Fantasia

Ridateci la luna
come era una volta.

Ridateci, ridateci.

Ridateci la luna,
rossa, gialla, verde, pallida,
coi nostri sogni
che le volavano intorno.

Basta
coi satelliti artificiali
che le ronzano asfissianti,
basta
con le sonde spaziali
e le bandierine abbandonate,
basta
alle auto cingolate
con le antenne trasmittenti
e le pile ormai esaurite.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on giugno 4, 2011 at 07:12  Comments (7)  
Tags: , , , , , , ,

I gitani

Sulle righe incantate del tempo,
spartito infinito di cose accadute,
sale prudente un canto gitano.

Si misura col lento fluire del fiume
quando sente l’arrivo del mare
perdendosi in rigagnoli ritrosi.

Racconta di vesti sfarzose
dai mille colori indecenti
danzanti intorno ai falò.

Racconta il muggito del toro,
il nero del fango, i cavalli nervosi,
i carri colorati, le pile di rame.

Racconta la vita senza problemi
come fringuelli che giocano al sole.

Lorenzo Poggi

Published in: on novembre 30, 2010 at 07:02  Comments (6)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Poetronica

Di lembi innevati,
d’itinerari fantastici
non è più tempo.
Ostinata fugge,
la poesia tra dita.
Colgo i pezzi
di frasi infrante,
ne rifaccio orci cocciuti.

Il silicio
ha promesso sensi
che nessun olfatto
può eguagliare,
e il mio naso nuovo
in nanoschiuma di carbonio,
non sa rifiutare.

Ed ora, cablate le parole,
dove inserire le pile a combustibile,
senza effetto memoria,
per dar luce, storia, vanto
a questi venti versi spenti?

Flavio Zago

Tristezze della luna

TRISTESSES DE LA LUNE

Ce soir, la lune rêve avec plus de paresse;
Ainsi qu’une beauté, sur de nombreux coussins,
Qui d’une main distraite et légère caresse
Avant de s’endormir le contour de ses seins,

Sur le dos satiné des molles avalanches,
Mourante, elle se livre aux longues pâmoisons,
Et promène ses yeux sur les visions blanches
Qui montent dans l’azur comme des floraisons.

Quand parfois sur ce globe, en sa langueur oisive,
Elle laisse filer une larme furtive,
Un poète pieux, ennemi du sommeil,

Dans le creux de sa main prend cette larme pâle,
Aux reflets irisés comme un fragment d’opale,
Et la met dans son coeur loin des yeux du soleil.

§

La luna sogna stasera, con più pigra mollezza,

come una bella che su pile di cuscini,

con mano distratta e leggera accarezza,

prima d’addormentarsi la curva dei suoi seni

sulla serica groppa di morbide valanghe

s’abbandona sfinita ad un lungo deliquio

mentre lo sguardo le va sulle visioni bianche

come fioriture salienti nel turchino

quando, su questo globo, nel suo languore ozioso,

lascia a volte in segreto scivolare una lacrima

un poeta pietoso, nemico del sonno,

raccoglie nel cavo della sua mano quella lacrima pallida,

iridata come un frammento d’opale,

e la ripone nel suo cuore, lontano dagli sguardi del sole

CHARLES BAUDELAIRE