Il peso

(Per Alessia)

Ieri ho provato a dare
un valore all’amicizia
.
Sono andato dall’Orefice
con un pensiero tuo;
ma il bilancino ad ogni prova
s’inchinava, impotente.
Ho colto tra le mani un tuo sorriso
e l’ho portato al Poeta,
Lui, gioioso l’ha osservato:
 “Questa è già poesia!”
Allora, ho domandato
all’ Astronomo
se con le sue potenti lenti
avrebbe letto
fino in fondo al tuo cuore;
mi ha guardato
stupito e inerme,
pareva un bimbo
che a bocca aperta,
contempla la Luna.
.
Mi sono seduto allora
lungo il fiume,
chiedendomi
se esisteva soluzione,
quando,
come un soffio,
ti sei accostata a me.
E mentre ponevi
tenue una piuma
sul mio palmo della mano
ho percepito il tuo pensiero:                    
“Ne cogli il peso?”
Sorridendo ti sei voltata
e con ali d’Angelo,
hai spiccato il volo,
portando via i miei dubbi.
.
Così mi sono alzato,
ed ho ripreso grato
la marcia della vita,
col passo che quasi
non conosceva impronta.
.
Ora so il valore immenso,
del peso lieve dell’amicizia.

Flavio Zago

La vita

 
Sai… la vita spesso  è così …
come quando digiuni
come quando non dormi
come quando rammenti
come quando il volto
esprime l’unico fiato
che sostiene la vita
e ti senti una piuma che sorvola.

Rosy Giglio

Published in: on dicembre 30, 2011 at 07:26  Comments (8)  
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Piume in volo

 
Sfidando il tempo volano le mani
come di piuma staccata in volo
a sfiorare leggere i tuoi capelli
e dirti che sono lì, oltre il domani.
Pronte e protese, guanto d’amore,
a proteggere dalla grandine il tuo capo
facendo scudo fin che torna il sole
o stelle in cielo e lucciole nel campo.
Amore dal cuore di candido giglio
che la vita a me t’ha donato
ti avvolgo nel mio mantello di piume
per volare con te oltre  ogni male.

Elide Colombo

Published in: on novembre 9, 2011 at 07:05  Comments (5)  
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Eppure

Quando ti sveglio
so di ferirmi il labbro.
Il viso tuo affilato è tornato da una guerra
la lingua dentro ha fatto una tana
la paura, t’ha scritto mille lettere
e un foglio.

Eppure vengo
perché ho metà del corpo
senza una piuma dentro
e legna per l’inverno, e parole con un senso.
Se non ti sveglio l’elica inghiotte
il cigno muore
il buio dura tutta la notte
e non respiro.

Massimo Botturi

Published in: on settembre 24, 2011 at 06:51  Comments (3)  
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La lingua di mia madre

LA LENGA DE MA MÉRE

Quan dz’ëro petsou din lo brë,
Mamma in tsanten dejet parë:
“Në në dessu la pluma,
In bon repou,
Mon dzen petsou,
Fé nëna, druma druma”.

Quan un Non tsëjet de se pot,
Aprë llie dze dijò lo mot:
(in dzeugnen le man). Jeuse…
Jesu, Josè
Vardade-mè
Cetta nët. Amejeuse.

Lettre ma mamma sayet pà;
A prèdzé llie m’at inségnà
Sensa gneuna Grammère.
Mè pi grantet,
Dze prédzo adret
La lenga de ma mère.

L’est de coteuma i dzor de vouë,
Qu’atot d’entso su lo papë,
In pout dëre (pachence!),
Tan in patoè,
Come in francè,
Le bague qu’in se pense.

In adzeublen et lettre et mot.
Dz’aprouvo d’ecrire mè ettot
Lo patoë de mon përe.
Më! tot solet,
Pouro vieillet,
Que pourri-dzò tan fëre?

§

Quand’ero piccolo nella culla

mia madre cantando così diceva:

“Në në sulla piuma,

in buon riposo,

mio bel piccino,

fai la ninna, dormi dormi”

Quando un nome cadeva dalle sue labbra

dopo di lei ripetevo la parola:

(giungendo le mani): jeuse…

Gesù, Giuseppe

proteggetemi

questa notte. Così sia.

Mia madre non conosceva le lettere;

a parlare lei m’ha insegnato

senza nessuna Grammatica.

Io più cresciuto

parlo come si deve

la lingua di mia madre.

E’ costume oggigiorno,

che con l’inchiostro sulla carta,

si possa dire (finalmente!),

tanto in patois,

quanto in francese,

le cose che si pensa.

Combinando lettere e parole,

anch’io provo a scrivere

il patois di mio padre.

Ma! tutto solo,

povero vecchietto,

che cosa mai potrò fare?

JEAN-BAPTISTE CERLOGNE

 

Il volo

Di mite anima
una piuma m’ha lambita.
Ora non volo che beata
nel sospeso empireo
della sua levità.

Daniela Procida

Published in: on giugno 29, 2011 at 07:12  Comments (3)  
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Radure rare

Sai Sire,
a volte anche il principe si lascia;
a volte, quando la macchia si fa fitta
e non riesce a galoppare a briglie sciolte,
là, deve uno spiazzo lo attende
carezza le redini e smonta
dal devoto destriero.

Non scuote più al vento e pigra s’affloscia,
la morbida piuma del suo cappello.
Non più vibranti criniere,
non ritmi pressanti di zoccoli fieri
e l’aria smette di garrire.

Disteso, sulla pace dell’odore dell’erba
immerso, nel tepore di raggi tra fronde,
ritrova la consapevolezza del respiro
e un cuore saggio che insiste a pulsare.

Sussurrano vene e mormorano rivi
di riflessi argentati e sassi sinuosi.
Richiami svolazzano garruli, curiosi;
l’ala senza tempo avvince i pensieri.

– Stimare la sosta, per librare la corsa;
gustare il poco, per non strozzare nel tutto.
Provare la fame, per godere del cibo;
saggiare il solo, per amare il noi. –

Riscopre l’essenza del seme nudo,
la fonte che, nembo, rivive la luce.
Ritorna il pastello di forme sfumate
e radici celate a dir di foreste

“ … ora dimmi, dimmi mio Sire,
quante radure concedi agli eredi?
A quanti pennacchi consenti la tregua
e a lame lucenti l’inguainato riposo? “

Ed è il ponente a dipingere il cielo,
a stagliare profili velati di bruma.
L’ombra esitante cavalca nel forse.
Un principe oscuro ricerca l’azzurro.

Flavio Zago

Ad ogni piuma

Ad ogni piuma  strappata all’ala
dona  una lacrima di sangue
l’occhio appeso nel petto
come talismano.

Piuma a piuma
si fa pietra
il cuore.
Lacrima a lacrima
si fa fiume
l’occhio.

Ah! Divenissero  pinne
le ali levigate dentro il suo letto
meno graffierebbe
le braccia denudate
la freccia di luce
che indica  l’orizzonte.

Anileda Xeka

Published in: on aprile 8, 2011 at 07:18  Comments (2)  
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Così ci presentiamo al mondo


Così ci presentiamo al mondo
sogni vestiti di nude parole
e soli vaghiamo su terre
assetate d’acqua misericordiosa.
Non conosciamo elisir
d’eterna vita,
né panacea ai mali mortali;
possiamo solo  scrivere
col cuore dolente di tutti gli uomini
come se non sapessimo fare altro,
come se fosse nostro da sempre.
Possiamo solo sfiorare,
solleticare l’anima
colla piuma leggera,
pesante di scomoda,
insopportabile verità.

Roberta Bagnoli

Published in: on marzo 25, 2011 at 07:28  Comments (10)  
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…ikebana

(Sotto la neve)

Il mondo è un biancopinto di silenzio

Fiocca le neve fiocca piuma lenta
ed ogni bocca è nuvola sui vetri

Esco dal nostro guscio vuoto inane

: io bianco come la neve
: io sotto la neve cane

Silvano Conti

Published in: on dicembre 15, 2010 at 07:19  Comments (3)  
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