Milano

Come uno stecco brinato è stato il viaggio.
Un duro risentire
di fiato ormai perduto.
Ma bella m’è sembrata Milano, sul finire.
Tolti i vestiti a festa, e le giovani bugie.
Ho visto su un laghetto formarsi un cielo bruno
la noia di chi pesca l’estate, ed ora impara
le sue distanze brevi e profonde.
Un’altra vita
di orti, e di infermiere attempate,
domicili, con pigne sulle porte
e le luminarie antiche.
Ho visto due parlare con solo una scialletta,
gettare bucce via da un balcone.
Fare i segni, all’ora che campane ci chiamano.
Milano. Anch’essa vecchierella e bambina
anch’essa molle.
Milano che ci muore la gente se fa freddo
che miete grano in Russia e lo scambia in Piazza Affari.
Milano che ha bandiere in soffitta
un poco umana.

Massimo Botturi

I tic tic tic tic…

pioggia
tra le case e cancelli sprangati
rivoli corrono lungo le ciglia delle grondaie
i marciapiedi riflettono la sera
un passante intirizzito sotto l’ombrello

pioggia
che si calma
su livide foglie
battute ai denti del pianto
con uno stridore di pigne arse

Aurelia Tieghi

Published in: on dicembre 12, 2010 at 07:44  Comments (8)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , ,