I Poeti

I Poeti sono pescatori di tormenti.
li attraversa il grido delle verità taciute

Anileda Xeka

Published in: on aprile 22, 2012 at 06:59  Comments (8)  
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Il Po

Da questo fiume pieno di vigore,
da questo fiume, così silenzioso
e così calmo e violento, traspare
una smarrita dolcezza.
Sulle onde imbizzarrite
viaggiano i miei pensieri,
ad occhi chiusi assaporo il fluire
di sensazioni, di emozioni.

Sul sentiero che lo accompagna,
sfilano biciclette frusciando sui ciottoli,
negli orti vicini alcuni cani
comunicano fra loro, dei bimbi
si rincorrono garruli, mentre nel cielo
la luna incomincia il suo apparire.

Io accovacciato su un letto di pietra
assaporo il profumo che emana.
Luke, muso appoggiato
sul mio ginocchio mi osserva.
Alcuni gabbiani volteggiano
ed una coppia di aironi amoreggia sul greto,
in un gioco di piume e volteggi.
Più lontani alcuni pescatori
attendono pazientemente la preda.

Lassù Superga mi osserva,
pare voglia invitarmi a salire,
mio viatico per anni e mio dolore.
La piccola cascata copre ogni rumore
Il sole si allontana, scende dietro i monti,
e la sera incombe dando spazio
ai raggi della luna sempre più
luminosa e lucente.

Le stelle l’accompagnano.
E, fra esse mi fingo
il viso di chi è lassù,
parlo a loro, sorrido e così
appagato torno al mio abitare
mi sdraio sul letto, penso
e rannicchiato in me stesso
finalmente piango.

Marcello Plavier

Amami

Mi trasporto in punta di piedi
mi trasporto nel galoppo della mia vista.
Mi avvolgo nelle fasce della mia pelle.
Mi abbraccio desiderandomi.
Benedico il mio flusso, lo zampillare che da me proviene.
Mi cullo sul mio seno.
Alle mani germoglianti infilo i guanti della poesia.

Reclamo la rivelazione,
le mie incisioni sono su pietra.
La mia immagine reca acqua alla sete
ed esche alla rete dei pescatori.
Trascorro i rintocchi delle campane della sera
scolpendo.
Dormo nella mia stessa ombra.
Indosso la mia natura beduina
quando sono stanca.
Entro in un giardino
che non mi istiga contro me stessa.
Amo la mia anima impossibile,
quella i cui piedi
sono ignoti alla terra.

JOUMANA HADDAD

Arte bianca e…

 
Intere famiglie
a preparare l’impasto,
per il giorno seguente…
che sembrerà di festa
Le varietà distese
su canne e telai,
disposte per strada…
a mo’ di filari,
esposte al sole,
e alla tiepida aria,
come bianche lenzuola
ad asciugare
Nel borgo marino
i pescatori fan ressa
a predisporre le barche,
con reti e le nasse
per la battuta di pesca,
in acque non basse
Un popolo laborioso
e di grande maestria
dedito al culto
dell’arte bianca…
e della marineria

Ciro Germano

Avrai

Avrai sorrisi sul tuo viso come ad agosto grilli e stelle
storie fotografate dentro un album rilegato in pelle
tuoni d’aerei supersonici che fanno alzar la testa
e il buio all’alba che si fa d’argento alla finestra
avrai un telefono vicino che vuol dire già aspettare
schiuma di cavalloni pazzi che s’inseguono nel mare
e pantaloni bianchi da tirare fuori che è già estate
un treno per l’America senza fermate
avrai due lacrime più dolci da seccare
un sole che si uccide e pescatori di telline
e neve di montagne e pioggia di colline
avrai un legnetto di cremino da succhiare
avrai una donna acerba e un giovane dolore
viali di foglie in fiamme ad incendiarti il cuore
avrai una sedia per posarti ore
vuote come uova di cioccolato
ed un amico che ti avrà deluso tradito ingannato
avrai avrai avrai
il tuo tempo per andar lontano
camminerai dimenticando
ti fermerai sognando
avrai avrai avrai
la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore amore avrai
avrai parole nuove da cercare quando viene sera
e cento ponti da passare e far suonare la ringhiera
la prima sigaretta che ti fuma in bocca un po’ di tosse
Natale di agrifoglio e candeline rosse
avrai un lavoro da sudare
mattini fradici di brividi e rugiada
giochi elettronici e sassi per la strada
avrai ricordi di ombrelli e chiavi da scordare
avrai carezze per parlare con i cani
e sarà sempre di domenica domani
e avrai discorsi chiusi dentro mani
che frugano le tasche della vita
ed una radio per sentire che la guerra è finita
avrai avrai avrai
il tuo tempo per andar lontano
camminerai dimenticando ti fermerai sognando
avrai avrai avrai
la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore amore amore avrai

CLAUDIO BAGLIONI

Banchina Crocelle


Quel bambino ribelle,
che correva giù al mare,
alla banchina Crocelle…
a guardare le stelle
Le stelle marine…
e la vita sommersa,
che risaliva la china,
delle barche a riposo,
dei pescatori in attesa
dell’alba seguente,
e…
una figura di mamma,
preoccupata e ansimante,
che da lontano chiamava,
quel bambino ribelle…
che dal ciglio, era intento …
a guardare le stelle

Ciro Germano

Il pescecane

Un pescecane
malato di bulimia
tange i punti del cerchio
esercitando
la bilancia al peso,
arremba repente inatteso
ghermisce,
s’oscura tra i pesci
dove vige
la legge dell’omertà
perché non hanno la parola,
il disegno composto di polpa
senza muscoli
lo invita a mangiare,
i pescatori
hanno paura di andare a pescare
perché non sono gladiatori.

Giuseppe Stracuzzi

Alla mia città


(per devozione alla Beata Maria Vergine della Madonna della Neve)

Fan forza i pescatori ad issare le reti
era giusto il presagio della lieta giornata
le risa gioiose per l’ingente pescato
si spengon  di colpo sulle facce abbronzate
insieme alla fauna variegata, c’è anche una cassa che sembra dorata
L’insolito evento desta stupore tra i marinai
che immaginano e sognano dall’inattesa sorpresa
emergano brillanti, gioielli ed antiche monete,
che possano loro lenire la vita sofferta dalle grandi fatiche…
ma, il fato per loro ha disposto di più
rendendoli  ambasciatori verso il popolo a terra
dell’immane regalo del pensiero Divino
E’ aperto il magico scrigno, non c’è traccia del vil materiale
ma nella regale bellezza appare, la Sacra  nobile immagine,
la Venere bruna dalle dolci sembianze, dal timido sorriso rassicurante,
che ha  scelto la meta, ha finito il suo viaggio
Non c’è delusione in cuor loro, e  ringraziano il Cielo per l’immenso Tesoro
Un giorno d’estate di molti anni fa, l’azzurro del mare , fino ad allora,
non fece mai miglior dono, così implorato e così gradito
dalla mia gente, dalla mia città.
La Donna Eletta, a giusta ragione, per aver  offerto  la sua protezione
col generoso mantello miracoloso è nel cuore di tutti e rimane eterna…
la Madre  Beata

Ciro Germano

Solitudine

Al vespro salpa
il canto dei pescatori,
sui lucenti scogli.

Sussurra alla riva
figlia del vento
l’odore di salmastro !

Laddove
il frangente della notte
aspettava le lampare,
muti ci fissammo.
e imprigionato sull’arenile,
la sposa del mare
nel cuore mio si posò.

Pierluigi Ciolini

Published in: on giugno 9, 2010 at 07:09  Comments (2)  
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Bonifiche

Bonifica il mio cuore
che par palude e fango,
ho canne conficcate ai piedi,
aceto sulla bocca,
baci di Giuda
a tradire la pelle mia.
E cade acida
la pioggia sulla casa delle paure
lasciando l’odore di orti
dagli occhi vuoti.
Pescatori in riva al fiume
parlano di donne andate via
e oggi anche i pesci son morti
assieme alle navi del porto,
balene grigio acciaio
spiaggiate sul mare
ad accompagnare i giorni dell’addio.
Ho chiesto una preghiera
in prestito a dio
che avesse il colore del grano
per vederti tornare
nelle messi di giugno
gravide di spighe e pane,
ma cade sulla strada la mia fede,
un digiuno questa notte
fatta di uomini in croce
che non vogliono perdonare
le mani mie vuote,
bianche di neve
e non ho più fiato di gridare,
persa nell’ombra la voce.

barche di carta