Insieme come allora

Ora che l’aria è rarefatta
ed il mistero che incombe
rintana gli animali impauriti
dall’incombente temporale.

Ora che di grigio spento
pare tingersi anche l’anima
e con un sospiro greve
sparisce dal ricordo ogni colore.

Ora dovrei parlarti di speranza
dei nostri occhi giovanili
che nella tremula penombra
brillavano di candele fragili,

delle nostre gambe flesse
su ginocchia doloranti di fede,
di quell’incondizionato abbandono
ad una volontà che incute forza.

Invece piango con te, amica mia
lacrime dense di attesa
e ti tengo la mano fredda
nel silenzio che già è preghiera.

Elide Colombo

Incontrare l’amor tra giochi e risa

 
In una gioia spumeggiante come
sprizzo: non conoscesti che amore,
la più divina e tremenda delle
nostre tristezze, ché la felicità
più completa sgorga da un apogèo
di sofferenza.
.
Lenta nel cammino, Tu andasti oltre ..
e di Te non vidi più che penombra,
crescere a dismisura sul deserto.
Mentre l’ultimo sole a te spariva:
Tu partivi per sempre. Dato ho tutte,
intiere le spighe.
.
Del mio campo, le più care ricchezze:
incontrare l’Amor tra giochi e risa.
Al lume delle stelle, spigolo il  resto
che hai lasciato per me, non hai raccolto
nel mio povero sito, abbandonate
cadùche dietro Te.
Paolo Santangelo
 

Parvenze

Sgocciola
un pianto antico
di settembre
gambe doppio nodo
e il sale sparso
a rito di scongiuro

e raspa nella gola
il ritornarmi vivo
frangia di suono
calpestato invano.

Venti petali
divenire pietra
e un silenzio sposo
e compromesso
di morta stagione.

Sgocciola
venti passi avanti
l’onta stesa
alla penombra, e il nodo

un fiocco che non è. 

Beatrice Zanini

Sera d’estate

 
Dicono ci siano state, io non ricordo,
altre estati così;  l’ho sempre amata
questa stagione così calda e bella
questa poi…
più delle altre mi toglie il respiro
.
Provo stasera a sottrarmi al suo abbraccio:
qui, nella verde oasi tra le case
percorsa dai su e giù della ciclabile,
ricerco un’illusione di frescura.
.
La mia curiosità varca i balconi
attratta dai rettangoli di luce
variamente arredati;
fotogrammi sfuggiti alla moviola
di un film muto.
Privacy messe a nudo
dall’impudica afa  che attanaglia
e in cui io mi figuro
esistenze serene. 
Pare strano
ma non so immaginare
nella luce il dolore;
piuttosto lo vedo annidarsi
nella penombra
d’intimità racchiuse
e persiane abbassate.
.
Ma non voglio pensarci!
Ora qui ci sei tu
ci sono io e una magica estate
che ci avvolge romantica e sensuale
e a tratti ci stordisce con l’effluvio
del gelsomino
che ormai va sfiorendo
tra un continuo
frinire di cicale.
Intorno e oltre, storie quotidiane.

Viviana Santandrea

Gli amanti

Luce soffusa, quasi penombra,
Un raggio sfuggito alle tende oscuranti
si allunga, impudente, sui corpi intrecciati da amanti

Il capo di lei, reclino, riposa
sul petto di lui che, spossato, ora giace sereno
placata per loro la furia sensuale di quell’amore terreno

Gli occhi sono chiusi e i sensi appagati
ma se tu, superato il pudore, osservassi quei volti
senza dubbio capiresti che, pur dalla passione stravolti,

senza Amore, da quei tratti disfatti,
non vedresti quell’ aura di pace profonda esalare
che solo la consapevolezza di essere riamato può regalare

Anna Maria Guerrieri

Il viaggiatore è arrivato

Sei il mio porto
dove onde placide si frangono
senza suono sulla riva
ed i barbagli
di un sole mite
non torcono lo sguardo
ma accarezzano la pelle
senza mutarne il colore;
sei la mia terra
e la mia casa
dove tornare alla sera
a sperare parole gentili
ed un tiepido abbraccio
nella penombra soffusa
di una televisione scordata.
Eppure mi sorprendo
a voltarmi verso il mare
terrore e desiderio
ad alzare gli occhi
al buio puntato
del cielo di notte
a pormi domande senza bisogno
ogni volta che ho appena trovato
la risposta.

Gian Luca Sechi

Ancora tu !!!

 
T’ho cercato
tra fantasie aggrovigliate
nella strana penombra
del meriggio.
Come evocato
da canto di sirena
riaffioravi dai flutti
dell’inconscio.
T’ho ricacciato,
per sottrarmi all’inganno
fra nebbiose memorie;
inutilmente!
Sei ritornato,
scoperchiando il baule dei ricordi,
sulla busta ingiallita
di un vecchio madrigale.

Viviana Santandrea

Published in: on ottobre 11, 2011 at 07:24  Comments (4)  
Tags: , , , , , , , , , , , ,

Al vento

 
Ma cos’hai? canti la mia furia?
 strapazzi le tende,
gli alberi ti trattengono,
nella penombra
soffi nubi all’orizzonte
mescolandoli al porpora,
I pensieri rotti
come cristalli da un acuto
mi agito come cavalli all’odore
del mal tempo e, tu… canti
petali al vento.

Rosy Giglio

Published in: on ottobre 8, 2011 at 07:30  Comments (10)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

Cosa copriva

Quando si tolse il cappotto
si vide bene ogni particolare
segni d’irriconoscimento li potremmo dire
non servono bottoni mormorò la donna

prima sfilò le maniche
era in piedi e guardava davanti
un moto si risolse nello specchio

ci si sforzava di distinguere
gigli in penombra
le passamanerie delle pareti

i movimenti cauti
si poteva cadere per un sibilo
o vorticare un attimo
dipendeva dal gesto volontario e dalle storie
che un ninnolo cinese riusciva a raccontare
forse un foulard turchese poteva ricoprire
non è detto
un altare per cerimonie mimiche

fu così che perdette prima il corpo
sotto non c’era niente, non domandate come
era rimasto solo un che d’argento, sembravano capelli
non fu mai confermato.

qualcuno espresse un desiderio
credendole perseidi cadute dallo sciame

Cristina Bove

E tu andavi…e venivi…

 
E tu andavi e venivi…
e poi sempre più breve era il tempo
che restavi;  e ogni volta sparivi
e portavi con te le mie viscere;
io restavo svuotata, svuotata ed appesa
di speranza ad un filo… attesa
di vederti tornare…e partire.
Che mi resta di quell’aspettare?
L’incalzare di albe e tramonti
cui vorrei dare un senso, eppure
quando ancora ti penso…mi senti?
Senti quanto è sottile il confine
tra il soffrire e la gioia?
Questa è vita;  non è certo noia
però………….è finita!
 
 A T T E S A
 
 Come ogni sera
tra le imposte scure
spio il tuo ritorno
 
e ingoio l’ansia
che mi frena …il cuore
fino a che
…si fa giorno.
  
A N C O R A   T U !!!
 
T’ho cercato
tra fantasie aggrovigliate
nella strana penombra
del meriggio.
 
Come evocato
da canto di sirena
riaffioravi dai flutti
dell’inconscio.
 
T’ho ricacciato,
per sottrarmi all’inganno
fra nebbiose memorie;
inutilmente!
 Sei ritornato,
scoperchiando il baule dei ricordi,
sulla busta ingiallita
di un vecchio madrigale.

Viviana Santandrea