Ti ho sconfitto, morte

O morte, siediti e aspetta.
Prendi un bicchiere di vino e non trattare.
Una come te non tratta con nessuno,
uno come me non si oppone alla serva dell’invisibile.
Prendi fiato… forse sei spossata da questo giorno
di guerra astrale. Chi sono io perche tu mi faccia visita?
Hai tempo di esplorare il mio poema? No. Non è affar tuo
Tu sei responsabile della parte d’argilla
dell’uomo, non delle sue opere o delle sue parole.
O morte, ti hanno sconfitta tutte le arti.
Ti hanno sconfitta i canti della Mesopotamia,
l’obelisco dell’Egizio, le tombe dei Faraoni,
le incisioni sulla pietra di un tempio ti hanno sconfitta,
hanno vinto, ed è sfuggita ai tuoi tranelli
l’eternità…
e allora fa’ di noi, fa’ di te cio che vuoi

MAHMOUD DARWISH

Si è bruciato nel lume un moscerino

Leggo. Distratto va l’occhio alla Comedia,
va solo: consueta abitudine.
Ma come destriero che d’un salto abbia disarcionato il cavaliere,
s’è bruciato nel lume un moscerino.
.
Muta è la notte, ma la voce che arguta mi ronzava intorno,
tace e tacerà nell’eternità.
Che hai? Perché giù nel profondo anima, oscilli smarrita.
Nella sua piccola vita era tutto il suo mondo.
La sua canzone è svanita. E il suo volo è nel fuoco.
.
Sulla pagina bianca seguo i segni neri …. mi sembrano un gioco.
Dante e quel moscerino li ha uguagliati la morte
nella sua fosca pianura senza bassura né altura.
E anche il poema divino svanirà un dì nell’oblìo ….
.

Anzi TUTTO …. come quel ronzìo.

Paolo Santangelo

A me stesso


Io sono uomo tra tanti uomini,
quante volte ho
creduto d’amare
e solo sono rimasto..
Quante volte ho afferrato
un sogno e non
ho smesso di tremare,
e il cielo quante volte
l’ho cercato
e quante volte l’ho guardato!
Ma senza trovarti amore.
Ed allora mi soffermo
a mirare ritratti
vantanti l’eterno.
Loro non hanno passioni,
emozioni ricordi
non vantano il tempo
che è stato o quello che sarà
e di rimbalzo ricordo
quando affamato nessuno mi sfamava
quando innamorato nessuno mi amava.
Nell’infinito gioco della vita,
perchè devo spegnere le fiamme
d’un fuoco, che arde prepotente,
mentre gli occhi lasciano
cadere gocce ed  il respiro si affanna.
No io sono corpo tra corpi
uomo qualunque
sono solamente un verso
di un poema infinito

Marcello Plavier

Published in: on aprile 23, 2010 at 07:31  Comments (6)  
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