Emozioni lontane

Albe mie ingrate,
voci solitarie che veleggiando andate
verso approdi a me ignoti,
colori della terra e dei boschi,
cangianti all’ondeggiare del sole,
brezze solitarie del vento
che m’accarezzate la fronte sudata
ed i capelli scomposti,
un pallido sorriso
regalate al mio animo in pena.
Invano
cerco negli approdi in disuso
imbarcazioni che a lungo sognai
nelle mie primavere lontane.
Rade e golfi,
baciati dall’onda malinconica
o schiaffeggiati dalle mareggiate infuriate,
disegnate ancora per me
i colori che un tempo
riempivano di gioia e di piacere
il mio animo assetato
di emozioni sempre rinnovate.
Inutilmente
inseguo stagioni che non si ripetono,
sensazioni mutevoli
che mi lasciano in cuore solo il rimpianto
per un amore finito
e per una carezza ormai dimenticata.

Salvatore Armando Santoro

Primavera

 
dopo un lungo torpore  t’avvii
a sbucare petali al cielo
e nell’aria ti trastulli nuova.
Mi catturi nei tuoi profumi
nei tuoi  teneri campi
un tempo  fiore del tuo prato
t’abbellivo.
Stesso cielo, limpido, liscio
vecchio  il viso di primavere
 tu sempre nuova
fra ciocche di viole
primule, e ciclamini.

Rosy Giglio

Published in: on aprile 3, 2012 at 07:13  Comments (7)  
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Passano e i giorni le ore

e le albe tramonti
mai uguali
di colori radiosi
infuocati
o grigi e silenziosi
malinconica osservo
il loro andare
e brucio il tempo
tra il pensare e l’aspettare
ormai logoro
come brace
nel camino
consumo i giorni
lentamente si spegne
la fiamma alimentata
dall’ultimo ceppo
di un vecchio tronco
che brucia
e con lui
si cancellano i cuori incisi
le parole d’amore
di un tempo passato
promesse antiche
tra il verde dei boschi
e i suoni melodiosi di primavere
la fiamma accarezza
e infuoca quelle parole
ancora una volta
prima di svanire
e io rimango ad osservare
impotente il loro andare

Gianna Faraon

…Cataclima

Le calde
torride estati
strabordano
in gelidi inverni

Li tocco
li sfioro
sotto le coperte

Del resto
quanti autunni
fertili penetrano
le primavere?

Non so più
quale stagione vivo.

Silvano Conti

Published in: on ottobre 11, 2010 at 07:26  Comments (2)  
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Ioedio

Ho ripreso la mia strada inutile, da solo,
pensoso, con un peso immane sulle spalle.
Anima, perché piangi? Perchè abbandoni
il tuo dolore a umana ipocrisia: ché ti consoli?
Ma se han cuori di marmo, hanno povere
menti ottenebrate, eppure additano beffando
nel consolarti con sussurro pietoso: a tutti accade.

Anima sciocca, taci. Parola che percuoteinsulta
ben conosci oramai. Quando un canto d’amore
in un singhiozzo tremulo si spegne, sul tuo dolore
il ghigno cinico del mondo risuona. Quando
nel terso azzurro un inno elevi che palpita di fede,
che trema di speranze giammai espresse,
repentinogelido tutto travolge un soffio di bufera.

E resti sola, anima, e chiudi gli occhi per non più
vedere. A fiordilabbra beffardo mormora il mondo:
Credi, non inganni con false lacrime affanni.
Perchè sul volto hai questo steril pianto?
Il brutto è che la vita è bella: gli umani,
che sanno amarla, hanno la fronte limpida
serena, l’amara piega ignoran del tuo labbro.

No, anima mia, non piangere, butta
in un mare abissale il tuo tormento.
Pensa solo al profumo d’eterne primavere
mentre sei ancora imprigionata nel cadùco
corpaccio di vecchio. Su questa terra breve
è il tuo cammino. Alza la testa: in fondo
ad occhi superbi, ai cinici meschini
che ti deridono senza parlare, immobile
fissa il tuo sguardo: li vedrai tremare.

Paolo Santangelo

Ralenty


Di sentieri d’estate
d’inaspettate primavere
d’infinite stagioni la sua assenza
cammina e sembra immobile
in questa vita fitta di scansioni
ciascuna con le sue malinconie.
Secoli di preghiera
percorsi a gradinate
– a quella Porta ci si arriva soli –
giungeva
da dimensioni sconosciute
amata voce
e ostacolava il tempo
– che rallentasse per non farle male –

Cristina Bove

Donna di mare

tu
che vieni dal mare
e hai le spalle di monte
le caviglie d’arbusto profumato
i capelli di brezze serrate
e gli occhi di nubi
attraversate dal sole
tu
ragazza abbracciata
da frutti di parole
troverai altri mari
altri giorni
altre veglie
e altre primavere.

Tinti Baldini

Dedicato ad una cara amica poetessa

Published in: on marzo 27, 2010 at 07:11  Comments (10)  
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