Isola

Spediscimi al paese di zagare,
prometti,
che pieni d’altri posti e colori
avrò i miei giorni.
Promettimi la terra dei matti
lo stupore, d’avere schiene d’onde
e monete sparse:
il sole
sui nomi delle barche scrostate.
Fammi bello
che sembri un dono il passo dall’unico barbiere
nell’unica piazzetta, di calce
e ulivi nani.
E sandali di cuoio regalami a Natale
perché mi rechi in grotte di uova
e vento caldo;
in piccoli pertugi di mondo senza neve.
Dove nascoste sabbie più rosse son cadute
senza rumore
come aeroplani senza nafta
senz’aviatore
e senza le insegne di una guerra.

Massimo Botturi