Natura

NATURE

“Nature” is what We see –
The Hill – the Afternoon –
Squirrel – Eclipse – the Bumble bee –
Nay – Nature is Heaven –
“Nature” is what We hear –
The Bobolink – the Sea –
Thunder – the Cricket –
Nay – Nature is Harmony –
“Nature” is what We know –
But have no Art to say –
So impotent our Wisdom is
To Her Sincerity –

§

“Natura” è tutto quanto noi vediamo –
Collina – pomeriggio –
Scoiattolo – eclisse – il calabrone –
No – natura è il cielo –
“Natura” è tutto quanto noi udiamo –
Il bobolink – il mare –
Il tuono – il grillo –
No – natura è armonia –
“Natura” è tutto quanto noi sappiamo –
Ma non riusciamo a dire –
Tanto è impotente la nostra sapienza
In confronto alla sua semplicità –

EMILY DICKINSON                 (traduzione di Letterio Cassata)

Svizzero è il nostro vivere

OUR LIVES ARE SWISS

So still – so Cool –
Till some odd afternoon
The Alps neglect their Curtains
And we look farther on!

Italy stands the other side!
While like a guard between –
The solemn Alps –
The siren Alps
Forever intervene!

§

Così quieto – freddo –
Finché in qualche strambo pomeriggio
Le Alpi si scordano aperte le tende
E guardiamo al di là!

Al di là c’è l’Italia!
Mentre a guardia nel mezzo –
Le Alpi solenni –
Le Alpi sirene
Per sempre si frappongono!

EMILY DICKINSON

(traduzione di Letterio Cassata)

Published in: on marzo 31, 2012 at 07:26  Comments (3)  
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Estate

Bambino
il pomeriggio d’estate
s’andava a riposare
solo il tempo
per uno sguardo
al campo dietro casa
e mi faceva paura
e mai avrei voluto
trovarmi lì
nel calore soffocante
in cui pareva
nessuno potesse esistere.
Dietro i vetri
il ronzio delle cicale
mi trascinava fuori
col pensiero,
dove tutte loro
in una moltitudine informe
cantavano per sé
cercando di spiccare
sulle altre,
senza sapere che
sarebbe arrivato l’inverno
a cancellare i loro
inutili sforzi.

Gian Luca Sechi

L’ansia dei musicisti

 
Nel pomeriggio afono di voce
ricerco con vigore la chiave di volta
che mi lasci nel cuore tocco lieve
di sublime amore.
Tornerà l’equilibrio
nella stanza della musica
sarà melodia di sangue innamorato
che schizzerà improvviso sulla carta
e imbratterà il pentagramma di stupore
nel dolce fragore di note sciolte al sole.
Si accompagneranno le ore stonate
al fiato degli ottoni lucidati,
ci sarà posto per tutti su nei loggioni
e giù in platea danzeranno giovani emozioni,
si scioglierà l’ansia dei musicisti
negli applausi prolungati di calde mani.  

Roberta Bagnoli

Evasioni

Nel pomeriggio
freddi sogni
sbattono
contro i miei
tintinnanti
muri di vetro
appoggiato su cuscini
annodo lenzuola
cercando
di evadere dalla realtà
di carceri senza sbarre
e fra un nodo e l’altro
parole sospirate
dettano appunti

Pierluigi Ciolini

Published in: on novembre 16, 2011 at 07:38  Comments (4)  
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Cicale

Assordanti,
ripetitive,
noiose.
Quella sega
stridente
le orecchie
mi avvilisce.
Eppure le amo,
nel caldo torpore
d’un pomeriggio
mediterraneo,
abbracciati ai rami
degli ulivi,
delle betulle,
ai Piani di Galatina,
mi ricordano
affetti ormai finiti,
carezze e rimbrotti
che riposano
tra i lumini
d’un camposanto
che mi opprime
e mi tormenta.

Salvatore Armando Santoro

Pro tempore

E vorrei non trattenere
nella curva del mento
o dietro l’angolo dell’occhio
bambino,
l’approccio del giorno;
di pratoline e malva
ranuncoli e tarassaco
calzano i prati
del quartiere.
Pomeriggio d’aprile dalla mia finestra
spolvero le ore che mi separano
dalla rete di confine,

il mio tutto s’arresta nel calpestìo
di un lento procedere a distanza.

Beatrice Zanini

Pensieri stanchi

Un grido sordo
in un pomeriggio muto.
Pensieri che non mi appartengono
pensieri stanchi,
fardello troppo pesante
sul mio corpo esile,
ed esitante,
se
a dispensar sorrisi
sono sempre i soliti arlecchini
senza volto….

Beatrice Zanini

Published in: on dicembre 28, 2010 at 07:06  Comments (3)  
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La bicicletta rubata

Pedalavi capelli al vento
sotto il sole di maggio.
Mi venivi a trovare in bicicletta.
Un pomeriggio te la rubarono.
Nemesi! Tu mi avevi
rubato il cuore.

Nino Silenzi

Published in: on ottobre 5, 2010 at 07:32  Comments (4)  
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Il mondo nella via

Ricordo ancora il sole di quelle estati.
Giornate lunghe senza pensieri.
La porta chiusa alle spalle senza far rumore.
Il mondo in una via chiusa da un muro era mio.
Seduto sul muretto aspettavo i compagni,
nuove avventure da vivere senza un copione.
Il mondo in una via prendeva vita, noi gliela davamo.
Che ne sapevamo del domani,
degli uomini che saremmo diventati,
di donne che ci avrebbero amati o feriti.
Il mondo era lì, la vita era lì.
Le nostre corse appresso ad un pallone sgonfio,
martire di spine di rose selvatiche,
crescevamo tra ginocchia ferite calzoni strappati.
Sotto quel sole come il grano crescevamo,
con il nostro ridere e le nostre bugie innocenti.
Il sole alto sulla via, profumo di cucina che più
d’un richiamo materno nell’ombra fresca della casa
ci riportava, stanchi e affamati.
Nel pomeriggio scendevamo come orda inarrestabile,
così ogni giorno fino a sera, per sempre e sempre non fu.
Scavalcammo al giusto tempo il muro della via,
lasciammo l’eco delle nostre voci che lentamente
per sempre si spense.

Claudio Pompi