Grigi pensieri

Tra lecci e tralicci d’aria rarefatta,
in attesa di spicchi di cielo,
si consuma un altro giorno.
Vengono fuori albori autunnali
e piogge paleolitiche
a misurar ossa di dinosauri.
E’ l’alba del mondo, paludi gasate
e catene montuose che fanno il solletico
appena sott’acqua.
Son pensieri rappresi come lacrime di pioggia
nel grigiore del cielo.

Lorenzo Poggi

Nouvelle inside

Impermeabilità spezzata dentro l’autunno estivo:
è solo poesia interrotta dal calore d’un temporale estivo

e non capisco
come la sbornia d’altolocata immigrazione sparsa
nel corpo deflagra all’interno dei miei occhi:
avverte un colore difforme nella cromaticità del suo colore.
Non mi sta appartenendo nulla più
….
eppure striscia una lussuria impenetrabile;
scorre nel sangue, nel cuore nel tempo a me sola dedicato

Non sto resistendo alle pulsioni d’aria
intonata al godimento della gioia trattenuta
tra la stanchezza spasimante tra le mie dita.

Impermeabilità spezzata dentro il rovo d’assuefatta
                                                                  disfatta;
sa rispondere questa poesia bramata all’ombra
d’un inverno lasciato sulle spalle a coltivare nuove piogge
cicatrizzando colori azzurro/verdi nei miei nuovi sguardi.

Glò

…Piogge acide

È piovuto
tempesta stanotte
sui nostri visi
abrasi

Piogge acide
di lacrime
irrigano il buio

Il desiderio
fugge con un’altra

Silvano Conti

Published in: on giugno 24, 2011 at 06:59  Comments (2)  
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Autunno

Autunno. Già lo sentimmo venire
nel vento d’agosto,
nelle pioggie di settembre
torrenziali e piangenti
e un brivido percorse la terra
che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora passa e declina,
in quest’autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio.

VINCENZO CARDARELLI

A un olmo secco

A UN OLMO SECO

Al olmo viejo, hendido por el rayo

y en su mitad podrido,

con las lluvias de abril y el sol de mayo

algunas hojas verdes le han salido.

¡El olmo centenario en la colina

que lame el Duero! Un musgo amarillento

le mancha la corteza blanquecina

al tronco carcomido y polvoriento.

No será, cual los álamos cantores

que guardan el camino y la ribera,

habitado de pardos ruiseñores.

Ejército de hormigas en hilera

va trepando por él, y en sus entrañas

urden sus telas grises las arañas.

Antes que te derribe, olmo del Duero,

con su hacha el leñador, y el carpintero

te convierta en melena de campana,

lanza de carro o yugo de carreta;

antes que rojo en el hogar, mañana,

ardas en alguna mísera caseta,

al borde de un camino;

antes que te descuaje un torbellino

y tronche el soplo de las sierras blancas;

antes que el río hasta la mar te empuje

por valles y barrancas,

olmo, quiero anotar en mi cartera

la gracia de tu rama verdecida.

Mi corazón espera

también, hacia la luz y hacia la vida,

otro milagro de la primavera.

§

Al vecchio olmo, spaccato dalla folgore

e nel mezzo marcito,

con le piogge d’aprile e il sole a maggio,

sono spuntate alcune verdi foglie.

Oh, l’olmo secolare sopra il colle

ch’è lambito dal Duero! La corteccia

bianchiccia da un gialligno musco è tinta

nel tronco putrefatto e polveroso.

Come i pioppi canori, che sorvegliano

il cammino e la riva, non sarà

di rossicci usignuoli popolato.

S’arrampica su esso di formiche

un esercito in fila, e nelle viscere

tramano i ragni le lor grigie tele.

Olmo del Duero, prima che t’abbatta

con l’ascia il legnaiuolo, e il falegname

ti trasformi in un mozzo di campana,

stanga di carro o giogo di carretta;

prima che rosso nel camino arda

domani in qualche misera casetta

sull’orlo d’una strada;

prima che ti annienti un turbine e ti schianti

il soffio delle candide montagne;

prima che il fiume ti sospinga al mare

per valli e per burroni,

olmo, voglio annotare nei miei appunti

la grazia del tuo ramo rinverdito.

Anche il mio cuore aspetta,

alla luce guardando ed alla vita,

altro prodigio della primavera.

ANTONIO MACHADO Y RUIZ

Quale poesia?


Ho vagato nell’etere
cercando una poesia
senza tempo
nel tempo dell’esistere
confrontando la mia.
Ho valicato un monte – alto
le piogge erano lacrime
salate e inarrestabili
forse bastava un salto
per superare il baratro
ma non c’è stato il tempo
e ogni mio tentativo
se lo portava il vento.
Eppure vivo e impellente
bruciava il desiderio
verso una nuova via
ma non era la mia.

Viviana Santandrea

Published in: on ottobre 23, 2010 at 07:03  Comments (6)  
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Africa


Oasi di palme
ombra luminosa
sole che filtra
e accende d’ocra il suolo
ma non lo brucia.
Sconfinati deserti
ove i tramonti
fanno di cielo e terra
un solo incendio.
Albe viola ed immobili
riscoprono dimore
di fango e sterco
dalle piogge erose
svuotate dalla guerra.
Tu, tutto questo sei
ed altro ancora…
Eden violato,
terra che l’Apartheid ha inseminato
di proiettili e odio
tra un popolo affamato
solo di fratellanza e di futuro.
Tu, continente puro
culla del mondo,
cuore di madre
martoriata ed offesa
prosciugata del latte
parte lesa
piangi i tuoi figli
nati guerrieri
morti minatori
per estrarre diamanti dal tuo ventre
nelle miniere dei predicatori
di “civiltà”.
Ancora scorre
e tu, costretta a bere
il loro sangue
ci gridi coi tam-tam il tuo: “riscatto!”
Un tuo proverbio dice:
“Muore il capretto
ma la sua pelle
continuerà a cantare”
Così, ogni lacrima
su di un nero visetto
rammenterà all’uomo il “disonore”
e per te, madre, il giusto rispetto.

Viviana Santandrea

Traversando la maremma toscana

Dolce paese, onde portai conforme
l’abito fiero e lo sdegnoso canto
e il petto ov’odio e amor mai non s’addorme.
pur ti riveggo, e il cuor mi balza in tanto.

Ben riconosco in te le usate forme
con gli occhi incerti tra ‘l sorriso e il pianto.
e in quelle seguo de’ miei sogni l’orme
erranti dietro il giovanile incanto.

Oh, quel che amai, quel che sognai, fu in vano:
e sempre corsi, e mai non giunsi il fine:
e dimani cadrò. Ma di lontano

pace dicono al cuor le tue colline
con le nebbie sfumanti e il verde piano
ridente ne le piogge mattutine.

GIOSUÉ  CARDUCCI

Il traditore

Arriva all’improvviso
quasi per caso
con fresche piogge
sopra fiori assetati,
mentre stanche
nel pomeriggio sognano,
le ombre leggere
delle fronde.

Ma ipocrita
scuote dall’ali il fulmine,
svegliandorovinando
tutte le piante e i frutti
lanciando il suo flagello:
grandine… Ora è imbiancato
tutto il verde abbasso,
divertitoridendo il traditore,
tuonando passa.

Paolo Santangelo


Published in: on gennaio 17, 2010 at 07:08  Comments (4)  
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