IL PIANTO

Il pianto è la preziosa prova che siamo ancora uomini.

Cristiana Calonaci

Published in: on luglio 2, 2012 at 17:43  Comments (4)  
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Al vespro

Fermati, oh sole!
Un uomo s’è perso
e l’angoscia gli grida
che sta traboccando.

Tutto è da fare,
in pochi momenti,
troppo è da dire
in esigui secondi:
questo balletto
era solo una prova,
adesso ha scoperto,
come operare;
questo avanzare era
un sogno mal speso,
ed ora conosce
tutto il valore.

Fermati, oh sole!
Risorgi dall’alba,
riporta le perle
d’istanti svenduti.

Flavio Zago

Published in: on maggio 25, 2012 at 07:03  Comments (3)  
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Noi siamo briciole

 
Vedi, le tormente !
Eppure le ho viste morire
ai piedi di un giglio
che cantava per un petalo
solo
.
Hanno grazie acute
e tolgono le finestre
mentre rubi.
Hanno le sete piu belle
ma vestono di cilicio
gli occhi persi.
 .
Pòrtati sempre una poesia
nei tuoi occhi.
Ne temono gli eserciti,
che una sola virgola
strappa notti intere.
.
Il pane, il pane!
Noi siamo briciole
per i passeri senza cielo,
siamo la prova del dono,
un catino di limo
che sa fiorire….

Stefano Lovecchio

Il peso

(Per Alessia)

Ieri ho provato a dare
un valore all’amicizia
.
Sono andato dall’Orefice
con un pensiero tuo;
ma il bilancino ad ogni prova
s’inchinava, impotente.
Ho colto tra le mani un tuo sorriso
e l’ho portato al Poeta,
Lui, gioioso l’ha osservato:
 “Questa è già poesia!”
Allora, ho domandato
all’ Astronomo
se con le sue potenti lenti
avrebbe letto
fino in fondo al tuo cuore;
mi ha guardato
stupito e inerme,
pareva un bimbo
che a bocca aperta,
contempla la Luna.
.
Mi sono seduto allora
lungo il fiume,
chiedendomi
se esisteva soluzione,
quando,
come un soffio,
ti sei accostata a me.
E mentre ponevi
tenue una piuma
sul mio palmo della mano
ho percepito il tuo pensiero:                    
“Ne cogli il peso?”
Sorridendo ti sei voltata
e con ali d’Angelo,
hai spiccato il volo,
portando via i miei dubbi.
.
Così mi sono alzato,
ed ho ripreso grato
la marcia della vita,
col passo che quasi
non conosceva impronta.
.
Ora so il valore immenso,
del peso lieve dell’amicizia.

Flavio Zago

Chisciotteide

 
A voi, di nobil censo,
lo dicon vostre insegne,
io, prode cavaliero
montato su destriero,
final giudizio chiedo
.
Dovrete sentenziare,
con alto aulico dire,
che bella tra le belle,
nell’universo intiero,
primeggia la mia dama.
.
-Tu nobil schiatta vedi
in noi poveri cristi,
e, ohibò, ti siamo grati.
Ma per sputar sentenza
vederla noi vogliamo !-
.
Felloni e anco marrani
mio verbo contestate ?
Che… ? Forse per sapere
che luna in cielo splende
necessita il vederla ?
.
-Non è proprio l’istesso,
larva d’un cavaliero,
la luna godimento
apporta al mondo intiero.
A te soltanto, invero,
dattela la tua amata.
Che almeno un suo ritratto
potessimo ammirare !-
.
Oh di gran puta hijos
la lancia assaggerete !
Carica a pancia bassa
cavallo mio fedele.
Ma non così, poffarre,
la terra mi fai arare !
.
-Addosso a ‘sto buffone
che merita lezione !
Usiamo quelle insegne,
che poi sono bastoni,
puniamo l’arroganza
di chi, prova non dando,
imporci vuol sentenza.-
  .
Ahimè m’hanno conciato,
mio immaginato bene.
Per raddrizzar gl’inganni,
che oscuran la giustizia,
sghembo dovrò ambulare
p’andar dove conviene.
.
Se poi tu vuò lenirmi,
porta al futur’incontro,
immago tua adorata,
che più del mio bel dire
sarà il suo guardamento.
.
E poi, già che qui siamo,
un altro dono chiedo,
 perché questo m’han detto,
battendomi quei prodi.
Non so di che cianciasser,
gridavano… d’un fiore.
Da qualche parte certo
dovrà portar calore.
.
Mio fido Dozzinante,
quanto dolor m’avvolge.
E su, non protestare,
sbagliato ho forse il nome,
ma chiaro è il mio pensare.
.
Un giorno fui  investito
d’una divin missione:
il mondo ripulire
d’ingiuste ipocrisie.
Per realizzar ‘sto sogno
‘sta strada obbligo è il fare.
.
————Così, caracollando,
tra un ahia e un poffarbacco,
condusse la sua vita.————-
.
Miguel, mancino monco,
questo ci ha raccontato,
mostrandoci un inetto
che, sempre ottuso, lotta,
negando questo mondo.
.
Ma Unamuno, il grande,
riscrive altra avventura.
Quei solidi ideali,
ch’eran la sua cultura,
nel Don errante incarna.
.
E chi capir volesse,
le due versioni approcci
per somme, poi, tirare.

Piero Colonna Romano

La stazione

Il mio arrivo nella città di N.
è avvenuto puntualmente.

Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all’ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
E’ scesa molta gente.

L’assenza della mia persona
si avviava verso l’uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L’insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.

E’ avvenuto perfino
l’incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.

Nel paradiso perduto
della probabilità.

Altrove.
Altrove.
Come risuonano queste piccole parole.

 

WISŁAWA SZYMBORSKA         (1923-2012)

O, bestemmiando, resta

I

IL NOSTRO TEMPO

passa,
perché all’istante
non si può fermare,
e il corpo,  non nostro, 
volando oltre le tombe
lugubri,
rimane ma . . .
l’anima,  cantando,
vola.
(O,  bestemmiando,  resta.)

II

Vola al di là,
dagli attimi fuggenti
della vita terrena:
della “prova”,
come schiuma dal mare,
per ritornare là,
dov’era prima.

Paolo Santangelo

Published in: on dicembre 11, 2011 at 06:50  Comments (6)  
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Che ho sempre amato

THAT I DID ALWAYS LOVE

I bring thee Proof
That till I loved
I never lived – Enough –

That I shall love alway –
I argue thee
That love is life –
And life hath Immortality –

This – dost thou doubt – Sweet –
Then have I
Nothing to show
But Calvary –

 §

Te ne porto la prova
Prima d’amare infatti
Abbastanza – non ho vissuto mai –

Che amerò sempre –
Te l’argomento
L’amore è vita infatti –
Ed immortalità ha in sé la vita –

Se tu di questo – dubitassi – caro –
Allora non ho io
Nient’altro da mostrare
Tranne il Calvario –

EMILY DICKINSON

 

(Traduzione di Letterio Cassata)

Published in: on ottobre 16, 2011 at 07:10  Comments (3)  
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Il cerchio che si chiude

Si parte da lontano
a ricercar certezze
e giostre paesane
a rivangare il poco
del sale della vita.

Vivere con il poco
non impedisce il riso,
le chiacchiere nel fuoco,
il senso delle cose
davanti al firmamento.

C’è poi il gioco d’amore
il prendersi e lasciarsi
la corsa nelle stelle
il sangue che ribolle
i sensi devastati.

Ci sono anche le vette
di chi non s’accontenta
mettendo a dura prova
un abito già pronto,
la sorte già assegnata.

Si sfrutta l’intelletto
come una pianta viva,
un ceppo rampicante
che tutto verde avvolge
per risalir le scale.

Si succhia dalla terra
il sale delle cose,
si beve conoscenza
per giunger alla saggezza
da cui s’era partiti.

Ma con le scarpe sporche
e suole consumate
per tante scale fatte
per soddisfar la voglia
d’illuminar cervello.

Lorenzo Poggi

Il mio paradiso

Non è il destino
a scegliere per noi,
ognuno prende le sue decisioni
è il fatto che non coincidano
a separarci,
perciò non aspettiamo
miracoli
e ricompense
siamo qui per trovare
e perdere
trovare e perdere
fino alla fine;
così, come chi
lungo la strada
ci troverà
sappia di doverci lasciar andare,
anche noi siamo
consci del fatto
che niente ci è affidato
per sempre
ma lo dovremo rendere
un giorno,
è la nostra prova.
E’ tua la scelta di andare
è mia la condanna a restare
in attesa di trovarti
nel sogno dei miei vent’anni
che immagino sia
il paradiso.

Gian Luca Sechi

Published in: on marzo 24, 2011 at 06:50  Comments (3)  
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