Stella polare per l’isola che non c’è

in questo nero mar che d’onde ci travaglia
la rotta scoprirai puntando la tua prua diritta
alla Polare stella che nel suo luminare brilla

alta su nell’azzurro cielo e che dall’Orsa
un punto fermo lei rimane
ad indicarti sempre l’isola a cui approdare

se perso lungo il viaggio smarrito diventa il tuo cercare
guarda sempre in alto la strada puoi ritrovare ad arrivare
all’isola che non c’è

ma solo tu la puoi creare

è fatta di emozioni parole poesie che diventano canzoni
un porto franco dove
il sogno mai non muore e

il tempo un momento da plasmare

Il Passero

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Published in: on giugno 11, 2012 at 07:39  Comments (8)  
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We can work it out

Try to see it my way
Do I have to keep on talking till I can’t go on?
While you see it your way
Run the risk of knowing that our love may soon be gone
We can work it out
We can work it out

Think of what you’re saying
You can get it wrong and still you think that it’s alright
Think of what I’m saying
We can work it out and get it straight, or say good night
We can work it out
We can work it out

Life is very short, and there’s no time
For fussing and fighting, my friend
I have always thought that it’s a crime
So I will ask you once again

Try to see it my way
Only time will tell if I am right or I am wrong
While you see it your way
There’s a chance that we may fall apart before too long
We can work it out
We can work it out

Life is very short, and there’s no time
For fussing and fighting, my friend
I have always thought that it’s a crime
So I will ask you once again

Try to see it my way
Only time will tell if I am right or I am wrong
While you see it your way
There’s a chance that we may fall apart before too long
We can work it out
We can work it out

§

NOI POSSIAMO FARCELA

Prova a vederla secondo il mio punto di vista
Devo continuare a parlare fino a quando non ce la farò più?
Finchè la vedrai a modo tuo
Corri il rischio di pensare che il nostro amore possa presto finire
Ma noi ce la possiamo fare
Noi possiamo farcelaPensa a quello che stai dicendo
Potresti sbagliare ma continuare a credere di aver ragione
Pensa a quello che sto dicendo io
Possiamo farcela e tirare dritto, oppure dirci buonanotte
Ma noi ce la possiamo fare
Noi possiamo farcelaLa vita è troppo breve e non abbiamo tempo
per agitarci e litigare, amica mia
Ho sempre pensato che sia un crimine..
Perchè te lo chiederò ancora una volta:Prova a vederla dal mio punto di vista
Solo il tempo mi dirà se ho torto o ragione
Finchè la penserai a modo tuo
C’è la possibilità che potremmo separarci tra non molto
Ma noi ce la possiamo fare
Noi possiamo farcela

PAUL MC CARTNEY E JOHN LENNON
.

Inevitabile incastro

Non sento redenzione in altra forma
che d’arte non sia quella di danza,
amatoria, fino a schiena e reni in arco
a trovare braccia come virile appiglio.
Impulsiva una scossa dietro l’altra
viscerali fino al punto d’impazzire.
Ogni tanto recupero il mio corpo
tra una resa, una seconda ed ancora…
non c’è verso d’affrancarlo, è tuo
e tu non frani che tra i capelli miei.
Oltre la vita scesi,  lunghi sui lombi,
scarmigliati dal ritmo incalzante.
Contatti ed adesioni combacianti, poi,
del mosaico l’inevitabile incastro,
la perfezione fatta donna / uomo, noi.
Avverto le tue mani possessive
andarmi sopra, gelose come di me
e d’impeto riscattare la spossante
aspettativa della rinuncia mia a lottare…
E’ apogeo!
Del piacere riscuoti il vertice,
apice smaniante di quel bene attirato,
quanto sognato, che ora s’incarna
e diviene amplesso… mentre m’arrendo
docile per a te capitolare paga.

Daniela Procida

Prima che l’alba diventi una spia

Stanco del silenzio nella forra,
desidero fermarmi ore ed ore
nel caldo freddo della notte al mare
e non importa se nell’occasione
non ci saranno stelle e similari.

Mi stirerò nel più preciso punto
là dove le onde smorzano lo schiaffo
e, ruffiano, ne canterò i fragori
di modo che questo mio egoismo
ottenga di parlare a chi ascolta.

Nel buio stropicciato dalle nubi,
prima che l’alba diventi una spia,
tutto dirò che non sia menzogna.
Spalancherò questi occhi ciarlatani
e senza sosta li farò parlare.

Chissà che qualche anima nascosta
ove il fondale eternità lambisce,
non spunti irata dalle scure acque
e in mia difesa lei si schieri.
Solo così non mi sentirò solo.

Aurelio Zucchi

Vorrei essere mia madre

Vorrei essere mia madre
vestita col vestito a fiori,
le mani ogni momento calde,
sorriso a tutte le occasioni.

Con i suoi occhi poi vorrei
guardare me in ogni età,
dai pantaloni ancora corti
ai pantaloni ancora lunghi.

Or ch’è presente e non,
vorrei essere mia madre
perché dal punto più remoto
…io…lei…possa accarezzarmi.

Aurelio Zucchi

Published in: on aprile 23, 2012 at 07:32  Comments (6)  
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Filastroccando in fil_affondo

Invaso parole e date
con terra di poco conto,
e invece delle rose
pianto un’altra croce,
che a farci l’abitudine
straccetti d’ossa un secchio,
e lego al palo il costo
per un altro mucchio.
E c’è chi canta maggio
seduto in una stanza,
chi invece disfa l’orto
dopo averlo sistemato.
Io fisso sempre un punto
ma il cielo non lo trovo,
slacciata nel mattino
mi offro al fiato e al vetro,
poi gioco con la luce
di una lampada a risparmio,
pensieri srotolati
mi montano la testa:

– e scatta la prudenza –

ma annegano sul fondo
ubriachi di malconcio,
si sedimenta il pianto
in un bicchiere vuoto.

Beatrice Zanini

Da bambini si crede che tutto sia infinito

 
si corre a cerchio perché ci si ferma sempre
 
nel punto di partenza.
 
da grandi si cammina incerti su quel che sarà
 
tuttavia consci che ogni attimo che passa non fa
 
che aumentare la distanza dal punto di dove si è partiti.
 
da vecchi si è troppo stanchi per correre, troppo deboli
 
per camminare. si sta seduti al tramonto della vita
 
a fare i conti con se stessi e si finisce poi per credere che tutto
 
finisce, rimproverandosi di esser stato cosi sciocco da credere
 
di essere immortale. sciocco per non aver mai smesso di credere.
 
che un bruco diventi farfalla non importa. egli finisce di essere un bruco.
 
ecco il punto. o che le foglie morte si dividano in mille particelle e
 
in altre mille vite si trasformino.
 
non per questo troveranno se stesse, la memoria che avevano di sé.
 
o che diventino poesia nulla cambia di certo non cancelleranno
 
le angosce del Poeta, né la sua tristezza immensa.
 
ti accorgi di aver vissuto cercando tuttora un senso e mentre la fine arriva
 
ti aggrappi alla vita con le unghie e ti spaventa sperare non perché
 
la tua pelle sia diventata simile ad una corteccia raggrinzita e non sei
 
che un tronco malato da abbattere ma perché temi di sbattere la testa
 
nella delusione più grande senza rimedio stavolta, perché
 
non ti è concesso altro tempo;
 
se solo che la morte approvasse, almeno lei che tutto finisce o quasi
 
e si trasformi in un’altra occasione, una seconda vita magari.
 
se solo l’autunno non fosse un seduttore fatale che andando
 
lascia un vuoto agghiacciante
 
ma un amante dolce e premuroso che fa bruciare di passione
 
i rami, tremare d’amore le foglie.

Anileda Xeka

Sovrappensiero

 
 
Ho toccato
il punto più rosso
del tramonto,
là dove il cielo
incontra la terra
ed ho visitato
molte delle stelle
che si vedono
nelle notti non elettriche
di un piccolo paese
ed ho assaggiato
la parte alta delle nuvole
quella che si tinge
dell’azzurro profumo d’infinito
ed un giorno
non riuscirò a tornare,
spero
 di non voler tornare
e resterà di me
solo un guscio vuoto,
mentre volerò libero
con i miei sogni.

Gian Luca Sechi

Published in: on marzo 21, 2012 at 07:47  Comments (5)  
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Troppo amore

 
La stella
che illumina il mondo 
traspare nei tuoi occhi,
sorpassa il muro
l’anima dilaga
offre luce di sguardi
oltre confini
della competenza…
il tuo sole
abbaglia il vicinato
schiude l’uscio al tepore
dell’innamoramento…
non percepisci il verso
nel bagliore di occhi
che aspettano
un raggio speciale
per potere passare in prima fila…
sulla sponda del cerchio
a raggio uguale
tutte incolonnate le tue mire…
Perciò l’amore passa
dalla stanza affollata
di tuoi versi
senza trovare un punto
per sentirmi
estremamente tuo.

Giuseppe Stracuzzi

Domande

Senza certezze fiducioso vado

Non chiedere perché
Le ombre della sera
Avvolgono allungandosi
Tutto ciò che in basso esiste

Non chiedere perché
La rondine puntuale torna
Mentre il mio vagare è senza meta

Non chiedere perché
Si ama
Mentre la luna
Rimane punto fermo nell’universo

Nel mio andare tutto sfuma si allontana
Come fossi prigioniero d’un sogno
Dovrò non vivere il sogno
Per non farlo morire

Marcello Plavier

Published in: on marzo 1, 2012 at 07:45  Comments (7)  
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