Vorrei

vorrei
essere la pagina bianca
su cui scrivi le tue poesie d’amore
vorrei
essere corteccia
di cuori trafitti
rivolo di sangue
sul dorso profumato di miele
vorrei
essere l’anima
che tu carezzi la sera
confondendo la pelle alla luna
nel riflesso di stelle e sospiri
azzurra come il sogno
candida come una promessa
rossa come la bocca che ama.

astrofelia franca donà

Due lenzuola bianche

(ballata in sol maggiore)

Due lenzuola bianche stese al chiaro di luna
come due fantasmi silenziosi nella notte,
due lenzuola bianche con il bordo consumato
stese lì in terrazza come sudari del passato,
nella chiara notte sotto le stelle del cielo
in un gran silenzio mentre tutto dorme
e niente… sembra vero.

E la luce della luna si riflette su quel lino,
acceca col suo biancore gli occhi scuri della notte,
poi dall’orizzonte che schiarisce poco a poco
arriva la promessa di una vita ancora in gioco,
la brace di una sigaretta si consuma su un balcone,
un uomo sta affacciato e nel buio si consuma….
Anche il cuore.

Due lenzuola bianche stese al vento di primavera,
il sole è appena sorto e la sua luce è sincera,
ormai sono quasi asciutte e riflettono la vita,
la vita che ricomincia la notte ormai è finita,
sbuca silenzioso un gattino bianco e nero,
la sua coda punta in alto
è protesa verso il sole… e verso il cielo.

Sandro Orlandi

Sfiga?

 
Lei fece una promessa:
stasera, con la luna,
ti donerò me stessa,
alfine avrem fortuna.
.
Così s’incamminaron
tenendosi per mano,
talvolta si fermaron
baciandosi pian piano.
.
E furon dolci baci.
Carezze ed emozioni
si fan sempre più audaci,
per forti tentazioni.
.
Ma lo fermò perplessa:
non siamo giunti ancora
dove terrò promessa,
sol là l’amor ristora.
.
Raggiunsero la valle
la luna risplendeva
parea quasi percalle.
E questo ella voleva.
.
Ma quando s’abbracciaron
fu buio all’improvviso
e più non ritrovaron
neppure il loro viso.
E neanche tutto il resto
era a disposizione
quindi, con fare lesto,
seguì un’ imprecazione.
.
Porca d’una miseria
proprio stasera han fatto
eclissi poco non seria!
Quindi  perser  contatto.
.
Oh luna disgraziata,
amata dagli amanti,
ma quanto son sfigata
con tanto buio davanti!
.
I due si lamentaron
di quella atmosfera.
E un dì si ritrovaron
obliando quella sera.
.
Moral di questa storia,
per tutti insegnamento,
cogliere la vittoria
quando viene il momento.

Piero Colonna Romano

Spighe di grano

Spighe di grano
che asciuga e matura
contro la fame
una promessa futura
Papaveri rossi
in quel lago dorato
piccole macchie
di sangue nel prato
Vetro di luna
traspare nel cielo
azzurro profondo
limpido e vero
il tuo amore di un tempo
racchiuso in un pugno
odio inespresso
che riscalda al sole
che acceca che brucia
ma che emana calore
Coscienza che libera
liquida si scioglie
e tutto il malfatto
rimescola e raccoglie
Sbagli ed errori di un tempo che fu
ma al di sopra di tutto
esisti e resisti
tu.

Sandro Orlandi

Segreti

 
I segreti delle donne
sono nascosti dalle foglie d’ottobre
che si posano fragili
davanti ai tuoi perchè
Hanno il colore incerto della sera
e difesa da spine di ricci
racchiudono un’umida e dolce promessa
Sono creature improvvise
che sanno di muschio e di avventura
e finchè non le cogli non sai
se dentro la carne celano il veleno
Sono balzi inattesi
di occhi e di code nel buio
intravisti in un fitto di fronde
e subito persi nel complice silenzio
Non ti fare illusioni
tu viandante che entri nel bosco
cacciatore di sogni di frodo
Quei segreti hanno ali di gufo
e imprendibili colori di tremule farfalle
Se l’odore di tracce seguirai ostinato
ti terrà prigoniero la foresta
e con loro ti smarrirai nel vento

Fabio Sangiorgio

Intanto che

domandi come stai
cosa fai dove vai
il letto sta virando al blu cobalto
piccolo cielo a domicilio
taccio
perché parolenuvole potrebbero
addensare risposte necessarie
se fossero a difesa
della mia età che inesorabilmente avanza

la promessa di fuga, rimandata
è diventata uno spergiuro
nel dirottare ai sensi
l’appartenenza all’anima
e nessuna ragione potrebbe mai convincerti
che adesso
è soltanto paura d’esistermi per gioco

anche questo rispondere improprio
dai balconi di un foglio
nulla rivelerà di me

Cristina Bove

Canzone della più alta torre

CHANSON DE LA PLUS HAUTE TOUR

Oisive jeunesse
À tout asservie,
Par délicatesse
J’ai perdu ma vie.
Ah! que le temps vienne
Où les cœurs s’éprennent.

Je me suis dit : laisse,
Et qu’on ne te voie :
Et sans la promesse
De plus hautes joies.
Que rien ne t’arrête
Auguste retraite.

J’ai tant fait patience
Qu’à jamais j’oublie;
Craintes et souffrances
Aux cieux sont parties.
Et la soif malsaine
Obscurcit mes veines.

Ainsi la Prairie
À l’oubli livrée,
Grandie, et fleurie
D’encens et d’ivraies,
Au bourdon farouche
De cent sales mouches.

Ah! Mille veuvages
De la si pauvre âme
Qui n’a que l’image
De la Notre-Dame!
Est-ce que l’on prie
La Vierge Marie ?

Oisive jeunesse
À tout asservie,
Par délicatesse
J’ai perdu ma vie.
Ah! que le temps vienne
Où les cœurs s’éprennent.

 §

Oziosa giovinezza a tutto asservita, per delicatezza ho perduto la mia vita.

Ah, venga il tempo in cui i cuori s’innamorino!

Mi sono detto: Lascia, e non ti si veda. E senza la promessa delle gioie più alte, nulla t’arresti, augusto ritiro.

O mille vedovanze della sì povera anima, che ha soltanto l’immagine della Nostra Signora: si prega la Vergine Maria?

Ho tanto pazientato che per sempre oblio; timori e sofferenze si sono involati per i cieli. E la sete malsana oscura le mie vene.

Così la prateria abbandonata all’oblio; ingrandita e fiorita d’incenso e di loglio; al ronzio feroce di cento sudice mosche.

Oziosa giovinezza a tutto asservita, per delicatezza ho perduto la mia vita.

Ah, venga il tempo in cui i cuori s’innamorino!

ARTHUR RIMBAUD

Ti amo su un sentiero in siccità

 
Ti amo su un sentiero in siccità.
Un sentiero di donna…dove andrà…io con le mie scarpe impolverate…non la seguirò…
Tra le beole
in giardino
la siepe di ligustro
il sentiero giallo
secco di siccità
il respiro lontano
del tramonto
mente sconnessa colma di nero fottuto
futuro
mosse sbagliate e
e quello che è rimasto in questo tramonto illuso
è perso
liburna ai nostri spazi 
il placido godimento del piacere della sera
dopo l’amore
e mi lucidi le scarpe impolverate
ma io non ho il passo per giungere alla fine del sentiero con la mia mano nella tua
piango tu piangi io correggo i miei sbagli e tu correggi i tuoi
ma noi non siamo angeli siamo corpi
che Dio copre coi suoi peccati
io e te siamo soltanto una promessa
e allunghiamo le mani verso l’amore
per non sprofondare
ma non saremo mai migliori mai no! non varrà correggere lo spirito le mani sudice i baci ansiosi
insegneremo agli altri ad essere migliori…

Enrico Tartagni

Don’t cry for me Argentina

It won’t be easy, you’ll think it strange
When I try to explain how I feel
That I still need your love after all that I’ve done

You won’t believe me
All you will see is a girl you once knew
Although she’s dressed up to the nines
At sixes and sevens with you

I had to let it happen, I had to change
Couldn’t stay all my life down at heel
Looking out of the window, staying out of the sun

So I chose freedom
Running around, trying everything new
But nothing impressed me at all
I never expected it to

Don’t cry for me Argentina
The truth is I never left you
All through my wild days
My mad existence
I kept my promise
Don’t keep your distance

And as for fortune, and as for fame
I never invited them in
Though it seemed to the world they were all I desired

They are illusions
They are not the solutions they promised to be
The answer was here all the time
I love you and hope you love me

Have I said too much?
There’s nothing more I can think of to say to you.
But all you have to do is look at me to know
That every word is true

§

NON PIANGERE PER ME ARGENTINA

Non sarà facile, vi sembrerà strano
Che io stia cercando di spiegare cosa provo
Che ho ancora bisogno del vostro amore
Dopo tutto quel che ho fatto

Non mi crederete
Vedrete solo la ragazza che conoscevate
Sebbene vestita di tutto punto
Ma in disaccordo con voi

Ho dovuto lasciare che accadesse,
Sono dovuta cambiare
Non potevo stare al palo tutta la vita
E guardare fuori dalla finestra, lontana dal sole

Perciò ho scelto la libertà
Mi sono data da fare,
Ho provato tutto quel che era nuovo
Ma niente mi ha impressionato
E nemmeno me l’aspettavo

Non piangere per me Argentina
La verità è che non ti ho mai abbandonato
Neanche nei miei giorni più selvaggi
Nella mia folle esistenza,
Ho mantenuto la mia promessa
Non essere così distante

E per quanto riguarda la celebrità e la ricchezza
Non le ho mai cercate
Anche se al mondo è sembrato
Che non desiderassi altro

Sono illusioni
Non sono le soluzioni che promettono di essere
La risposta era qui, davanti a me
Vi amo e spero che voi amiate me

Non piangere per me Argentina
La verità è che non ti ho mai abbandonato
Neanche nei miei giorni più selvaggi
Nella mia folle esistenza,
Ho mantenuto la mia promessa
Non essere così distante

Ho parlato troppo?
Non so che altro dirvi
Ma dovete solo guardarmi per capire
Che le mie parole sono vere

TIM RICE    (musica di Andrew Lloyd Webber)

Credo in te anima mia

I believe in you my soul, the other I am must not abase itself to you,
And you must not be abased to the other.
Loaf with me on the grass, loose the stop from your throat,
Not words, not music or rhyme I want, not custom or lecture, not even the best,
Only the lull I like, the hum of your valved voice.
I mind how once we lay such a transparent summer morning,
How you settled your head athwart my hips, and gently turned over upon me,
And parted the shirt from my bosom bone, and plunged your tongue to my bare-stripped heart,
And reached till you felt my beard, and reached till you held my feet.
Swiftly arose and spread around me the peace and knowledge that pass all the argument of the earth,
And I know that the hand of God is the promise of my own,
And I know that the spirit of God is the brother of my own,
And that all the men ever born are also my brothers, and the women my sisters and lovers,
And that a kelson of the creation is love,
And limitless are leaves stiff or drooping in the fields,
And brown ants in the little wells beneath them,
And mossy scabs of the worm fence, heaped stones, elder, mullein and pokeweed.

§

Credo in te, anima mia,

l’altro che io sono non deve umiliarsi di fronte a te,

e tu non devi umiliarti di fronte a lui.

Ozia con me sull’erba,

libera la tua gola da ogni impedimento,

né parole, né musica o rima voglio,

né consuetudini né discorsi,

neppure i migliori, soltanto la tua calma voce bivalve,

il suo mormorio mi piace.

Penso a come una volta giacemmo,

un trasparente mattino d’estate,

come tu posasti la tua testa

di per traverso sul mio fianco

ti voltasti dolcemente verso di me,

e apristi la camicia sul mio petto,

e tuffasti la tua lingua sino al mio cuore snudato,

e ti stendesti sino a sentire la mia barba,

ti stendesti sino a prendere i miei piedi.

Veloce si alzò in me

e si diffuse intorno a me la pace e la conoscenza

che va oltre ogni argomento terreno,

io conosco che la mano di Dio è la promessa della mia,

e io conosco che lo spirito di Dio

è il fratello del mio,

e che tutti gli uomini mai venuti alla luce

sono miei fratelli e le donne sorelle ed amanti,

e che il fasciame della creazione è amore,

e che infinite sono le foglie rigide o languenti nei campi,

e le formiche brune nelle piccole tane sotto di loro,

e le incrostazioni muschiose del corroso recinto,

pietre ammucchiate, sambuco, verbasco ed elleboro.

WALT WHITMAN