M’è cara solitudine

M’è cara, solitudine, soltanto dopo amore;
come m’è caro il verde dell’acqua
e l’ogni vista, sul marmo delle belle fontane
dove china
mettevi bocca e gonna scozzese.
E me, vicino, nel tentativo poco riuscito di salvare
almeno i piedi dalle freddate
dai ricami, che intorno al labbro e fino ai tuoi nei
ti usava il sole.
M’è cara come certe conchiglie da non dire
quell’utopia che in mezzo alle gambe
altro che mare!
E che mostrare corpo regina!
Da un balcone, un parapetto
o altre prospettiche teatrali.
M’è cara come tua consistenza, come il melo
che l’ombra catapulta sopra la rete e il prato;
m’è cara come prima del sonno la tua vena
la pulsazione e il pari respiro,
la tua coscia
e l’ombelico che non sta zitto, neanche a notte.

Massimo Botturi

Suonala ancora

Suonala ancora amico
che hai potere dentro le balere
suonala
la trascinante musica popolare.
Nel mondo del valzer mazurca e tango
hai catturato le note giuste da regalare
agli attimi della passione.
Mio ritrovato desiderio di suono folk
Mia ravvivata cartolina d’esistenza!

Suonala ancora amico
la tua pulsazione vitale
del tuo boom artistico
ballerò colta musicalmente
dalla riva Emiliana
mi trascinerò sulla pista
ebbra di rinascita

Suonala ancora amico
mi è già successo in quel tuo contagio di note
in quel legame di partitura
di ritrovare la tua allegria!

Aurelia Tieghi

(dedicata a L. Marcheselli musicista folk)