La sera dei miracoli

È la sera dei miracoli fai attenzione
qualcuno nei vicoli di Roma
con la bocca fa a pezzi una canzone.
È la sera dei cani che parlano tra di loro
della luna che sta per cadere
e la gente corre nelle piazze per andare a vedere
questa sera così dolce che si potrebbe bere
da passare in centomila in uno stadio
una sera così strana e profonda che lo dice anche la radio
anzi la manda in onda
tanto nera da sporcare le lenzuola.
È l’ora dei miracoli che mi confonde
mi sembra di sentire il rumore di una nave sulle onde.
Si muove la città con le piazze e i giardini e la gente nei bar
galleggia e se ne va, anche senza corrente camminerà
ma questa sera vola, le sue vele sulle case sono mille lenzuola.
Ci sono anche i delinquenti
non bisogna avere paura ma soltanto stare un poco attenti.
A due a due gli innamorati
sciolgono le vele come i pirati
e in mezzo a questo mare cercherò di scoprire quale stella sei
perché mi perderei se dovessi capire che stanotte non ci sei.
È la notte dei miracoli fai attenzione
qualcuno nei vicoli di Roma
ha scritto una canzone.
Lontano una luce diventa sempre più grande
nella notte che sta per finire
e la nave che fa ritorno,
per portarci a dormire.

LUCIO DALLA           (1943-2012)

After those Days

 
Strade senza traguardo
notti senza risveglio
canti di voci mute
stelle che fan sberleffi.
.
Luci senza chiarori
albe che san di fiele
tramonti allucinati
mari coprono terre.
.
Sfumano l’orizzonte
luci di rosso sangue
di soli neri aurore
i cuori opprimeranno.
.
Così noi camminiamo
smarrendo un mondo amico
che abbiamo violentato
 da cecità offuscati.
.
La luce spegneremo
sui nostri giorni tristi.
Vindice la natura
vi calerà il sipario.
.
Cercar nel pentimento
salvifico perdono
inutile speranza
a tempo ormai  finito.
 

Piero Colonna Romano

La giovinezza

“Forse la giovinezza è solo questo perenne amare i sensi e non pentirsi”

SANDRO PENNA

Published in: on ottobre 22, 2011 at 07:11  Comments (5)  
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L’orologio

Horloge! dieu sinistre, effrayant, impassible,
dont le doigt menace et nous dit: Souviens-toi!
Les vibrantes Douleurs dans ton coeur plein d’effroi
se planteront bientôt comme dans une cible;

ainsi qu’une sylphide au fond de la coulisse;
chaque instant te dévore un morceau du délice
à chaque homme accordé pour toute sa saison.

Trois mille six cents fois par heure, la Seconde
chuchote: Souviens-toi! – Rapide, avec sa voix
d’insecte, Maintenant dit: le suis Autrefois,
et fai pompé ta vie avec ma trompe immonde!

Remember! Souveniens-toi! prodigue! Esto memor!
(Mon gosier de métal parte toutes les langues).
Les minutes, mortel folâtre, sont des gangues
qu’il ne faut pas lâcher sans en extraire l’or!

Souviens-toi que le Temps est un joueur avide
qui gagne sans tricher, à tout coup! c’est la loi.
Le jour décrôit; la nuit augmente; souviens-toi!
Le gouffre a toujours soif; la clepsydre se vide.

Tantôt sonnera l’heure où le divin Hasard,
où l’auguste Vertu, ton épouse encor vierge,
où le Repentir même (oh! la dernière auberge!),
où tout te dira: Meurs, vieux lâche! il est trop tard!

§

L’orologio, il dio sinistro, spaventoso e impassibile,
ci minaccia col dito e dice: Ricordati!
I Dolori vibranti si pianteranno nel tuo cuore
pieno di sgomento come in un bersaglio;

il Piacere vaporoso fuggirà nell’orizzonte
come silfide in fondo al retroscena;
ogni istante ti divora un pezzo di letizia
concessa ad ogni uomo per tutta la sua vita.

Tremilaseicento volte l’ora, il Secondo
mormora: Ricordati! – Rapido con voce
da insetto, l’Adesso dice: Sono l’Allora
e ho succhiato la tua vita con l’immondo succhiatoio!

Prodigo! Ricordati! Remember! Esto memor!
(La mia gola di metallo parla tutte le lingue).
I minuti, mortale pazzerello, sono ganghe
da non farsi sfuggire senza estrarne oro!

Ricordati che il tempo è giocatore avido:
guadagna senza barare, ad ogni colpo! È legge.
Il giorno declina, la notte cresce; ricordati!
L’abisso ha sempre sete; la clessidra si vuota.

Presto suonerà l’ora in cui il divino Caso,
l’augusta Virtù, la tua sposa ancora vergine,
lo stesso Pentimento (oh, l’ultima locanda!),
ti diranno: Muori, vecchio vile! È troppo tardi!

CHARLES BAUDELAIRE

Nel chiostro

Fiori ed erbe rare
coltivate con cura
teneri germogli di meditazione
mortificazione del corpo
esaltazione dell’anima
concimata col pentimento
annaffiata con la penitenza.
Intorno ad un pozzo
passi lenti di sandali
consumati dagli anni
passati a levigare ciottoli
antichi come il tempo
Figure scure nel chiostro
bisbigliano sussurri
pronunciando preghiere
nel silenzio assoluto.
Tocchi di campanella
a richiamar le ore
sofferte in umiltà
e mani giunte
a raggiungere un cielo
sempre troppo lontano.

Sandro Orlandi

Cercami

Cercami in ogni angolo del mondo,
nelle foglie ingiallite a terra cadute,
nelle strade deserte dal vento spazzate.
Cercami nel placido ruscello,
nel crespo e agitato torrente che al fiume
scende e questo, lento e possente, al mare
s’arrende.
Cercami là dove mai avresti pensato
io fossi, nell’odio più nascosto che ogni uomo
cova o nel triste pentimento che stanchi,
al calar del tempo si prova.
Cercami nel dolce e sofferto amore
di quanti s’amano prigionieri di amori rubati
e silenziosi vivono amori proibiti.
Cercami nel vuoto di uomini senza domani,
nel sogno di un poeta, nelle carezze audaci
di sconosciute mani
Cercami nelle parole di un falso profeta,
nel sorriso di un bambino.
Mi troverai se solo lo vorrai,
perché tutto questo io sono stato un tempo.
Ho rubato,amato,pianto e sorriso
Ho odiato in silenzio e in silenzio
ho perdonato.
Sono stato un poeta, un ladro, un amante.
Sono stato tutto quello che ogni giorno
vedi.
Sarò, nel tuo cuore, quello che vorrai.

Claudio Pompi

Una delle grandi passioni musicali di Claudio, Renato Zero

Fughe

Un po’ fuggiamo tutti,
prepariamo le valigie
anche durante gli amplessi
fatte con le parole mai dette
o sussurrate piano
nel tepore di quella che credevamo
una notte tranquilla e unica
sperando che non sia ultima
in fondo.
Un po’ fuggiamo tutti
però ci commuovono tanto
quei barconi carichi
di gente come noi
ma che non ci assomiglia,
e forse speriamo che nemmeno tocchino la riva,
che non varchino mai la soglia della nostra casa
perché un po’ fuggiamo tutti
e non siamo così buoni
come vogliono farci sembrare
i venditori di saponette.
Un po’ fuggiamo tutti,
siamo occidentali
fatti più di carne che di ossa,
tremolanti al buio della nostra coscienza,
faremmo volentieri
il tiro a segno
sul vicino di casa, ma non di dicembre,
non è educato.
Un po’ fuggiamo
tanto dopo aver peccato
c’è il pentimento senza nemmeno troppo strazio,
ogni tanto qualche catastrofe
ci ricorda:”memento mori”
e si va avanti.

Maria Attanasio