Primavera in auto (Gloria)

 
Lui accostava l’auto con una scusa e scendeva
Lei restava con i piedi scalzi sul cruscotto o fuori dal finestrino
o li abbassava e si girava a parlare con noi.
Lei, Gloria, ci portava i dischi smessi dal juke-boxe
i Beatles i Rolling Stones
avevo un’ossessione per Lady Jane e anche
un po’ per Mellow Yellow di Donovan
le ascoltavo sempre nel mangiadischi
Dolcissima un po’ sciancata
ma non me n’ero accorta
dal naso pronunciato alla Picasso
e la linea di eye-liner agli occhi
figlia del medico del quartiere dalla malafama
dove proliferavano piccola delinquenza e balere
che ascoltava del mio amore deluso
che mi insegnava i punti del corpo
in cui mettere il profumo mentre crescevo.
Poi lui tornava con un mazzo di margherite
o un ramo fiorito rosa o bianco – era primavera –
e lei d’impulso lo abbracciava.

azzurrabianca

Il miracolo dei giorni

Acquisto luce
in dimensione
ancestrale
               senza prestiti pretesi
                ai miei sforzi
                  d’amari interrogativi

l’inferriata si spezza
come l’ago tranciato
tra le mie dita in trincea
                 senza punti
                   di ferite profonde
                     annuso l’indolore del sangue
cosparso di credditizia
vita miracolata
dal respiro dei giorni

                senza il giardino
                 delle sue àtone parole
                    siedo al respiro d’una movimentata brezza
di lei ancora
l’inestimabile senso
di suo valore (ancora) in vita.

Glò

L’ultimo inverno

 
…e chi se lo ricordava più l’inverno…
che vuoi farci dada se viene l’inverno…
la felicità è ordine mentale susseguirsi d’esitazioni tra le stagioni…
se ci guardiamo dal vetro dell’amore troveremo il bianco del candore…
e sentirci addosso i brividi di freddo apre la porta ai serbevoli sentori dell’anima agghiacciata…
bè! lo sapremo presto se i ricordi ce li siamo messi al posto giusto…
sono stati freddi silenziosi attenti e tornano alla fine… 
sono la ragione dell’eterna malinconia che ci prende per non farci sprofondare… 
e noi che si credeva che gli inverni non fossero fatti così stretti…
non ci sono punti maltrattati tra di noi fiori di primavera appassiti e speranze al sole come scandali…
no neppure una foglia di marcita negli autunni scolorati dalle liti e poi dai baci…
perderemo il sangue dalle nostre lacrime bagnati lo so…
lo so dada mia io piango perchè tu sei mia ma io non sono una malizia sono una stagione che va via…
perchè io non ricordavo più il perchè questo sia l’inverno…

Enrico Tartagni

Scabrose geometrie

 
Vagando in cerca della verità
mi ritrovo a inciampare qua e là
sui punti di una retta senza fine
o in questo cerchio cosparso di mine.
Se esaminassi con mente più quadrata
I lati e gli angoli in trigono, beata,
della mia pace arbitro il Pentagono
più non sarebbe; ma solo l’Esagono
intrigherebbe di rime ogni mio giorno,
e il rombo poi, me lo farei al forno.
Tanto l’enigma di sta telenovela,
la sa il Triangolo, ma non la rivela.

Viviana Santandrea

Es_temporanea

Se vi dicessi come sono deserta
nei miei voli di notte
quando le ore sfatte danno tregua
ai piedi
e mi trovo nei punti più impensati
dei cieli
__________________________ da dormirci accanto
senza sapere tutto
se all’improvviso avessi freddo e pronunciassi un’ala
forse
uno spiraglio d’infinito
diventerebbe fiamma

Cristina Bove

Published in: on giugno 4, 2011 at 06:52  Comments (7)  
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Silente un piano

 
Nell’angolo più oscuro,
accosto a una parete,
giaci dimenticato,
ambisci le mie dita.
.
Vibravano le corde,
per rapide carezze,
 gemmavan melodie,
fondendosi con l’aria.
.
Ora sugli spartiti
le chiavi di violino
son punti di domanda
su ciò che fu il passato.
.
Ed era in tempi lieti
che davi le tue note,
sorte da sentimenti
e dolcemente amate.
.
Così resta il ricordo
con forte nostalgia,
per ciò che più non torna,
pensosa anima mia.
.
Ma quella tua presenza
mi rassicura ancora.
Centellino speranza
che cresce d’ora in ora.
.
Ritornerò a sfiorare
quei tasti neri e bianchi.
 Quei suoni, nel lor volo,
profumeranno il tempo,
l’anima addolciranno.

Piero Colonna Romano

…Carta millimetrata

Stasera non ho parole.

Stupisco
tra fogli a quadretti millimetrati
proprio come gli attimi del peccato,
così solerti a indicare la strada.

Congiungo
due punti in linea retta,
dal vuoto all’infinito,
e Ti ritrovo.

Silvano Conti

Published in: on marzo 4, 2011 at 07:36  Comments (5)  
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…?!?…

Nascemmo
forse
come corpuscoli,
scissi,
chissà,
dall’ipotizzabile
infinità
di punti fusi
in spazio
tempo
materia,
prodigiosa
dominante
aggregazione
sine qua
non saremmo
sine qua
…forse…
non lasceremmo
traccia alcuna.

Daniela Procida

Published in: on gennaio 24, 2011 at 07:47  Comments (2)  
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Oz

Radici
parevano le vene della terra
segnavano il confine
tra le mie mani e il mondo
oltre s’alzava il cielo
con le sue forme di cobalto
io ne vedevo segni in sospensione
punti di nonritorno

annotavo pensieri a bassa quota
marginali
scontornati dal gesto

lontano
su piani di smeriglio un volto d’ansia
e nell’arcobaleno
voce dipinta ad acqua
un mago prigioniero dello specchio

Cristina Bove

Il pescecane

Un pescecane
malato di bulimia
tange i punti del cerchio
esercitando
la bilancia al peso,
arremba repente inatteso
ghermisce,
s’oscura tra i pesci
dove vige
la legge dell’omertà
perché non hanno la parola,
il disegno composto di polpa
senza muscoli
lo invita a mangiare,
i pescatori
hanno paura di andare a pescare
perché non sono gladiatori.

Giuseppe Stracuzzi