Il velo di Maya

 
Bambini che anelan carezze da mani
e dietro un cespuglio già s’amano amanti,
e migrano stormi in paesi lontani
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Convegni d’amore con scambi agognati,
con teneri frasi e poi giuramenti,
s’esalta il futuro nei loro disegni.
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Ma offuscan la vista quei fili sottili,
inganna la mente volerli passare.
Se brami  stracciarli, incollan le mani.
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Un’ultima fiamma consuma candela,
riporta alla mente un tempo insicuro,
già fatto d’inganni, d’amare illusioni.
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Così per quel velo il ver si confonde
ed Arthur sprofonda nel suo pessimismo.
Col dubbio t’avvolge la trama d’oriente.

Piero Colonna Romano

Per un sereno anno nuovo

Mi pareva giusto terminare questo anno di poesia con i versi del nostro caro Marcello, rivolgendo al cielo il suo stesso interrogativo, ora che anche lui appartiene a quell’oltre misterioso e insondabile che accomuna le nostre speranze ed i nostri timori di umani piccoli ed imperfetti. Che cosa ci riserva il futuro? Purtroppo non abbiamo certezze, anzi, il momento attuale ci conduce ad un tetro pessimismo, fatto di incognite, di amarezza ed anche di rabbiosa indignazione. Ma in questa notte di San Silvestro non ci facciamo sopraffare dalla rassegnazione, anzi lasciamoci guidare dalla poesia, che è essa stessa forza vitale e speranza di cambiamento. Shakespeare diceva che siamo fatti “della stessa sostanza dei sogni”: ebbene non smettiamo di sognare, perchè sarà il sogno ad accompagnarci all’alba di un giorno migliore. Questo è il nostro augurio per un sereno anno nuovo.

Il Cantiere