Quelli della domenica

Quella mano da suppliche tesa,
con pena che dentro lo chiama,
proprio là, dirimpetto alla chiesa,
ha, Cristo, risposta assai grama.

Insensibili passano e vanno
nemmeno guardandosi intorno,
il tuo verbo nel cuore non hanno:
ipocriti anche in quel giorno.

Nello stomaco tanta la fame
da vincere tutti gli indugi,
ma le facce di bronzo e di rame
non lasciano aperti pertugi.

Con sorrisi di miele, tra loro
si ammiccano in rapidi sguardi:
quelli tengono solo al decoro.
Li vedi? O Cristo! Li guardi?

Silvano Conti

Mediterraneo

Toccati da uno scialle di terra,
qui viviamo;
cercando dei pertugi nel cielo
amando il mare.
Come si amano, a volte, per bisogno
le cose sconosciute e lontane.
Per bisogno
per poi gettare insieme alle viole
un po’ del triste
che ci ha corrotto il corpo e il pensiero.
O per lasciarci
con battiti di coda e di bocca,
come i pesci.
Tenendo gli occhi aperti per monito e splendore.

Massimo Botturi

Published in: on dicembre 6, 2010 at 07:36  Comments (4)  
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Cristalli

E’ la notte
dedicata ai tristi versi…
Pertugi ancorati a follia
entrano straziando l’anima.
Stolte chimere
di donna sonnolenta
erompono infrangendosi
in diafani cristalli.
Fuggenti ombre
rifuggono un sogno lontano.
Le ore consunte
rincorrono ignare
una mera felicità.
Sensi, parole, gesti
più non giocano allietanti.
Ho smarrito il mio io,
nè mai, perduta
ritroverò pace!

Michela Tarquini

Published in: on settembre 28, 2010 at 07:21  Comments (7)  
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