Filamenti

Stringe il sorriso
dietro le grate di ferro
come l’urlo di un bambino
in poco spazio.
Perché si sa che i bimbi
ne hanno bisogno
e molto,
per non sentirsi prigionieri
in erba.
Le gabbie degli adulti
non hanno fondamento
a volte,
e sopprimono le voci
degli impulsi,
a freddo.
Così si strozza
il gusto
sullo smalto bianco,
ogni volata un fermo:

e si filano fibre sottobanco.

Beatrice Zanini

Panem et circenses


Pioggia

stillicidio di idee di nubi

grigio per tutti, il mondo,

io

studio i démoni comprando ciondoli,

denari e spiccioli

recanti immagine dei dittatori

di turno  pluri-assassini:

milioni in croce di prigionieri

ridotti in schiavi

e combattenti nel Circo Grande

rosse le arene del loro sangue;

“il vulgo langue di povertà:

panem et circenses”.


Greve

la pioggia

per tutti, il mondo,

lordo di Capi che sono

immondi,

nero di più

diventa un bòlide

e cade

piombo.

Paolo Santangelo

Piccola morte per ridere

PETIT MORT POUR RIRE

Va vite, léger peigneur de comètes!
Les herbes au vent seront tes cheveux ;
De ton oeil béant jailliront les feux
Follets prisonniers dans les pauvres têtes…
Les fleurs de tombeau qu’on nomme Amourettes
Foisonneront plein ton rire terreux…
Et les myosotis, ces fleurs d’oubliettes…
Ne fais pas le lourd : cercueil de poètes
Pour les croque-morts sont de simples jeux,
Boîtes à violon qui sonnent le creux…
Ils te croiront mort – les bourgeois sont bêtes –
Va vite, léger peigneur de comètes!

§

Va’, sfreccia leggero pettinatore di comete!
L’erba al vento sarà la tua folta chioma;
dal tuo occhio spalancato scaturiranno
fuochi fatui, prigionieri di sciagurate teste…
I fiori del sepolcro, definiti passioni,
accresceranno l’eco del tuo riso atterrito….
E le miosotidi, quei fiori di segrete…
Non dargli peso: le bare dei poeti
per i becchini non sono che stolti giochi,
custodie di violino suonano vuote melodie…
Ti crederanno morto – idioti borghesi –
va’, sfreccia leggero pettinatore di comete!

TRISTAN CORBIÈRE

Alla luna

Addio pallida luna muta e luminosa
testimone di infiniti amori
e di tormenti solitari.
Sotto la bianca luce raccogliesti
le promesse di poveri amanti,
le parole più dolci, la malinconia
di chi soffrì per un addio, a volte mortale.
La tua luce illuminò il cammino
di antichi potenti; fosti tuo malgrado
complice di gesta disumane e nel tuo calar
o nella tua ascesa i sacerdoti del male
ordirono gli scempi.

Addio pallida luna che ispirasti poeti,
musicisti e commedianti .
Di lei non mi resta che il ricordo
del suo corpo che color del marmo
con la tua luce rendesti.
Di te non resta che il ricordo di un tempo
andato che per me non tornerà più
ma altri non lo vivranno mai
prigionieri di un modo che non ha più nulla
da sognare, dove è proibito alzare
gli occhi al cielo, sospirare.
Addio silenzioso astro calpestato, spiato
e irriso da coloro che non sanno amare,
che paurosi, non hanno mai amato.

Claudio Pompi

E’ la mano di Dio

“Is it not the hand of God that brought our souls close together before birth and made us prisoners of each other for all the days and nights?”

§

E’ la mano di Dio

che ha unito le anime degli sposi

prima della nascita

e li ha resi prigionieri l’uno dell’altra

per tutti i giorni e tutte le notti.

Sin da quando emersero insieme

dalla sacra mano di Dio

essi avvertirono la loro reciproca mancanza,

e dal primo incontro

si accorsero di conoscersi

attraverso i secoli.

Dentro di essi sanno di avere

il potere di suscitare quell’immenso sentimento

che Dio ha concesso loro.

Gli attimi che li hanno uniti

sono più grandi dei secoli,

e la luce che ha illuminato il loro spirito

è più forte del buio.

L’amore che nasce nel grembo del firmamento

e discende con i segreti della notte

non si accontenta di nient’altro che dell’eternità

e non sta in venerazione dinanzi a nient’altro

che a Dio.

Essi hanno scoperto che l’amore

è profondo come l’oceano

KHALIL  GIBRAN