Storia di dodici mesi

Dice gennaio: chiudete quell’ uscio!
Dice febbraio: io sto nel mio guscio!
Marzo apre un occhio e inventa i colori
Aprile copre ogni prato di fiori.
Maggio ti porge la rosa più bella
Giugno ha in pugno una spiga e una stella.
Luglio si beve il ruscello in un fiato
Sonnecchia agosto all’ombra sdraiato.
Settembre morde le uve violette
Più saggio ottobre nel tino le mette.
Novembre fa di ogni sterpo fascina
Dicembre verso il Presepe cammina.

Sandro Sermenghi

Totale capitolazione


Una proposta…per risolver la crisi ?
E’ semplice, e senza alcuna pretesa.
Appare utopistica, oppur presuntuosa
ma , invito a riflettere su  tale cosa
Fuori uscire di  corsa…dalla Unione,
per l’ammissione della total  confusione,
e porre un freno…alla globalizzazione
Prediligere i consumi  di nazional produzione;
incrementar la ricerca, la pesca e le coltivazioni;
valorizzare il turismo e la storia…
delle antiche regioni,
e risolvere il problema  dell’immigrazione.
Negoziare  bilateralmente la commercializzazione,
e per gli altri… imporre i divieti d’importazione.
Combattere l’evasione, e la corruzione;
ripristinare i valori della moralizzazione;
e guidare il Paese con diligenza e passione,
riprendendo in pugno la situazione…
al di la, di chi… governerà la Nazione,
e  intervenendo prima ancora della…
totale capitolazione.

Ciro Germano

Quei mari

Mi attraversavano
occhi di mandorli secchi
quegli inverni che bastava
uno sguardo a scaldarci le ossa

e i tuoi verdi
erano un mare che moriva
dentro un pugno di sabbia.

Ho navigato così poco
nel grembo dei miei anni
ancora fertili

che non so spiegare di calli
sulle mani custodite dopo
nei giardini d’ombra

il dare asilo al mio nome.

Beatrice Zanini

Published in: on febbraio 26, 2011 at 07:14  Comments (4)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

Sai

Tu sai
di sofferenza
tu che scrivi
versi
tu la conosci
quella cascata
che inonda
la notte
e il giorno tace
quel buco
all’esofago
che mangia carne
quella paura
del dolore
che snatura
tu sai
dei brividi
caldi di sete
che t’acchiappano
mentre cuoce il sugo
e la nausea
salmastra
l’occhio d’agnello
le mani a pugno e unghie
e allora
se sai
fammi ragione
del male
che non mi quieta
trova parole
a farfalla
sgorga canto di luce
dammi la mano
sul filo
e fammi
ridere.

Tinti Baldini

Viva

Mi muovo e sono viva
se fra le righe sbrano i dubbi
gli irritanti “ma e putacaso”
che invadono lo spazio,
i miei sorrisi cuciti.

Ma…
non posso farci niente
se mi volle tornita
la vita
di polposo pensiero,
tumida di lacrime e passioni.
E nulla vorrei più
che questa mia ventura:
imperlare gocce di latte
sulle labbra
che l’anima m’infranse
in una ciotola di sogni.
Ed accettare la sfida
tra ipotesi ed asserti
per ubriacarmi
di logica e incoerenza
nell’ultimo boccone
del mio poco equilibrio.

Ma…
cosa posso se mi volle
la vita
investire d’un refolo di sè,
d’un pugno di follie
che non sapevo d’avere.

Basterebbe
ch’io fossi almeno voce,
desiderio impudente di stupirmi,
tenermi stretto al seno
il coraggio d’illudermi.

Daniela Procida

Io ti ringrazio

Ti ringrazio
con l’abbandono
del pugno,
con l’armonia
di un gesto.
Con la Luna mia
più chiara,
col silenzio
dell’orgoglio.
Ti ringrazio,
riflesso lindo
dove l’occhio
mio si coglie,
dove poggio
questi giorni
zoppicanti,
e vivo
il respiro
che rifiata,
i miei mille
mulinelli.
Ti ringrazio
per la bisaccia
mai colma
per la pace
dell’udito,
per gli sguardi
a mani aperte
io ti ringrazio,
silente grillo
dal verso
amato.

Flavio Zago

a Cri

La mia poesia…per te

La penna farfuglia
frammento di canto
senza più tempo
rintocca al rimpianto

Nel pugno carta
che stride in vagito
cavallo che frena
dal morso tradito.

Il sole spezzato
non taglia le sbarre
solo silenzio o ……
fruscio di farfalle.

Non so…ma

Ora la strappo e …
mi vesto di sacco

ora la brucio e …
in cenere giaccio

Pierluigi Ciolini

Published in: on settembre 20, 2010 at 07:40  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

Tra miti


Confinano i miei giorni
con la voglia di scostare,
il telo nero della notte
per scoprire se le stelle, poi
galleggiano davvero.
Accarezzo i vecchi giorni
come fossero le gote
di sfiniti cuori morsi
e rimorsi da rimorsi.
Affronto ogni risveglio
con lo sguardo della talpa
che intuisce là un lucore
ma non ne coglie appieno il nesso;
e m’ammanto di mistero
per nascondermi nell’ombra
con la voglia immacolata
di una vita tenebrosa.
Così volo,
dietro il telo della notte
a imbrogliare un po’ le stelle.
Volo,
tra le quinte della notte
per appendere altri soli;
per illudermi e pensare
che galleggiano davvero.
Qui punteggio, a piacimento
qualche nuovo firmamento;
stringo in pugno tutti i quanti
poi li getto come dadi
per scommettere sul cosmo,
azzardare aberrazioni.
Infine fuso,
in questo cronotopo
sposo solchi di comete,
intaglio un arco al Sagittario
e m’acquerello mio fondale.

Flavio Zago

A mia moglie

Avrò bisogno del tuo stupore
per regolare i passi della mente,
acciottolati come sassi del torrente,
messi a caso, così, dalla corrente.

Avrò bisogno del tuo amore
per contrastare quello che sogno,
oltre le righe del facile pugno,
oltre la voglia del tuo calore.

Avrò bisogno del tuo favore
per perdonare quello non detto,
le risposte sapute, il volto impettito,
la luce che stona, senza colore.

Avrò bisogno del tuo rancore
per il molto donato, per il poco dato,
per ragionare di pesi e misure,
per ritornare un poco tra noi.

Lorenzo Poggi

Amori d’autunno

Amori al vento
disperse foglie
ormai ingiallite
s’ammucchiano
sotto l’immobile
centenario.

Amori fatti d’ombrelli
sopra il cuore
per paura del no
o forse del silenzio
che piega e spezza
e non sente le campane.

Amori freddi in cerca di riparo
o forse di un cerino
per incendiarsi ancora

Amori ancora verdi
seduti su di una panchina
con i pensieri in tasca
e due parole strette in pugno
per non farsele scappare

non è un sogno
ma non svegliateli

è uno sfiorarsi con gli sguardi
furtivi mezzi baci
fra la pioggia che
l’inzuppa di colori e…

fluttuano nel cielo
come aquiloni
senza spago

Pierluigi Ciolini