Era il Natale

 
Un sole irritante nel gelido inverno
s’impone egoista sul velo di nuvole
deludendo la speranza di soffice neve
che rasserenare possa l’anima greve.
.
Mi ritrovo a sognare bianche farfalle
lo sguardo perso in un quadrato di cielo
col naso schiacciato  su vetri appannati
nell’attesa gioiosa del Bambino Santo.
 .
Vuota la culla nella capanna
pronta a ricevere miracolo e amore
con Giuseppe a Maria proni a proteggere  
chi ancora non c’era ma già si adorava.
.
Persistente profumo di festa nell’aria,
il pane mia madre moltiplicava
nel suo lieto donarsi senza riserve
perché Natale fosse il Natale.
.
Era lei l’atmosfera, il dono, la gioia,
le sue mani il più atteso prodigio
per tutti un pensiero in serbo nascosto
per tempo studiato, con un nulla creato.
.
Felice sorpresa di consapevole amore
ripagava festosa la sua dedizione
e sulla tersa tovaglia aleggiava armonia
fra antichi ricami di sogni ancora fecondi.

Elide Colombo

A Odri

Intingo nel tuo pensiero
la penna del mio sentire
e disegno i contorni
del tuo essere
in me.

Come il mago estrai
dal mio cappello
magiche colombe in volo
poi, ammirato spettatore,
gioisci insieme del tuo prodigio.

Il mio passo assuona al tuo
sull’ intimo selciato
nella corsa e alla sosta,
quasi respiro di un unico petto
e più non esistiamo soli.

A Odri
il mio presente
ritrovato nel mio tempo
da sempre cercato
per sempre ti amerò.

Anna Maria Guerrieri

L’amore dei vecchi

In una gloria di sole occidentale
vaneggi, mente stanca:
inseguito prodigio non s’adempie
nell’aldiquà del fiore che s’imbianca

Ma tu, distanza, torna a ricolmarti
tu a farti terra in questa ferma fuga
mare di nuda promessa
ai nostri balbettanti passi tardi

E tu, voce, rimani
persuàdici – un poco, un poco ancora
nostro non più domani,
usignolo dell’aurora

GIOVANNI GIUDICI

Published in: on ottobre 4, 2011 at 07:36  Comments (5)  
Tags: , , , , , , , , , , , ,

La foglia

Io sono come quella foglia, guarda,
sul nudo ramo, che un prodigio ancora
tiene attaccata.

Negami dunque. Non ne sia rattristata
la bella età che a un’ansia ti colora,
e per me a slanci infantili s’attarda.

Dimmi tu addio, se a me dirlo non riesce.
Morire è nulla; perderti è difficile.

UMBERTO SABA

Published in: on giugno 22, 2011 at 07:13  Comments (3)  
Tags: , , , , , ,

Sonettessa maliarda

SUNETASSA MALIÈRDA

La malî l’éra cla prâtica
che cardänz dal medievèl
garantèven ch’déss la siâtica
ai nemîg e tant brótt mèl:

la fatûra é acsé dramâtica
da fèr dân intestinèl
e ala jàndola linfâtica
surtilég’ che an n’é di eguèl:

ah magî zîrze ed incànt
atratîva e sugestiån
d’un pèr d’ûc’ miurè col rìmmel:

bróssc amåur só bavv trî kìmmel
t’an arè pió al côr scuntänt
ch’l’é in arîv al tô uragàn:

che incantaisum l’é al prodîg’
zert l’é grâzia e seduziån
gran piasair e bèl prestîg’:

mo la ièla che litîg’
l’é un melòc’ una scalåggna
såtta un zîl oscûr e bîs:

i é anc la fûrba incantasån
ch’la lusénga una zigåggna
con la tåurta col limån:

fén che al sån dal culissån 1
si tarzéini ed poesî
e sèt étto ed malî…

zå i se sdràjen cån Zé Arzî!

§

La malìa fu quella pratica
che credenze medioevali
garantìvan desse sciatica
ai nemici e tristi mali:

la fattura è sì drammatica
da far danni intestinali
e alla ghiandola linfatica
sortilegi senza eguali:

ah magia circe e incanto
attrattiva e suggestione
di due occhi pinti al rimmel:

brusco amor bevi tre kümmel
non avrai più il core affranto
ch’è in arrivo il tuo ciclone:

che incantesimo è il prodigio
certo è charme e seduzione
gran piacere e bel prestigio:

ma la iella che litigio
è un malocchio una scarogna
sotto un cielo oscuro e bigio:

poi c’è furba incantagione
che lusinga una cicogna
con la torta col limone:

finché al suon del colascione (1)
sei terzine di poesia
e sett’etti di malìa…

giù si sdràian con Zia Argìa!

Sandro Sermenghi

(1) colascione: liuto a manico lungo, uso popolare, origine orientale, diffuso nei secc. XVI e XVII sovrattutto in Italia meridionale; cassa da mandolino, manico ca. 1 m., corde da tre a sei. Nel 1700 i fratelli Colla di Brescia e Merchi di Napoli furono famosi esecutori di colascione (o calascione).

A un olmo secco

A UN OLMO SECO

Al olmo viejo, hendido por el rayo

y en su mitad podrido,

con las lluvias de abril y el sol de mayo

algunas hojas verdes le han salido.

¡El olmo centenario en la colina

que lame el Duero! Un musgo amarillento

le mancha la corteza blanquecina

al tronco carcomido y polvoriento.

No será, cual los álamos cantores

que guardan el camino y la ribera,

habitado de pardos ruiseñores.

Ejército de hormigas en hilera

va trepando por él, y en sus entrañas

urden sus telas grises las arañas.

Antes que te derribe, olmo del Duero,

con su hacha el leñador, y el carpintero

te convierta en melena de campana,

lanza de carro o yugo de carreta;

antes que rojo en el hogar, mañana,

ardas en alguna mísera caseta,

al borde de un camino;

antes que te descuaje un torbellino

y tronche el soplo de las sierras blancas;

antes que el río hasta la mar te empuje

por valles y barrancas,

olmo, quiero anotar en mi cartera

la gracia de tu rama verdecida.

Mi corazón espera

también, hacia la luz y hacia la vida,

otro milagro de la primavera.

§

Al vecchio olmo, spaccato dalla folgore

e nel mezzo marcito,

con le piogge d’aprile e il sole a maggio,

sono spuntate alcune verdi foglie.

Oh, l’olmo secolare sopra il colle

ch’è lambito dal Duero! La corteccia

bianchiccia da un gialligno musco è tinta

nel tronco putrefatto e polveroso.

Come i pioppi canori, che sorvegliano

il cammino e la riva, non sarà

di rossicci usignuoli popolato.

S’arrampica su esso di formiche

un esercito in fila, e nelle viscere

tramano i ragni le lor grigie tele.

Olmo del Duero, prima che t’abbatta

con l’ascia il legnaiuolo, e il falegname

ti trasformi in un mozzo di campana,

stanga di carro o giogo di carretta;

prima che rosso nel camino arda

domani in qualche misera casetta

sull’orlo d’una strada;

prima che ti annienti un turbine e ti schianti

il soffio delle candide montagne;

prima che il fiume ti sospinga al mare

per valli e per burroni,

olmo, voglio annotare nei miei appunti

la grazia del tuo ramo rinverdito.

Anche il mio cuore aspetta,

alla luce guardando ed alla vita,

altro prodigio della primavera.

ANTONIO MACHADO Y RUIZ