noi l’amore invidiava.
Se fu per amore lo stringersi le mani
che disperate nell’altre amore cercavano,
sarà per amore l’ultima stretta quando
di te la mano dalla mia scivolerà stanca
di una vita lastricata di dolori e offese.
Non potrai amore mio negarmi il diritto
di baciare i tuoi occhi socchiusi, parlarti
di noi e della nostra povera felicità rubata
mentre lentamente scivoli nell’oblio
e nel faticoso ricordo sorriderai di noi.
Se tuo fu il diritto di essere amata,
mio fu quello di prendere tutto di te,
anche il dolore che mi regalerai quando
il nostro tempo sarà un pendolo fermo,
un ora, una data nel calendario del cuore.
In quella stanza sul mare qualcuno
sentirà i nostri sussurri, i nostri gemiti
e sarà ancora amore tra noi perché
non ti lascerò andar via da sola, perché
sarà ancora mio quell’amore dal quale
scacciarmi vorresti.

Claudio Pompi

Aquiloni senza vento

Ho smesso di costruire aquiloni.
Non c’è più vento
per farli volare.

E’ tempo di sedersi
a sfogliare album
su sedie paglia di Vienna.

Il pendolo invita
a chiudere gli occhi
su un bouquet di fiori
stesi ad abbellire
una scatola di cartapesta
piena di ricordi.

Sandra Greggio

Published in: on giugno 19, 2012 at 07:07  Comments (8)  
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Il Re degli orologi

Il Re degli orologi
ruba lo scettro al moto del sole
adopera la linea dell’ombra
con l’obelisco di pietra
per controllare la luce
creando l’eccesso

Con le dita a presa
tra denti meccanici
e lamine metalliche
divora il mio tempo

Il Re degli orologi
a destra e a manca
aggiusta le catene
vernicia i pesi
sincronizza battiti
col pendolo
al muto linciaggio.

Aurelia Tieghi

Published in: on ottobre 14, 2011 at 06:59  Comments (9)  
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Un lampadario acceso

sgocciola
dal soffitto di vetro
lacrime rubino

Il pendolo echeggia
un cielo d’aprile ferito.

Anileda Xeka

Published in: on novembre 13, 2010 at 07:47  Comments (5)  
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Pensieri solo pensieri

Fermo davanti alla finestra
vedo crescere l’erba sulle mura antiche,
sento il passero cinguettare,
mentre il pendolo imperturbabile
scandisce il tempo inesorabilmente.

ascolto il fiume pensare,
forse sta contando i pesci
non vuole perderne alcuno
vuole loro bene
lo guardo fluire si allontana
affonda nella pianura erbosa
e scompare laggiù nel bosco.

poi mi perdo nel mio pensare
domande, quante domande
senza risposta, pondero
parole per te mia musa lontana
aggrovigliato in siepi fredde
in questa luce aristocraticamente
smorta come cera

il passero si è zittito
“è morto” mormora qualcuno
“però volerà ancora
attraverso un cielo
vuoto che non c’è”

Marcello Plavier

Published in: on febbraio 19, 2010 at 07:04  Comments (10)  
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