I paroll d’on lenguagg

I paroll d’on lenguagg, car sur Gorell,

Hin ona tavolozza de color,

Che ponn fa el quader brutt e el ponn fa bell,

Segond la maestria del pittor.

Senza idej, senza on cervell

Che regola i paroll in del descor,

Tutt i lenguagg del mond hin come quell

Che parla on sò umilissem servidor.

E sti idej, sto bon gust, già el savarà

Che no hin privativa di paês,

Ma di coo che gh’han flemma de studià :

Tant l’è vera, che, in bocca de Usciuria,

El bellissem lenguagg di Sienês,

L’è el lenguagg pu cojon che mai ghe sia.

§

Le parole di un linguaggio, caro signor Gorelli,

sono una tavolozza di colori,

che possono fare il quadro brutto o bello,

secondo la maestrìa del pittor.

Senza idee, senza un cervello

che regola le parole nel discorso,

tutti i linguaggi del mondo sono come quello

che parla un suo umilissimo servitore.

E queste idee, questo buon gusto,

già saprà che non sono prerogativa dei paesi,

ma delle teste che hanno flemma di studiare:

tant’è vero che in bocca di Vossignoria,

il bellissimo linguaggio dei Senesi,

è il linguaggio più coglione che ci sia.

CARLO PORTA

Zigotomia


E’ assodato che l’assistenzialismo
non è un assioma
bensì l’assuefazione
ad un sistema di vita carogna
È come un rapporto bisessuale
dove se non me la dai me lo prendo
Guardare palline del flipper
nel dissenso totale disorientando
deretani scoperti deridendo
l’erogazione di avventure gutturali.
E’ presagio di prepuzio senza piega
epiteliale prerogativa di presuli infantili
con privazione esaustiva dell’uso.
Divenire ripudiato nella riscossione
sessuale ritrattando l’effettivo valore
sacerdotale in un sarcastico sballo
sciorinando setticemiche sfingi egize
nella deflorazione sistemica di esseri umani
in talentuosi tailleur tegumenti di nobili culi
Mentre un tossicomane traballa in classica
esibizione transitoria nella trascendente
zigotica visione della santa di turno.

Marcello Plavier