Golem

 
——- e con  informe materia
il mio golem creai
.
E corruzione e onestà
oscene pulsioni e pudor nel pensare.
E sapienza e ignoranza
e ignavia e solerzia.
E odio ed amore
e fede e empietà
.
——- e di ciò
lo plasmai
.
Crebbe ed andò
vagando la terra.
E mari conobbe
e cime inviolate.
E spelonche smarrite
ed irosi vulcani.
.
——- e mai il suo sguardo
il mio abbandonò
.
Poi volse i suoi occhi
a cieli lontani.
Ed a lungo rimase…
.
Un lampo ed un tuono…
su me si franò.
.
——- e seppellì il mio corpo
in cripta profonda
.
Trionfante nel mondo
s’aggira iracondo.
 

Piero Colonna Romano

Nouvelle inside

Impermeabilità spezzata dentro l’autunno estivo:
è solo poesia interrotta dal calore d’un temporale estivo

e non capisco
come la sbornia d’altolocata immigrazione sparsa
nel corpo deflagra all’interno dei miei occhi:
avverte un colore difforme nella cromaticità del suo colore.
Non mi sta appartenendo nulla più
….
eppure striscia una lussuria impenetrabile;
scorre nel sangue, nel cuore nel tempo a me sola dedicato

Non sto resistendo alle pulsioni d’aria
intonata al godimento della gioia trattenuta
tra la stanchezza spasimante tra le mie dita.

Impermeabilità spezzata dentro il rovo d’assuefatta
                                                                  disfatta;
sa rispondere questa poesia bramata all’ombra
d’un inverno lasciato sulle spalle a coltivare nuove piogge
cicatrizzando colori azzurro/verdi nei miei nuovi sguardi.

Glò