Immaginare il tuo sogno

 
Sono seduto qui
E ti guardo dormire
E vedo la mia fortuna
Sopra i tuoi occhi chiusi,
amore dai pugni serrati
innocente come un bambino,
io  voglio fermarmi
sotto il tuo lento stupore.
 
Sono qui seduto
E ti guardo dormire
Il tuo petto si alza e si abbassa
In modo regolare
È bello immaginare
Quello che sogni
E sperare che questa quiete
Duri per sempre.
 
Per sempre io e te
E non è vero
Che insieme si è una persona sola,
siamo in due
con il coraggio necessario
per continuare a sperare
che sia così per sempre:
io seduto qui ad immaginare il tuo sogno.

Maria Attanasio

Published in: on luglio 13, 2012 at 07:25  Comments (5)  
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Cosa ne stai facendo di te? E’ solo un temporale. Passerà

Tu non cancelli mai la tua arte
nemmeno te lo chiedesse un cane un idiota tua madre
tu non cancelli mai la tua arte.
È straordinario! Lo capisci? È straordinario!

Credo che con i pochi soldi che mi sono rimasti
comprerò due grandi tele
forse due metri o tre o magari mezzo chilometro di tele
le sovrapporrò l’una all’altra.
Sulla prima tela infierirò con i pugni con le unghie con i morsi
e se non ti sembrerà abbastanza
con un taglierino
così da farla sembrare la pelle di un uomo
dilaniata crocifissa scarnificata
e sulla tela, seconda pelle, che apparirà di sotto
dipingerò tanti piccoli tagli,
non userò il colore rosso
ma il castano il verde e l’arancione
come i tuoi capelli le tue scarpe il tuo rossetto
lo intitolerò:
cosa ne stai facendo di te?
È solo un temporale.
Passerà.

Il problema è che ho molto di più di ciò che mi serve
ma è come se volessi tutto tutto tutto
mi chiedi : – quando capisci di aver finito un lavoro? –
            ti domando: -come si capisce di aver finito di fare l’amore?-
e concludo dicendoti che se avessi la possibilità di essere un altro
di essere chiunque io desideri
vorrei essere te. Amore mio…

Massimo Pastore

Fettuccine fatte in casa

Prendi la farina, passala al setaccio:
se ne scende a pioggia sopra il tavolino.
Fanne un bel mucchietto, aprilo nel centro,
prendi quattro uova, scarta via la chiara
e nel cerchio vuoto, metti dentro i tuorli.
Prendi dall’esterno sempre più farina,
mischia tutto quanto, spruzza sale e acqua,
ora impasta il tutto,  fai che si compatti.
Appallotta bene…Giù un po’ di farina,
dai con palme e pugni, fin che è sagomata
una pasta gialla, tutta amalgamata.

Con il mattarello stendi quell’impasto,
finché non diventa una sfoglia tonda
sempre più sottile, dai con la farina
perché non si attacchi; stendi….stendi ancora!

Quando questo è fatto, bada alle tue dita,
mentre col coltello…tagli a fettuccine,
e stai pregustando la prelibatezza.

Metti il calderone sopra il fuoco acceso.
Quando l’acqua bolle, butta giù la pasta,
finché poi il camino te la rende cotta:
pronte da mangiare, le tue fettuccine.

Nell’insalatiera mettile a condire
col già preparato sugo d’oca, e gira…
Metti il parmigiano…gira, gira, ancora.
Poi con due forchette, tira su…e servi
dentro i piatti fondi che son li in attesa
mentre dalla bocca…esce l’acquolina…

Armando Bettozzi

A te

A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei…
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei…sostanza dei sogni…

LORENZO CHERUBINI

Vita

Amo Te
oltre le albe e il disincanto
oltre l’eclissi di sole
oltre i battiti scomposti
nel dubbio di lune audaci
nel respiro di fili d’erba spettinati dal vento
nella perversione del pensiero
nella poesia dei sogni
negli occhi chiusi
nei pugni stretti
sulla pelle coperta d’illusioni
nella lotta dei giorni

amo Te
e tra le mani ti stringo
col timore d’infrangere
la libertà d’amarTi .

astrofelia franca donà

Sogna ragazzo sogna

E ti diranno parole rosse come il sangue,

nere come la notte;

ma non è vero, ragazzo,

che la ragione sta sempre col più forte

io conosco poeti

che spostano i fiumi con il pensiero,

e naviganti infiniti

che sanno parlare con il cielo.

Chiudi gli occhi, ragazzo,

e credi solo a quel che vedi dentro

stringi i pugni, ragazzo,

non lasciargliela vinta neanche un momento

copri l’amore, ragazzo,

ma non nasconderlo sotto il mantello

a volte passa qualcuno,

a volte c’è qualcuno che deve vederlo.

Sogna, ragazzo sogna

quando sale il vento

nelle vie del cuore,

quando un uomo vive

per le sue parole

o non vive più;

sogna, ragazzo sogna,

non lasciarlo solo contro questo mondo

non lasciarlo andare sogna fino in fondo,

fallo pure te..

Sogna, ragazzo sogna

quando cade il vento ma non è finita

quando muore un uomo per la stessa vita

che sognavi tu

Sogna, ragazzo sogna

non cambiare un verso della tua canzone,

non lasciare un treno fermo alla stazione,

non fermarti tu…

Lasciali dire che al mondo

quelli come te perderanno sempre

perchè hai già vinto, lo giuro,

e non ti possono fare più niente

passa ogni tanto la mano

su un viso di donna, passaci le dita

nessun regno è più grande

di questa piccola cosa che è la vita

E la vita è così forte

che attraversa i muri per farsi vedere

la vita è così vera

che sembra impossibile doverla lasciare

la vita è così grande

che quando sarai sul punto di morire,

pianterai un ulivo,

convinto ancora di vederlo fiorire

Sogna, ragazzo sogna,

quando lei si volta,

quando lei non torna,

quando il solo passo

che fermava il cuore

non lo senti più

sogna, ragazzo, sogna,

passeranno i giorni,

passerrà l’amore,

passeran le notti,

finirà il dolore,

sarai sempre tu…

Sogna, ragazzo sogna,

piccolo ragazzo

nella mia memoria,

tante volte tanti

dentro questa storia:

non vi conto più;

sogna, ragazzo, sogna,

ti ho lasciato un foglio

sulla scrivania,

manca solo un verso

a quella poesia,

puoi finirla tu.

ROBERTO VECCHIONI

 

Il poco senso della vita

E’ come se la bambina che c’è in me
fosse rimasta da sempre in attesa

[e non per una Barbie mai avuta
e nemmeno un Cicciobello
anche la nutella è arrivata tardi]

Sarà che son cresciuta troppo in fretta
nel mio vestito, la domenica alla messa
sarà che m’hanno detto di pregare
specie quando l’anima e la carne
si dibattono in un letto
ma anche altrove.

” Bussate e vi sarà aperto
chiedete e vi sarà dato”

Sarà che ho visto gente poi morire
un rosario e una preghiera
per altri manco quella
e pugni e sangue sulle porte
chiuse a chiave
.
le grida di chi voleva rimanere
gli spergiuri delle madri
a seppellire figli in poca terra.

Sarà che se hai fortuna di invecchiare
t’accorgi d’essere da solo
e che il peso del non senso
non lo si può tarare.

Beatrice Zanini

Nel cielo, di cielo, al cielo

Nel cielo libero ricordi,
riverberi di luci incandescenti,
passi discreti in ore della notte
per chiuder bene le imposte ai figli,
quattro fratelli tutti quanti intorno,
pesci e salsedine attaccati all’amo,
scogliere nude alla mercé del sole,
vagoni dietro la locomotiva
di legno nero giallo rosso e azzurro
col muso degno del miglior Pierrot.

Di cielo vesto le speranze,
le manne scese nell’età del verde,
aneliti del divenir migliore
mentre correggo i tanti miei errori,
rincorse a sentir di Dio la voce
quando altre voci non so ascoltare,
sorrisi persistenti dentro i giorni
immaginati eterni per i figli,
speranze di rileggere nel sempre
il sunto d’una vita spesa bene.

Al cielo do in custodia i sogni,
preziosi ossigeni da ingurgitare
al palesarsi d’anima che cede,
reami d’acqua e terra da salvare
in una donna fiera del suo amore,
abbracci intensi pieni di stupore
con la paura che l’istante voli,
le simmetrie dei valori veri,
pugni e carezze a vita che m’invita
a crederle – di più – per non morire.

In quei giorni farciti con il crudo,
dentro spirali senza via d’uscita,
quando il quadrante l’ora mi rallenta
e un arlecchino perde i suoi colori,
in un dolce standby lassù affido
i sogni, le speranze e i ricordi,
lungi dall’essere contaminati
dai freddi numeri dell’equazione
che linfa somma e tanta ne sottrae
a chi vorrebbe solo equa razione.

Aurelio Zucchi

Mi sorvola

l’ala del pensiero
di te lontano

Ci si abitua alle assenze
come alle notti
senza luna
s’attende con i gomiti
appoggiati sul davanzale
gli occhi vigili
in fondo del vialetto
in cerca d’un ombra,
un illusione
una speranza avanzata
agli ululati dispersi
giù per la valle
nei piedi del monte
mentre
stringo forte i pugni
sino a farmi male
e non l’afferro.

Nella mano
sanguinante
una lucciola spenta.

Anileda Xeka

Parole

C’è la parola vestita da sposa
e quella che è meglio lasciare per strada.
E hai quella cosa ch’è mille parole:
la pelle più bianca di un uovo
la luce; o forse parola più grande di luce.
Parola di dio, direbbe qualcuno.
Parola che a te ti farei solo bene,
sfregandoti come un cerino bagnato.
Ci sono parole
che fanno l’amore più pieno e più rosso
perché stare zitti è impossibile, a volte
e tutti gli artisti ti appaiono insieme
a contendersi il merito, come bambini.
Su chi t’abbia fatto quel culo a violino,
quel naso che succhia il mio nettare melo.
Ci sono parole che muovono il mondo
che alzano i turni al lavoro
la gente. Parole riscatto
giustizia, decoro.
Parole che è meglio lasciare da parte,
procedere prima a carezze, su in fronte.
Parole d’addio che farebbero a pugni,
parole per ridere senza rancore.
Parole qui, al posto del t’amo
nessuna.

Massimo Botturi