Nevicata

Neve morbida
s’imbeve dell’impronta lasciata
ghiaccio fissa per poco la traccia
nuovi fiocchi candidi ricoprono i passi

un pettirosso si nasconde fra i rami
intirizzito dal gelido vento
si ricopre di foglie resistendo al gelo

si staglia fioco un raggio di sole
ragnatele ghiacciate brillano
rispecchiando riflessi arcobaleno

tutto sembra fermarsi silenziosamente
lo sguardo soppesa la purezza
di quel bianco manto

Maristella Angeli

Piccolo Eden

Scendono a frotte guardinghi sul prato,
restano a turno di guardia sul ramo
per pericolo felino spesso in agguato,
pronti a gridar di paura il richiamo.
Nel rigido freddo di cruda stagione,
piccolo Eden per loro ho creato.
fratricida lotta d’esser non ha ragione,
sparso ho di cibo il manto gelato.
Pari è il merlo dal nero piumaggio
al pettirosso che viene da lontano,
alla capinera che trova il coraggio,
al passero che del prato è guardiano.
Qui dove la fame non è che un ricordo,
vivono e non lottano fratelli di piume.
Solo il mio gatto è pericolo vero e reale,
per natura sornione è paziente cacciatore
s’apposta ed aspetta per farsi baleno
e ghermir la preda per gioco mortale.
Nulla io posso se non guardare e sperare
che nel gioco di vita che a morte s’alterna,
sia il più fragile a potersi con ali salvare.
Passata la morte è muto il verde manto,
tace la vita in attesa di nuovo canto,
torna a poltrire il mio gatto ormai stanco.

Claudio Pompi

Accade

 
Apprezziamo le piccole cose
quando non ci perdiamo
nei gorghi mostruosi delle chimere.
Abbiamo voglia di placide notti
viviamo giorni inquieti, difficili.
Cerchiamo di ridere
quando gli altri ci spingono
nei cortei di tristezza annunciata.
Godiamo alla vista
del timido, meraviglioso pettirosso
e non serve far scongiuri
se ci attraversa un innocuo gatto nero.
Accade ciò che deve accadere.
Accade ciò che vogliamo che accada.

Roberta Bagnoli

Published in: on ottobre 22, 2011 at 07:33  Comments (11)  
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Pettirosso

PETIRROJO

Canta el petirrojo en diciembre

como en tiempo primaveral

florecen las violetas

aunque estè  nevando

aunque estè  llorando

aunque estè  temblando

aunque estè  muriendo

aunque estè  matando

sabes tu por que mi amor?

§

Canta il pettirosso in dicembre

come nel tempo primaverile

fioriscono le violette

anche se sta nevicando

anche se sta piangendo

anche se sta tremando

anche se sta morendo

anche se sta ammazzando

sai tu perché amore mio ?

MANUEL VÀZQUEZ MONTALBÀN

Published in: on luglio 25, 2011 at 07:47  Comments (3)  
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Luna piena

LÒUNA PÈINA

Strécc såtta una lóuna péina
źughèr al amåur int un fòs:
pâsa d’in fnèsstra al petråss
fagànd al sô acût in “la”
e mé a m’apòg’ la schéina
a un vèc’ trabalànt cumå.

 E a mîr cun gósst e piaśair
cal savuré incånter notûren:
l’amåur come pâst diutûren
al nutréss pulîd òmn e dòna,
l’é una poeśî stèrl a guardèr
cme vîvrel pugè a una culåuna!

 I t fan sénter dimónndi vîv
al và e véggn e una carazza:
bèś gridulén mûsg lintazza
ch’i t cunpâgnen vérs al finèl
i t fan vgnîr alźîr e źulîv
parché i én na mèrcia trionfèl!

 L’amåur l’é lé a purtè ed man,
l’é davaira un animèl stran
mo an s pôl brîśa dèr sugeziån:
l’amåur l’é la pió gran pusiån!

 Vivägnel cun quèlca lizänza,
dû trî dé al maiś d’astinänza
fantaśî surpraiśa e libertè:
al srà un tariånf ed felizitè

§

Stretti sotto la luna piena
giocare all’amore in un fosso:
entra in finestra il pettirosso
facendo immenso acuto in “do”,
ed io m’appoggio la schiena
a un vecchio tarlato comò.

E miro con gusto e piacere
quel sapido incontro notturno:
l’amor come pasto diuturno
ben nutre sia l’uom che la donna,
è un’ode sia starlo a vedere
che averlo poggiati a colonna.

Ti fanno sentire assai vivo
il va e vieni ed una carezza:
baci morsi gridi lentezza
che ti guidan verso il finale
ti rendon leggero e giulivo
ché son come marcia trionfale!

L’amore è a portata di mano
è certo un animale strano
ma non ci può fare paura:
l’amore è la nostra natura!

Viviàmol con qualche indecenza
un giorno mensil d’astinenza
estro sorpresa e libertà:
sarà trionfo e felicità!

Sandro Sermenghi

Gelo

Adagi
veli laminati
nel notturno
biancore.
Tace la terra
ascolta
echi di silenzi
stellari.
Si scalda
la quercia
ai bagliori
cristallini
d’anemico sole,
la veste stopposa
si stringe.
Sparuto
il pettirosso
graffia
lastre di cielo.

Graziella Cappelli

Published in: on febbraio 3, 2011 at 07:37  Comments (6)  
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Nevicata

Neve morbida
s’imbeve dell’impronta lasciata
ghiaccio fissa per poco la traccia
nuovi fiocchi candidi ricoprono i passi

un pettirosso si nasconde fra i rami
intirizzito dal gelido vento
si ricopre di foglie resistendo al gelo

si staglia fioco un raggio di sole
ragnatele ghiacciate brillano
rispecchiando riflessi arcobaleno

tutto sembra fermarsi silenziosamente
lo sguardo soppesa la purezza
di quel bianco manto

Maristella Angeli

Vita

per salire là in alto
mi occorrono fiori nuovi che si schiudono
e le tue labbra maestre, sulle mie
mi servono piume di pettirosso
grandi ali e corde d’arpa nel vento
per salire come allora sulla tua pelle

mi occorre il biglietto di un tempo
scritto tra i raggi del mattino
e due bottoni d’occhi chiari
per allacciarmi ancora al tuo cammino.

Aurelia Tieghi

Published in: on ottobre 23, 2010 at 07:11  Comments (7)  
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Fuochi d’inverno

Era il fuoco nelle case d’inverno
a scaldarci il cuore spogliato
come gli alberi dall’allegria,
era il profumo delle castagne
e il canto del pettirosso,
l’estrema nostalgia di averti.
Era ed é la vita intorno.
Cerco fra le ciglia
di un sorriso tenue
il viso che so,
la chiostra dei denti,
con le labbra a cornice,
fonti di piaceri caldi,
che nessun ciocco crepitante
saprà eguagliare.
Sarà il fuoco del tuo inverno

che scioglierà
la neve dei miei abbracci.

barche di carta