A Pontremoli con Anna

 

 
a Pontremoli con Anna
nella casa di nonna
.
chi ha ancora la casa di famiglia
e mi accoglie mi piglia
.
è un po’ la casa che sogno, ora mi accorgo
non è una fantasia ma un ricordo
.
nel sogno sono con mia sorella
invece ero con te Anna bella
.
ha lasciato un segno così profondo
quello stare assieme a tutto tondo
.
pittura o scultura eravamo artiste
ora a Londra che fai
hai una bambina che si chiama Viola
io qua sono un po’ triste
.
per il tempo che non vola
ma s’incrosta e resiste
.
i quadri di tutti i colori nella tua soffitta
era come quella di Paoli “La gatta”
.
tuo padre in viaggio jazz e Chagall
noi a Bologna nel salotto azzurro
tua madre in cucina ci faceva il te
.
Anna che sei a Londra, Anna bionda
.
Anna dagli occhi verdi
amiche per sempre, Anna che non ti perdi
non mi perdi
Anna col tuo compagno, e io… che sogno 

azzurrabianca

Il girone

 
Puoi legger tutti i libri c’han stampato
e decifrar l’etrusco e il giapponese,
di Bach sapere fughe e contrappunti
.
da Cimabue a Nunziante essere esperto.
Ma quando busserà l’ultimo tempo
e  incontrerai Minòs e la sua coda
.
sarà per ciò men duro il tuo girone ?
Giudica e manda, secondo che avvinghi,
 al mio finir, nel loco lo trovai.
.
M’interrogò, ringhiando orrendamente,
conto e ragion della mia vita chiese.
Pria di smarrir li sensi a lui risposi:
.
astruse lengue in vita già imparai,
con grande noia, allora, le insegnai.
Fiammante alzò la coda e sì l’avvolse
.
la noia non gradendo né lenguaggi,
che di pagan comunicare fosser.
Del mio saper di Bach allor gli dissi.
.
Ancor vinghiò l’estrema, con gran peto.
Quel protestante reo l’avea turbato.
Del mio narrar pittura l’informai.
.
Braci,  sì fosser foco, l’occhi volse,
turban le immago e grondan blasfemia.
Con gran sgomento allor volli indagare
.
in cosa fosse quel ch’aveo mancato.
Avvolse strettamente l’appendice,
la voce sua mi fè tremar li polsi.
.
Per meritar lo svolgersi mia coda,
d’amor condire il tuo saper dovevi.
Quello c’hai spanto, lungo il camminare,
.
fredde nozioni son, senza il sentire.
Fosco giron sarà tua malasorte,
fin quand’amor non sprizzerà dal core.

Piero Colonna Romano

Caos


Siamo soltanto grumi
casuale aggregazione di cellule;
ospiti immeritevoli
prede di un’illusione
rincorriamo il presente
tronfi di presunzione
dimentichi che l’attimo
che ci è dato…è un sospiro!
Eppure in un delirio
di onnipotenza, in giro
ci dibattiamo
quasi a esorcizzare
un fato irreversibile,
a rendere invivibile
questa terra d’affitto
che ora forse ha deciso
di concedersi un lifting
e spazzar via le protesi
di plastica e cemento.
Tremante, in un momento
rigurgita le offese
come capsula guasta
che sputa il seme di una nuova Era
poi per noi sarà sera.
E dopo… chi verrà?
quale traccia rimasta
dirà la nostra storia:
qualche parola, o nota
o pittura a memoria
del nostro essere qui?
O tutto cancellato
nel magma di efferatezza e incuria,
tutto lettera morta?
Dopotutto c’importa?

Viviana Santandrea

ARTE E VITA

Dice Picasso “L’arte è la menzogna che ci permette di conoscere la verità”. Cosa si chiede all’arte in genere se non l’originalità del fare e non del soggetto? Difatti l’arte non esprime nulla se non se stessa, ha vita indipendente come il pensiero. La vita imita l’arte più dell’arte che imita la vita. Gli effetti tangibili si possono constatare attraverso la poesia e la pittura, ecco il segreto del fascino della natura, anche come spiegazione della sua debolezza. A me, a noi, interessa particolarmente la poesia: dice Gibran “se dovessi scegliere fra la capacità di scrivere una poesia e l’estasi di una poesia non scritta, sceglierei l’estasi. E’ poesia superiore”.   Penso che la poesia non sia l’espressione di un’opinione, ma un canto che si leva da un cuore macerato oppure da una bocca col sorriso, deve nascere da emozioni vissute, da ispirazioni forti nell’animo, oppure da momenti particolarmente veri, appaganti o struggenti.  Le mie sono verità personali, la mia ignoranza è ancora enorme e ogni giorno io mi dedico a capire.  Non so quale sia lo spazio fra l’immaginazione e il conseguimento di un momento poetico, ma l’ardore e l’aspirazione del voler emozionare penso siano la chiave per una buona riuscita dello scrivere.

Marcello Plavier