Mani

Parlano silenziose, scavano a fondo,
come un aratro ad abradere il torpore del silenzioso maggese.
Furtivo, il raggio di sole dà vita alle zolle,
così il calore dà sollievo alle pene,
ai tumultuosi pensieri … celati, in rivolta.
Così, inerme, in prezioso abbandono, la mente s’arrende,
distesa adesso
come docil quadro al suo pittore,
tra le tue mani a cornice,
la pace,
come nella campagna presto al mattino.

Michela Sandrini

I paroll d’on lenguagg

I paroll d’on lenguagg, car sur Gorell,

Hin ona tavolozza de color,

Che ponn fa el quader brutt e el ponn fa bell,

Segond la maestria del pittor.

Senza idej, senza on cervell

Che regola i paroll in del descor,

Tutt i lenguagg del mond hin come quell

Che parla on sò umilissem servidor.

E sti idej, sto bon gust, già el savarà

Che no hin privativa di paês,

Ma di coo che gh’han flemma de studià :

Tant l’è vera, che, in bocca de Usciuria,

El bellissem lenguagg di Sienês,

L’è el lenguagg pu cojon che mai ghe sia.

§

Le parole di un linguaggio, caro signor Gorelli,

sono una tavolozza di colori,

che possono fare il quadro brutto o bello,

secondo la maestrìa del pittor.

Senza idee, senza un cervello

che regola le parole nel discorso,

tutti i linguaggi del mondo sono come quello

che parla un suo umilissimo servitore.

E queste idee, questo buon gusto,

già saprà che non sono prerogativa dei paesi,

ma delle teste che hanno flemma di studiare:

tant’è vero che in bocca di Vossignoria,

il bellissimo linguaggio dei Senesi,

è il linguaggio più coglione che ci sia.

CARLO PORTA

Come…

Nel vento volan parole e fogli
mentre il mare sbatte su gli scogli

e a piedi nudi vago su la sabbia
lasciando indietro la mia rabbia

senza la tua anima sulla mia pelle
e come la notte senza luna e stelle

come senza l’aria non si può campare
come l’edera senza l’albero avvinghiare

ma nell’alba sono sempre solo
come gabbiano all’orizzonte in volo

con le parole si può volare
e l’immenso mare traversare

ma sul finir devo planare
e sulla mia spiaggia ritornare

e nel silenzio ascoltar un momento
la musica di questo mar nel vento

e pensar delle parole
dicono son pittore
ma senza te è …..

come dipinger senza colore

Pierluigi Ciolini

redev ierroV

 
Vorrei veder vestito
modello di pittore
e nuda una pittrice
sua immagine fissare
.
Vorrei veder le navi
con chiglia al sol portarsi
e pesci in cielo messi
e  uccelli in mar nuotare.
.
Vorrei veder radici
d’alberi centenari
all’aria esposte e a venti
e i rami in terra stare.
.
Vorrei veder spartiti
letti da fondo a cima
godere d’un concerto
la parte d’aspettare.
.
Vorrei veder malati
uccidere dottori
e lor parenti in festa
pazienti ringraziare.
.
Vorrei veder i fiumi
recuperar la fonte
e nuvole che aspiran
e neve fanno alzare.
.
Vorrei veder anziani
al fin tornar bambini
trovando la purezza
d’un tempo da invidiare.
.
Vorrei veder un mondo
d’amor per l’altro pieno
per vivervi sereni
e più non disperare.

Piero Colonna Romano

Paologelo

Gli umani son grappoli viventi
attaccati all’albero della vita
come colonne nelle cattedrali
in una vicenda alterna ed infinita.
.
Acuta pena mondomateria infesto:
tuo male e mio dolore il Tuo sorriso
pare che, nel perderlo, si estingua…
.
Tetridolci meriggi decembrini
l’aere ed il ciel sono tiepidi ancora
il sole foglie ridipinge  indora,
improvviso in giardino ultime rose
ridono riflettendosi lucenti
nel lago terso dal cielo ridipinto.
.
Coronati da estrose praterie sonanti,
di conche, fronde, affascinanti
di serre incantate, di viole del pensiero,
camelie amaranto e nivee stelle,
genzianelle cilestri; felice manto.
.
Immaginato e dipinto  dal  Pittor
dei Pittori…ma è tardi: tutto gela.

Paolo Santangelo

Dalla ferrovia

 
In questo…
mattino stupendo
colmato dall’azzurro
del cielo assaporo
i  profumi d’un tempo
Rivedo…
la gente distesa, e sopita,
i bagnanti che
s’avviano al mare
col loro soffuso vociare
Le barche all’ormeggio
nelle acque quieti
ed il treno…
che passa sinuoso
col  fischio armonioso
tra il mare e le case
I bianco/rosa oleandri
attaccati alle mura,
e  della fontanella,
il gioco continuo
dello zampillo
Un quadro finito
dai tanti colori
da immortalare su tela…
da un valente pittore

Ciro Germano

Se fossi pittore

Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni:
mia madre ha sessant’anni,
e più la guardo e più mi sembra bella.

Non ha un accenno, un guardo, un riso, un atto
che non mi tocchi dolcemente il core;
ah, se fossi pittore,
farei tutta la vita il suo ritratto!

Vorrei ritrarla quando china il viso
perch’io le baci la sua treccia bianca,
o quando, inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso

Pur, se fosse il mio priego in ciel accolto,
non chiederei di Raffael da Urbino
il pennello divino
per coronar di gloria il suo bel volto;

vorrei poter cangiar vita con vita,
darle tutto il vigor degli anni miei,
veder me vecchio, e lei
dal sacrificio mio ringiovanita.

EDMONDO DE AMICIS

Erba

Se mai dovessi avermi la schiena
fatti terra:
tra le sue mani ho visto agitarsi il firmamento
soldati gialli, sporchi di grano
e luce inverna.

Fa che il riposo sia un bel futuro
ma non ora,
ché ho voglia di radici bagnate
e di carezze,
d’essere colto e messo nel grembo tuo di neve.

Se mai venisse fuori poesia
sarà pittore,
un dodicenne scarpe di tela,
e il volto tuo
baciato mentre godi, e non ce n’è mai abbastanza.

Massimo Botturi

Published in: on novembre 10, 2010 at 07:23  Comments (7)  
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Va pensiero

Quello che ho visto
Ieri sulla strada

Per molti
era una donna
che di traverso
suonava con il vento

alle pareti
aveva appeso
due tele bianche
da pittore

e l’incertezza di chi
con un fazzoletto copre

la chiave per non aprire
ad una figlia lamentosa

con calma
infagottata da un
livido vigore
sembrava avere
scoperto
ali dorate
sulla fronte

(solo due piccole rughe nel cuore )

Gli domandai circa la vita
e di come le cose
vanno col padre

che gli si è
a stento appunto
un cielo rosso
sulle guance

quasi fatata
s’incamminò
poi sottovoce
nella sera

e mi sembrò
di udire nel vento

un Va Pensiero senz’amore

Pierluigi Ciolini

Pittore


Se tu saprai dipingere
la mestizia d’una giovane morte,
raffigurare la malinconia
d’un atteso abbandono,
colorare l’amarezza
di una storia finita,
sfumare la disperazione
della madre avvilita,
evocare l’inerte stupore
del povero imbecille,
tradurre l’orrore
della vana uccisione,
riattizzare il riverbero
d’una spenta passione,
ritoccare, alleviandola,
l’angoscia emarginata,
resuscitar l’incanto
dell’infanzia rubata:
allora sarai il mio pittore
e poserò per te.

Michela Tarquini