Violetta

.
Sorridi
palpito
odoroso
tra radici
affioranti.
Cuore
di velluto
stretta
in foglie
a rosetta
timida
presenza
in semplice
umiltà.
.
Graziella Cappelli
Published in: on luglio 10, 2012 at 07:35  Comments (8)  
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L’appuntamento

C’è chi ti chiama a torto sorella,
c’è chi stupido ti cerca e ti adora,
c’è chi poeta ti chiama signora,
chi come me dalla mente ti cancella

Io per te non nutro nessuna stima
la tua presenza odiosa non accetto,
fastidio è sentirti respirare vicina
stando ad un passo dal mio letto.

Non perdi la minima occasione
per mostrare il fascino perverso
che in me scenda come attrazione
e a te mi leghi per sempre e perso

Verrà purtroppo il dì dell’incontro,
sarai tu a decidere, stanca dell’attesa,
il modo e lo scenario del confronto
ma è certo che di me non vedrai la resa.

Semmai sarò il tuo fedele sposo
lo sarò con quell’abito che mi resta.
Ti donerò il mio corpo nudo e corroso,
donato avrò alla vita quello della festa.

Claudio Pompi

L’invito

THE INVITATION

It doesn’t interest me what you do for a living
I want to know what you ache for
and if you dare to dream of meeting your heart’s longing.

It doesn’t interest me how old you are
I want to know if you will risk looking like a fool
for love
for your dreams
for the adventure of being alive.

It doesn’t interest me what planets are squaring your moon…
I want to know if you have touched the center of your own sorrow
if you have been opened by life’s betrayals
or have become shrivelled and closed
from fear of further pain.

I want to know if you can sit with pain
mine or your own
without moving to hide it
or fade it
or fix it.

I want to know if you can be with joy
mine or your own
if you can dance with wildness
and let the ecstasy fill you to the tips of your
fingers and toes
without cautioning us to
be careful
be realistic
to remember the limitations of being human.

It doesn’t interest me if the story you are telling me
is true.
I want to know if you can
disappoint another
to be true to yourself.

If you can bear the accusation of betrayal
and not betray your own soul.
If you can be faithless
and therefore trustworthy.

I want to know if you can see Beauty
even when it is not pretty
every day.
And if you can source your own life
from its presence.

I want to know if you can live with failure
yours and mine
and still stand on the edge of the lake
and shout to the silver of the full moon,
Yes.”

It doesn’t interest me
to know where you live or how much money you have.
I want to know if you can get up
after a night of grief and despair
weary and bruised to the bone
and do what needs to be done
to feed the children.

It doesn’t interest me who you know
or how you came to be here.
I want to know if you will stand
in the center of the fire
with me
and not shrink back.

It doesn’t interest me where or what or with whom
you have studied.
I want to know what sustains you
from the inside
when all else falls away.

I want to know if you can be alone
with yourself
and if you truly like the company you keep
in the empty moments.

§

Non mi interessa quali pianeti sono in quadratura con la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dispiacere,
se sei stato aperto dai tradimenti della vita o ti sei inaridito e chiuso per la paura di soffrire ancora.
Voglio sapere se puoi sopportare il dolore, mio o tuo,
senza muoverti per nasconderlo, sfumarlo o risolverlo.
Voglio sapere se puoi vivere con la gioia, mia o tua;
se puoi danzare con la natura e lasciare che l’estasi ti pervada
dalla testa ai piedi senza chiedere di essere attenti,
di essere realistici o di ricordare i limiti dell’essere umani.
Non mi interessa se la storia che racconti è vera,
voglio sapere se riusciresti a deludere qualcuno per mantenere fede a te stesso;
se riesci a sopportare l’accusa di tradimento senza tradire la tua anima.
Voglio sapere se riesci a vedere la Bellezza anche quando non è sempre bella;
e se puoi ricavare vita dalla Sua presenza.
Voglio sapere se riesci a vivere con il fallimento, mio e tuo,
e comunque rimanere in riva a un lago e gridare alla luna piena d’argento: “Sì!”
Non mi interessa sapere dove vivi o quanti soldi hai,
voglio sapere se riesci ad alzarti dopo una notte di dolore e di disperazione,
sfinito e profondamente ferito e fare ugualmente quello che devi per i tuoi figli.
Non mi interessa chi sei e come sei arrivato qui,
voglio sapere se rimani al centro del fuoco con me senza ritirarti.
Non mi interessa dove o che cosa o con chi hai studiato,
voglio sapere chi ti sostiene all’interno, quando tutto il resto ti abbandona.
Voglio sapere se riesci a stare da solo con te stesso e se
apprezzi veramente la compagnia che ti sai tenere nei momenti di vuoto.

ORIAH MOUNTAIN DREAMER      (capo Sioux Oglala)

Preghiera

Passi solitari risuonano sul selciato,
lembi dispersi di un sentimento
che disperato volge lo sguardo al cielo
nella vana speranza di una luce.

Accade così, che il dolore
diventa luogo fermo nella vita
come autunno macchiato di lacrime
e in una notte buia come pece,

il cuore scoppia nell’enorme
grido di rabbia e ribellione
per le ingiustizie di un mondo
dove vige crudeltà e indifferenza

mentre una preghiera s’eleva lieve
al cielo illuminato dal sole nascente,
potenza misteriosa gravida di suoni
nell’immenso amplesso di palpiti,

in cerca d’una presenza amica
che asperga gli uomini di luce pura
sì che gli animi cantino lodi
per il trionfar della pace eterna.

Patrizia Mezzogori

Luce dei miei giorni

E’ che so amarti
nel sorriso d’una lacrima
che,
fuggendo,
si lascia
rimboccare da morsi
d’abbagli continui…

avvolgendomi
di tua presenza
la mia vita
nei millesimi
di tempi diversi
diventa eterna

nel trovarti
riscopro
cerchi intoccabili
di futuri
a venire
in soluzioni
diversificate…

E’ un semplice spessore
vissuto
accanto ad un ieri
mai pensato…
e nemmeno sperato
nel tocco di profumo
diventato nostro.

Glò

Published in: on febbraio 13, 2012 at 07:46  Comments (9)  
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La stazione

Il mio arrivo nella città di N.
è avvenuto puntualmente.

Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all’ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
E’ scesa molta gente.

L’assenza della mia persona
si avviava verso l’uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L’insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.

E’ avvenuto perfino
l’incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.

Nel paradiso perduto
della probabilità.

Altrove.
Altrove.
Come risuonano queste piccole parole.

 

WISŁAWA SZYMBORSKA         (1923-2012)

A Laura

Mi chiedo da quale tempo lontano
a me ti sei avvicinata
Per anni ho cercato
e tu improvvisa apparisti
Lieve fragile ma forte,
curiosa e femminilmente
trepida e gioiosa

Ecco sono giunto alla fine
del mio cercare
del mio aspettare
Ovunque io sia ti sento vicina
c’è nell’aria il profumo
della tua presenza
ed io mi inebrio
saziandomi
del nostro passato
del nostro presente

Marcello Plavier

Published in: on gennaio 18, 2012 at 07:18  Comments (3)  
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PENSIERI DEL MIO NATALE

In un mondo al rovescio dove noi, persone normali, cerchiamo di sopravvivere e di respirare un’aria a dir poco insalubre, in questo mondo dove la normalità ci attanaglia nelle tragedie, dove la mistificazione ci trascina in riserve di sentimenti che mai avremmo voluto attraversare, oggi, noi, in questo mondo ci stiamo riconoscendo e non tanto per convinzione quanto per abitudine e assuefazione, e la qualcosa è ancora più grave. E non ce ne vergogniamo, preferiamo il silenzio, abbandonando il nostro io che protesta, che ha conati da indigestione, e non da cibo, ma da fatti veri e tragici che stanno accompagnando le ore e i minuti di questo nuovo millennio che pare, ormai, si sia affacciato in un proscenio fatto di miseria umana, di misfatti, di ingiustizie, molto diverse e più pericolose di quelle avvenute nel secolo passato. Ma la pubblicità, miserabile e mercantile, ci dice  che un altro Natale, felice, sta arrivando, che bisogna consumare, che bisogna ingozzarsi, che bisogna regalare, che occorre distinguersi, in un profumo, in un panettone, in un cenone (!), in un viaggio esotico, per dimenticare!…. Ecco la verità!, per dimenticare…..i travagli d’ogni giorno, le ansie, le speranze, i dolori latenti mai confessati, le ingiustizie subite e, alla fine, anche i travagli, perchè no?, di chi ci governa. Scegliamo allora le spiagge della miseria, dove la vita degli indigeni non conta nulla, perchè ad essi ha pensato il loro Dio e la Natura; scegliamo, perchè ci crediamo, quei paesi di gente sconosciuta, convinti che i nostri soldi arrechino loro pane e companatico, quando è dimostrato che è assolutamente falso, ovvero il contrario. Però sta arrivando un altro Natale e chi sa quanti ancora ne arriveranno in questo mondo dove milioni di bambini non ne conoscono l’essenza, figurati la presenza!, il significato, in questo mondo dove giorno dopo giorno si consumano pasti di miseria, conditi da spari di fucili e collane di bombe che spaccano e bruciano interi villaggi di capanne costruite con canne e fango. Altro che Natale!, altro che cenone di capo d’anno in questo mondo di cui siamo parte, con milioni di auguri inutili, superflui e falsi!   Quasi quasi mi tiro fuori dalla Terra anche se vorrei gravitarvi attorno, senza corpo, solo con l’anima, per vedere se qualcuno ha il coraggio, la voglia, la sensazione e la convinzione di asserire che questo mondo, noi, si sia rovesciato e nessuno se ne sia accorto. E allora “ode all’indifferenza”…

Gavino Puggioni

Ascolta il passo breve delle cose

-assai più breve delle tue finestre-
quel respiro che esce dal tuo sguardo
chiama un nome immediato: la tua donna.
E’ fatta di ombre e ciclamini,
ti chiede il tuo mistero
e tu non lo sai dare.
Con le mani
sfiori profili di una lunga serie di segni
che si chiamano rime.
Sotto, credi,
c’è presenza vera di foglie;
un incredibile cammino
che diventa una meta di coraggio.

ALDA MERINI

Attesa

Ad ogni istante in ogni tempo
Di giorno e di notte mi accompagni
Quante volte ho con te
Attraversato oceani e deserti
Sognandoti viva e sorridente

La mia vita è in fibrillazione
Ed una trepida gioia
Attraversa il mio cuore
Nell’aria sento il profumo
Della tua presenza

Sono in silenziosa estasi
Vorrei cantarti canzoni mai udite
L’inverno imbianca l’orizzonte
Ma per me è primavera
Con i suoi sussurri ed i suoi profumi

Il giorno e’ finito
E con esso si spengono i miei pensieri
Nell’aria ormai priva del tuo ridere
Si insinua un silenzio profondo
La luna piena accende la notte
Le tue labbra disegnando un bacio
Mi indicano la strada per il tuo cuore

Marcello Plavier