Potenti

“Quando i potenti litigano, ai poveri toccano i guai”

FEDRO

Published in: on gennaio 2, 2012 at 07:42  Comments (4)  
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Indignados

Nelle mani del tempo,
nel vuoto d’idee,
s’affaccia alla luce
una nuova speranza.

E’ fede di noi, novelli profeti
che stiamo gridando
in tutte le piazze
che siamo cresciuti
che non c’ingannate.

Finiti gli orpelli,
i fronzoli belli,
le frasi ad effetto
per chi se la beve
orbato di tutto.

Non c’è più danza
intorno ai totem,
né schiene prostrate
per i potenti di turno.

E’ finita le legna per i falò,
falsi traguardi senza futuro,
stupidi led raschianti il cervello.

Avete commesso un tragico errore:
ci siamo messi a capire da soli
intrecciando parole e pensieri,
costruendo la rete
che vi ha denudato.

Lorenzo Poggi

Morti a colori

 
Morti a colori
ché la vita va avanti
si aggiornano elenchi
continuamente
telecamere impietose
e servizi sensazionali
la tragedia era prevedibile                                                                                                                                   
come la vita
improvvisa e tragica
che sia salita o discesa
si suda troppo
la posizione è scomoda
ma si rimedierà
date fiducia all’oratore
presto qui ci saranno nani e ballerine
ad allietare le vostre ore
date tempo al tempo
imparate a memoria i discorsi
fate largo ai potenti
ci sarà una parola buona per tutti.

Maria Attanasio

Pace e guerra

Giornate di un inverno come tanti, ma
c’è nell’aria quasi un gelo di attesa
pur nell’assaggio del tiepido sole;

qua e là finestre spoglie di fioriere
sfoggian le tinte dell’arcobaleno:
Pace! E’ l’eloquente coro silenzioso

che fiorisce spontaneo e si nutre
dell’illusione, via via che s’accresce,
di punger le coscienze dei potenti.

PACE! Parola lieve e chiara
come acqua di lago, semplice
in sé come un cuore bambino,
così spesso farcita di retorica.

PACE e GUERRA! L’una dell’altra alibi!

GUERRA! Parola greve troppe volte
volutamente usata con freddezza
senza fermarsi a coglierne l’orrore.

Terra! Da sempre qualche uomo transitando
Ha preteso d’importi la sua Pace
Mentre ti denudava con la Guerra!

Viviana Santandrea

La cattedrale

Parole lasciate
a coprirsi di polvere
mischiate
all’arenaria dei secoli,
bassorilievi demoniaci
a guardare i santi
splendenti nella volta,
serpenti elicoidali che salgono,
false bifore a far posto
ai potenti del tempo,
archi ciechi inghirlandati
da vitigni immaginati,
l’occhio cieco del rosone
che s’illumina da dentro,
le storie crudeli
del vecchio testamento
raccontate a scalpello,
per incutere timore,
per ricordare l’inferno,
per restare da dove vieni,
per far grandi i Signori.

Lorenzo Poggi

Alla luna

Addio pallida luna muta e luminosa
testimone di infiniti amori
e di tormenti solitari.
Sotto la bianca luce raccogliesti
le promesse di poveri amanti,
le parole più dolci, la malinconia
di chi soffrì per un addio, a volte mortale.
La tua luce illuminò il cammino
di antichi potenti; fosti tuo malgrado
complice di gesta disumane e nel tuo calar
o nella tua ascesa i sacerdoti del male
ordirono gli scempi.

Addio pallida luna che ispirasti poeti,
musicisti e commedianti .
Di lei non mi resta che il ricordo
del suo corpo che color del marmo
con la tua luce rendesti.
Di te non resta che il ricordo di un tempo
andato che per me non tornerà più
ma altri non lo vivranno mai
prigionieri di un modo che non ha più nulla
da sognare, dove è proibito alzare
gli occhi al cielo, sospirare.
Addio silenzioso astro calpestato, spiato
e irriso da coloro che non sanno amare,
che paurosi, non hanno mai amato.

Claudio Pompi