L’amico

L’amico è …
come l’amore
ti prende…
nel cuore

E’ un sentimento
che s’avverte…
sulla pelle

Ti fa sorridere,
ed anche gioire,
è il tuo porto sicuro
quando sei triste

Ti sta vicino,
non ti schernisce…
e
non ti ferisce,
ma simile
al contendente
in amore
tende a tradirti…

quando ti chiede
un prestito,
per un affare sicuro:

questo è il momento
della valutazione

Se cedi…
rischi di perdere
i soldi,
e anche l’amico…
probabilmente

Se, invece, desisti
perdi l’amico…
sicuramente

Ciro Germano

Published in: on giugno 23, 2012 at 07:49  Comments (4)  
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Stella polare per l’isola che non c’è

in questo nero mar che d’onde ci travaglia
la rotta scoprirai puntando la tua prua diritta
alla Polare stella che nel suo luminare brilla

alta su nell’azzurro cielo e che dall’Orsa
un punto fermo lei rimane
ad indicarti sempre l’isola a cui approdare

se perso lungo il viaggio smarrito diventa il tuo cercare
guarda sempre in alto la strada puoi ritrovare ad arrivare
all’isola che non c’è

ma solo tu la puoi creare

è fatta di emozioni parole poesie che diventano canzoni
un porto franco dove
il sogno mai non muore e

il tempo un momento da plasmare

Il Passero

Published in: on giugno 11, 2012 at 07:39  Comments (8)  
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Magari domani

Volesse il cielo in un futuro
certo che mi farebbe piacere
fare un po’ di baccano

Svegliare tutti gli amori addormentati
e osservarli abbracciarsi
senza alcun fine
se non l’amore di cui son fatti

Intravederli poi salpare
dal porto dove son nati
per arrivare in mezzo al mare
ed affogare il tempo che …..

che son stati lontani

E poi la notte non più quella nera
e stanca la solitudine
solo un ricordo

e di quel fiore secco
che è rimasto
si chiuda il diario delle pene

Sicuro di vederli
finalmente
come stelle brillare

Pierluigi Ciolini

Published in: on febbraio 12, 2012 at 07:15  Comments (7)  
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Sulla riva

I pontili deserti scavalcano le ondate,
anche il lupo di mare si fa cupo.
Che fai? Aggiungo olio alla lucerna,
tengo desta la stanza in cui mi trovo
all’oscuro di te e dei tuoi cari.

La brigata dispersa si raccoglie,
si conta dopo queste mareggiate.
Tu dove sei? ti spero in qualche porto…
L’uomo del faro esce con la barca,
scruta, perlustra, va verso l’aperto.
Il tempo e il mare hanno di queste pause.

MARIO LUZI

Published in: on gennaio 29, 2012 at 07:23  Comments (3)  
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Il mio mare

Ormai il tempo é andato:
La lunga estate di Calabria
anch’essa é finita,
anche se il sole
scalda ancora la spiaggia.
I giorni dell’ottobre caldo,
quando ci si tuffava
ancora in mare,
sono ricordi che svaniscono
nelle rade nebbie
di questa mattinata aostana.
Mi giungono ancora i fragori dell’onde
frangersi contro gli scogli del porto
anneriti dal catrame.
Lungo lo stretto ascolto le sirene
del ferry-boat,
che unisce ancora Reggio a Messina,
e mi sembra il lamento d’un condannato.
Planano su un mare color viola
stormi urlanti di gabbiani,
e il vento fischia incessante
sferzandomi il viso
con le rade sabbie
di questa costiera pietrosa.
Immobile,
seduto sulla mia vecchia banchisa,
guardo le onde alzarsi, imbiancarsi,
rincorrersi ed espandersi spumeggianti
tra le barche piene di reti
e le ceste di vimini vuote
accatastate vicine.
Ed i pensieri volano
a rincorrere anch’essi
impressioni fuggite, svanite,
scolpite é pur vero nel petto
ma ormai vaganti come sogni lontani
che vorrei poter dimenticare,
ma che rimbalzano,
come palle di gomma,
sui muri di un cuore
che é rimasto ancora bambino.

Salvatore Armando Santoro

La scogliera

Avvolti in maglioni
dal sapore di mare,
ruvida lana a contrasto
di schizzi e marosi,
avanziamo a fatica
contro il maestrale.
Sulla scogliera
è tutta una nebbia
di gocce salmastre.
Ci teniamo per mano
fino alla punta.
Saliamo al faro.
Sotto, il bianco di schiume
sconfigge la notte.
Alle spalle
le luci del porto
attendono ansiose
il nostro ritorno.

Lorenzo Poggi

Ai confini della realtà

se m’accompagni dolcemente
dei sensi l’oblio,
tra le rosee insenature
e coste frastagliate
nelle discese ardite
ancora verdeggianti
i viaggi miei,
se approdando al porto
delle azzurre acque
ancora mi confondo,
ai confini della realtà
ancora un tuffo,
nuotando sull’onda
del piacer,
del mio e il tuo
il nostro limite….

Beatrice Zanini

Published in: on dicembre 13, 2011 at 06:57  Comments (6)  
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E’ ora di tornare

Ho disegnato un sole
con la penna di un gabbiano.
Ho contato le onde
rincorrersi fino a riva.
Ho gettato il mio cuore.
oltre l’orizzonte,
tra lo scintillìo dell’acqua
e sotto un magnifico tramonto d’ottobre.
La brezza increspava il mare
e riportava i ricordi.
Un profumo
una canzone
l’immagine sfocata di un volto
una voce
una mano che saluta
un sospiro di rimpianto
un sorriso,
una carezza di malinconia.

Il peschereccio carico si trascina,
rientra nel porto,
una nuvola d’autunno copre il sole.
E’ ora di tornare.

Sandro Orlandi

Il viaggiatore è arrivato

Sei il mio porto
dove onde placide si frangono
senza suono sulla riva
ed i barbagli
di un sole mite
non torcono lo sguardo
ma accarezzano la pelle
senza mutarne il colore;
sei la mia terra
e la mia casa
dove tornare alla sera
a sperare parole gentili
ed un tiepido abbraccio
nella penombra soffusa
di una televisione scordata.
Eppure mi sorprendo
a voltarmi verso il mare
terrore e desiderio
ad alzare gli occhi
al buio puntato
del cielo di notte
a pormi domande senza bisogno
ogni volta che ho appena trovato
la risposta.

Gian Luca Sechi

Ambra

Un oleandro esploso è la bocca del poeta
argilla fatta polvere e acqua,
sangue vivo,
nell’inguine che chiude all’amante addormentata.
Le cui fattezze scindono in lui natura madre
pugnale nella mano malferma
getto d’ombra
tra le roventi strade di Porto, od Alicante.
Dietro le tende a stecco di faggio
in un cortile, dove due palme
tendono reti color rame
e il petto suo è un pennello di luce
ambra, chiara.

Massimo Botturi