Mourir d’aimer

Les parois de ma vie sont lisses
Je m’y accroche mais je glisse
Lentement vers ma destinée
Mourir d’aimer

Tandis que le monde me juge
Je ne vois pour moi qu’un refuge
Toute issue m’étant condamnée
Mourir d’aimer

Mourir d’aimer
De plein gré s’enfoncer dans la nuit
Payer l’amour au prix de sa vie
Pécher contre le corps mais non contre l’esprit

Laissons le monde à ses problèmes
Les gens haineux face à eux-mêmes
Avec leurs petites idées

Mourir d’aimer

Puisque notre amour ne peut vivre
Mieux vaut en refermer le livre
Et plutôt que de le brûler
Mourir d’aimer

Partir en redressant la tête
Sortir vainqueur d’une défaite
Renverser toutes les données
Mourir d’aimer

Mourir d’aimer
Comme on le peut de n’importe quoi
Abandonner tout derrière soi
Pour n’emporter que ce qui fut nous, qui fut toi

Tu es le printemps, moi l’automne
Ton cœur se prend, le mien se donne
Et ma route est déjà tracée
Mourir d’aimer
Mourir d’aimer
Mourir d’aimer

§

MORIR D’AMORE

Sento sfuggir dalle mie dita
Ogni appiglio della vita
E so già quel che aspetta me:
Morir d’amore.
Visto che il mondo mi accusa
Ogni altra via resta chiusa
Non saprai quando me ne andrò:
Morir d’amore.

Morir d’amore, il mio unico giorno con te
Pagarlo al prezzo piu’ alto che c’è
Ma chi mi capirà non mi condannerà.
La gente è piena di problemi
Piccole idee, soliti schemi
Entro cui non entrerò:
Morir d’amore.

Per amare te fino in fondo
Possa dire basta al mondo,
E sarà logico per me
Morir d’amore.
Ormai sui miei pensieri è scesa
La rabbia triste della resa
Ma non so rinunciare a te:
Morir d’amore.

Morir d’amore,
Andar via senza tanti perché
Dove posso portare con me
Solo ciò che eravamo noi due
Che eri tu…
Non ci sarà un altro incontro
Tu eri l’alba ed io il tramonto
Me ne andrò rimpiangendo te:
Morir d’amore
Morir d’amore
Morir d’amore

CHARLES AZNAVOUR

(testo italiano di Giorgio Calabrese)

Uomini come rane

Ho visto pareti dipinte dalla rabbia degli uomini
rondini allontanarsi per il fuoco che bruciava l’aria
ho visto prati annullati dalla cupidigia di alcuni
quando ne avevano bisogno i bambini

Mi sono iscritto all’albo di quelli che protestano
ma volevano troppi soldi  per la tessera di socio
ed allora  mi son convinto che in questo paese
è meglio vivere con poco, possibilmente a zero spese

Ho ascoltato le voci arroganti dei Grandi
la terra globalizzata per gli interessi di tanti meschini
Me ne è rimasta impressa una, unica e ancora sola,
che è quella universale del Mahatma Ghandhi

Ho visto tutto quello che si può rivedere
e mi sono accorto che come gamberi andiamo a ritroso
A questa età sto ancora attento ai problemi veri
e, credimi, a volte non riposo

Non so neppure perché ne sto scrivendo
forse perché non costa niente
Ho parlato con molti che la pensavano come me
ma dopo a casa ognuno dormiva e si pentiva

Non sono abituato alle meraviglie
nulla mi stupisce e non da ora
se non l’indifferenza che premia gli stolti,
gli arrivati, gli stupidi e i manigoldi

A me, a te, a noi non resta che guardare
in questi giardini, finti di ricchezza
Continuiamo pure ad ascoltare voci della miseria umana
che ci sembreranno come sempre, ahimè!, quelle di una rana!

Gavino Puggioni

Concerto in Bus

 
La Nona di Beethoven
toglie concentrazione ai miei pensieri
– Pronto sei tu? –  Sì……no
sono sul 25,  dove sei?
ah, la Francesca? Dopo tanto tempo
l’ho rivista al mercato stamattina
è proprio dimagrita poverina!
Al capo opposto un drin!  un po´ banale
– Dì, ma stai male?
hai una voce roca che impressiona
scendo la prossima e vado dal dottore
che cosa hai detto? Mancano 3 ore?
Tre ore a che? Ah sì va bene
se ci riesco vengo; adesso scendo.
Là dietro intanto
ci preoccupa ancora la Francesca
a quest’ora potrebbe essere già morta.
– Ti sei accorta? Si è fidanzata!
avrà raccolto l’ultima occasione,
alla sua età!!!
Mi spintona un grassone;
ero salita coi problemi miei
ed un itinerario prefissato
dovevo scendere, prendere il 36
dove dovevo andare? L’ho scordato.

Viviana Santandrea

Quale allegria

Quale allegria
se ti ho cercato per una vita senza trovarti
senza nemmeno avere la soddisfazione di averti
per vederti andare via

quale allegria,
se non riesco neanche più a immaginarti
senza sapere se strisciare se volare
insomma, non so più dove cercarti

quale allegria,
senza far finta di dormire
con la tua faccia sulla mia
saper invece che domani ciao come stai
una pacca sulla spalla e via…
quale allegria,

quale allegria,
cambiar faccia cento volte per far finta di essere un bambino
con un sorriso ospitale ridere cantare far casino
insomma far finta che sia sempre un carnevale…
Sempre un carnevale.

Senza allegria
uscire presto la mattina
la testa piena di pensieri
scansare macchine, giornali
tornare in fretta a casa
tanto oggi è come ieri

senza allegria
anche sui tram e gli aeroplani
o sopra un palco illuminato
fare un inchino a quelli che ti son davanti
e son in tanti e ti battono le mani.

Senza allegria
a letto insieme senza pace
senza più niente da inventare.
Esser costretti a farsi anche del male
per potersi con dolcezza perdonare
e continuare.

Con allegria
far finta che in fondo in tutto il mondo
c’è gente con gli stessi tuoi problemi
e poi fondare un circolo serale
per pazzi sprassolati e un poco scemi

facendo finta che la gara sia
arrivare in salute al gran finale.
Mentre è già pronto Andrea
con un bastone e cento denti
che ti chiede di pagare

per i suoi pasti mal mangiati
i sonni derubati i furti obbligati
per essere stato ucciso
quindici volte in fondo a un viale
per quindici anni la sera di Natale…

LUCIO DALLA

Hymne à l’amour

Le ciel bleu sur nous peut s’effondrer
Et la terre peut bien s’écrouler
Peu m’importe si tu m’aimes
Je me fous du monde entier
Tant qu’l’amour inond’ra mes matins
Tant que mon corps frémira sous tes mains
Peu m’importe les problèmes
Mon amour puisque tu m’aimes

J’irais jusqu’au bout du monde
Je me ferais teindre en blonde
Si tu me le demandais
J’irais décrocher la lune
J’irais voler la fortune
Si tu me le demandais
Je renierais ma patrie
Je renierais mes amis
Si tu me le demandais
On peut bien rire de moi
Je ferais n’importe quoi
Si tu me le demandais

Si un jour la vie t’arrache à moi
Si tu meurs que tu sois loin de moi
Peu m’importe si tu m’aimes
Car moi je mourrais aussi
Nous aurons pour nous l’éternité
Dans le bleu de toute l’immensité
Dans le ciel plus de problèmes
Mon amour crois-tu qu’on s’aime
Dieu réunit ceux qui s’aiment

§

INNO ALL’AMORE

Il cielo blu su noi può cadere,
E la terra può ben crollare,
Mi importa poco se mi ami,

Finché l’amore inonderà le mie mattine,
Finché il mio corpo rabbrividirà sotto le tue mani,
Mi importano poco i problemi,
Amore mio, poiché mi ami.

Andrei fino alla fine del mondo,
Mi farei tingere in bionda,
Se me lo chiedessi.
Andrei a sganciare la luna,
Andrei a rubare la fortuna,
Se me lo chiedessi.
Rinnegherei la mia patria,
Rinnegherei i miei amici,
Se me lo chiedessi.
Si può ridere bene di me,
Farei qualsiasi cosa,
Se me lo chiedessi.

Se un giorno a me la vita ti strappa,
Se muori, che sia lontano da me,
Mi importa poco, se mi ami,
Perché morirei anch’io.

Avremo per noi l’eternità,
Nel blu di tutta l’immensità,
Nel cielo, non più problemi,
Amor mio, credimi se ci si ama,

Dio riunisce quelli che si amano.

ÉDITH PIAF      (musica di Marguerite Monnot)

Medesima conclusione

Signore!

Sono stanco e sconfortato
della vita che mi hai dato,
i problemi sono tanti,
e le ingiustizie altrettante

Da buon capofamiglia
faccio tutto per i figli,
impegnato a lavorare
per poterli soddisfare,
ma la crisi generale
ha buttato tutto all’aria

La domanda che ora pongo
nel sistema che è quello attuale:
le bollette della luce, del metano
e delle varie erogazioni
potrebbe esser possibile estinguerle
…profferendo le orazioni ?

E, laddove questa richiesta
non potesse esser accolta …
qual è allora l’alternativa allo sconforto
in mancanza di stipendio…
o dell’introito previsto ?

Credo d’aver capito …
in assenza di risposta
le possibili soluzioni :

quella di mettersi una corda al collo,
e darsi uno strattone,
oppur uscir di senno…
che è la medesima conclusione

Ciro Germano

Un angolino di niente

Girovagando nella mente
affannata dai pensieri
cerco un riparo ai problemi che impellono.

Un ombrellone di raso lucente
una sdraio su cui riposare
i raggi del sole che riscaldano il cuore.

Un angolino di niente
dove cresce erba dai mille colori
i fiori non appassiscono mai
un fiume tranquillo
una sorgente da cui dissetarsi.

Una notte stellata
con amiche fatine
che con magiche melodie
accompagnano il dolce sonno.

Tu accanto a me mi tieni per mano
nella lunga strada del cielo.

Maristella Angeli

Voglio emularlo!

 
Voglio emularlo…per l’ottimismo!
Ci riuscirò,
col simile sorriso stampato
a lenire la fame ai :
pensionati,  disoccupati e cassintegrati
Voglio emularlo…per l’imprenditoria!
Con i capitali e le banche,
mi ci ritrovo in piena armonia   
Voglio emularlo …per i contatti di potere!
Non vi sono problemi,
alla fine , basta solo volere
Voglio emularlo…per la parlantina,
e la sua sicurezza!
Con un po’ di scuola appropriata
otterrò l’uguale scioltezza
Ed infine,  voglio emularlo…
per la sua faccia  che non cambia colore 
nel dire, promettere e del non mantenere!
Ma qui l’argomento  si complica …
perché dovrò chiedere a lui,
personalmente…l’insegnamento
o chiedere d’affidarmi,  per le lezioni,
ad uno dei suoi tanti amici di merenda
o altrimenti, rivolgermi ai suoi concorrenti,
in materia, anch’essi…molto competenti

Ciro Germano

La Vita

Non risalgono alla fonte
torrenti di montagna
Lo scorrere della vita
è come l’acqua che cammina
La sua fonte è il cielo
sorgente sempre viva
che si insinua
nell’anima
trasforma in sostanza i pensieri
in fiori i semi portati dal vento
Nel mistero divino
avvolge sensi nascosti
illumina giorni attesi
dà coraggio forza
ti sorregge con mano amica
L’acqua si ingrossa
come i tuoi problemi
Il fiume cresce e va fino al mare
Così i tuoi sogni e desideri
di giorni giovani quando
ti bagnavi i piedi nel torrente

Giuliana Angeli

Acqua di lago

Acqua di lago toccata dal vento
morbide onde accarezzano idee
travolte dalla vita
rotolanti nella sabbia dei problemi.

Riflessi emanano luci intermittenti
in un alito di sentimento
rubato al tempo.

Acqua trasparente
blu plissettato come vasto manto
a difesa della natura.

Sassi multiformi fermi a osservare
attendono pazienti
di trasformarsi in esseri viventi
per poter navigare immergendosi
in acque pure.

Maristella Angeli

Published in: on luglio 3, 2011 at 06:50  Comments (8)  
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