Natale 2011

 
Era rassicurante il professore
voce pacata spiegava il percorso
irto di sacrifici certo, ma…
sempre contrassegnato da equità
.
pareva un padre e a quel sano rigore
cui da tempo non si era abituati
ormeggiammo la barca alla deriva
pronti a remare uniti con vigore.
.
Presto vedemmo che non dei marosi
dovevamo temere, bensì monti
dapprima tre, ora ne basta uno
a rendere più dura la scalata
a una ciurma provata dal digiuno
spinta a remare debole e affamata.
.
Se lo spread cresce e rischiamo il default
è urgente agire, non por tempo in mezzo
così è più semplice se a pagare il prezzo
sono i soliti noti che a Natale
davanti alla vetrina illuminata
sospireranno: “Ha da passà ‘a nuttata!”

Viviana Santandrea

Auguro a tutti un felice Natale e un futuro più lieto!   Viviana

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Speranza

“Il poeta deve essere un professore di speranza”

JEAN GIONO

Published in: on dicembre 17, 2011 at 07:00  Comments (3)  
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Compagno di scuola

Davanti alla scuola
tanta gente
otto e venti
prima campana
e spegni quella sigaretta
e migliaia di gambe
di occhiali di corsa
sulle scale
le otto e mezza
tutti in piedi
il presidente
la croce
e il professore
che ti legge
sempre
la stessa storia
sullo stesso libro
nello stesso modo
con le stesse parole
da quarant’anni
di onesta professione
ma le domande
non hanno mai avuto
una risposta chiara
e la Divina Commedia
sempre più commedia
al punto che ancora oggi
io non so se dante
era un uomo libero
un fallito
o un servo di partito
o un servo di partito
ma Paolo e rancesca
quelli io
me li ricordo bene
perché ditemi
chi non si e’ mai
innamorato
di quella del primo banco
la più carina
la più cretina
cretino tu
che rideva sempre
proprio quando
il tuo amore
aveva le stesse parole
gli stessi respiri
del libro che leggevi
di nascosto sotto il banco
mezzogiorno
tutto scompare
avanti tutti al bar
dove Nietzsche e Marx
si davano la mano
e parlavano insieme
dell’ultima festa
e del vestito nuovo
buono fatto apposta
e sempre di quella ragazza
che filava tutti
meno che te
meno che te
e le assemblee
i cineforum
i dibattiti
mai concessi allora
e le fughe vigliacche
davanti al cancello
e le botte
nel cortile
e nel corridoio
primi vagiti
di un sessantotto
ancora lungo
da venire
e troppo breve
da dimenticare
il tuo impegno
che cresceva
sempre più forte in te
compagno di scuola
compagno di niente
ti sei salvato
dal fumo delle barricate
compagno di scuola
compagno per niente
ti sei salvato
o sei entrato in banca
pure tu
pure tu

ANTONELLO VENDITTI