Lungo la laguna

Gustavamo l’odore salmastro
della laguna picchiettata
dalla pioggia insistente.
Stretti camminavamo sfidando
le raffiche di vento
che piegavano l’ombrello.
Le canne fischiando plaudivano
al nostro passaggio
e i pioppi dondolando le alte cime
sussurravano frasi d’amore mai dette.

Nino Silenzi

Published in: on aprile 21, 2012 at 07:37  Comments (7)  
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Il cotone dei pioppi

Ho visto il cotone
dei pioppi
coprire le strade fredde;
tra le braccia al cielo
vi erano nidi di suppliche,
che i pargoli
ti scrivevano una sete
nuova.

Sembrava che le pozzanghere
avessero un mantello
di catrame
poi, poche gocce di cielo
diedero il canto
agli acquerelli,
che i rimorsi, sul foglio,
s’erano stinti
e m’abbracciai, silente
fin dove il perdono
mi rapisse.

Stefano Lovecchio

Chiesuola


Sogni lontani carichi
d’amore forte d’indomita
gioventù domata. Sogni
di  muto dolore, cari
sogni andati, ricordano più
e non più nulla, mentre
il fiume mormora il lamento.
Pioppi con ondeggiare lento
la cima altissima d’argento.
Vostra la melodia, alta
infinita: smarrita ed ebbra
d’amoreonda palpitante vita.
In faccia al mio balcone
è una chiesuòla  fatta
tutta di mattoni rossi
s’erge al cielo imponente
e sola. Sul culmine la croce
che dà ricetto ai loro nidi
col tetto: rondini e pettirossi.
Rondini sperse cantano
tintinnano armoniose,
unico inesauribile tesoro
al primo raggio tremulo
del sole ardente sulle
cime immacolate. Col vostro
canto indulgete alla mente
e riecheggiate il pianto.

Paolo Santangelo

A un olmo secco

A UN OLMO SECO

Al olmo viejo, hendido por el rayo

y en su mitad podrido,

con las lluvias de abril y el sol de mayo

algunas hojas verdes le han salido.

¡El olmo centenario en la colina

que lame el Duero! Un musgo amarillento

le mancha la corteza blanquecina

al tronco carcomido y polvoriento.

No será, cual los álamos cantores

que guardan el camino y la ribera,

habitado de pardos ruiseñores.

Ejército de hormigas en hilera

va trepando por él, y en sus entrañas

urden sus telas grises las arañas.

Antes que te derribe, olmo del Duero,

con su hacha el leñador, y el carpintero

te convierta en melena de campana,

lanza de carro o yugo de carreta;

antes que rojo en el hogar, mañana,

ardas en alguna mísera caseta,

al borde de un camino;

antes que te descuaje un torbellino

y tronche el soplo de las sierras blancas;

antes que el río hasta la mar te empuje

por valles y barrancas,

olmo, quiero anotar en mi cartera

la gracia de tu rama verdecida.

Mi corazón espera

también, hacia la luz y hacia la vida,

otro milagro de la primavera.

§

Al vecchio olmo, spaccato dalla folgore

e nel mezzo marcito,

con le piogge d’aprile e il sole a maggio,

sono spuntate alcune verdi foglie.

Oh, l’olmo secolare sopra il colle

ch’è lambito dal Duero! La corteccia

bianchiccia da un gialligno musco è tinta

nel tronco putrefatto e polveroso.

Come i pioppi canori, che sorvegliano

il cammino e la riva, non sarà

di rossicci usignuoli popolato.

S’arrampica su esso di formiche

un esercito in fila, e nelle viscere

tramano i ragni le lor grigie tele.

Olmo del Duero, prima che t’abbatta

con l’ascia il legnaiuolo, e il falegname

ti trasformi in un mozzo di campana,

stanga di carro o giogo di carretta;

prima che rosso nel camino arda

domani in qualche misera casetta

sull’orlo d’una strada;

prima che ti annienti un turbine e ti schianti

il soffio delle candide montagne;

prima che il fiume ti sospinga al mare

per valli e per burroni,

olmo, voglio annotare nei miei appunti

la grazia del tuo ramo rinverdito.

Anche il mio cuore aspetta,

alla luce guardando ed alla vita,

altro prodigio della primavera.

ANTONIO MACHADO Y RUIZ

Tra la nebbia

Guardo
con gli occhi socchiusi
le immagini lente
che si disperdono
tra la fitta nebbia
dell’autostrada.
Solo il rumore del motore
e le ombre
di vecchi pioppi,
che ricamano i fossati,
ondeggiano
per la campagna sfocata.
E sembrano
vecchi pellegrini
in viaggio
su un sentiero
che arriva dal nulla
e finisce nel nulla.

Salvatore Armando Santoro

Il mio fiume

Ora iniziano
una strana danza d’amore
le fuggevoli libellule.
Fiume, fluente
discendi intristito
tra gli alti pioppi
superbi nel loro candore.
Danza d’amore
suoi tuoi gorgoglii
tra i rovi invadenti
il tuo andare perenne.
Lunghe braccia
vive e spinose
irridono le frivole
effimere libellule:
vita fatta di colori.
Tu sdegni i fremiti
d’un attimo solo
e accogli il sole spezzato.

Nino Silenzi

Published in: on febbraio 1, 2011 at 07:21  Comments (5)  
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Boschi cedui

Chissà
se i pioppi hanno sentore
dei pensieri degli uomini
future storie che saranno scritte
oppure fionde

guardatele le spalle
lei che non sa trovare più parole
persa nei mille e più sinonimi
del suo vagabondare.

Un imbarco mai chiese
se ne dovrebbe ricordare ora che fugge
dai porti e dalle cale
lasciando i suoi  frammenti tra gli scogli.

C’era nell’aria tinta d’ossidiana
un ulteriore indizio
sicché ne prese nota.

Era squillare di lapilli
brulicare di sfere di cristallo
e mare e mare
l’orecchio a consentire le apparenze
– signora non s’ignora a farsi farsa
nel concederle asilo  -.

La sua deserta voce
ha vibrato su coste occidentali
nell’embargo del nulla a barattare
In fondo chi può dire
d’appartenersi veramente tutto?
Non il pensiero che camuffa e inganna
un battito scandito
uno soltanto
e ne saprebbe il nome.

Cristina Bove

La barca

Con stupore di occhi smarriti
tra fronde che il vento accarezza
discende la barca sul fiume,
come voce di tempi perduti,
tra file d’attoniti pioppi; discende,
avvolta nel lume del sogno.

Ritorna tra gli alberi, la voce
lontana: il canto tramuta lieve
e si perde in lontana dolcezza,
senza fondo, senza speranza.
nell’aria ‘fatata’ d’incanto …

Ancora, da poppa, lontano
lontano, si agita, bianca orchidea,
un addio, l’ultimo. Solo son io:
il noi non c’è più:
ci son io, io solo e lei sola
io parlo e la parola mi ricade
sul capo come una pietra.
Io e lei, la sua vita, la mia vita:
la nostra è finita!

Sul fiume, che all’ombra declina,
tra verde sapienza di pioppi,
corriamo, ai nostri destini.
Tu al mare che i fiumi divisi
raccoglie, anche il mio, nel grembo
d’un mare più vasto, dove
le nostre vite disperse tornano
unite all’Oro d’un solo orizzonte,
dove i giorni miei ed i tuoi,
nel vuoto de’ eterni silenzi,
potranno ritrovare il “noi”.
Sale in Alto un angelico coro.

Paolo Santangelo

Tra i pioppi

Tra i pioppi argentei
raccogliesti bianchi fiori di campo
delicati come il tuo viso.
Eri felice.
Anch’io.
Insieme salimmo
sull’argine, abbracciati.
Insieme varchiamo
il mare della vita.


Nino Silenzi

Published in: on gennaio 23, 2010 at 07:39  Comments (5)  
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