Quanta purezza perpetua

 
Quanta purezza perpetua
in un fiore così semplice
e quanta pace inducono nell’aria
.
nevicano a primavera sul verde
invadendo angoli di lievi sospiri, sorrisi
.
sembrano carezze sparse
gratuiti
le margherite.

Rosy Giglio

Published in: on luglio 8, 2012 at 07:48  Comments (9)  
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Bianco e nero

Sapessimo cercare
negli anfratti spugnosi
delle mezze verità,
nei mezzi toni dubbiosi
delle note in purezza
e chiudere nel marmo
segreti col saio,
potremmo alzare le mani
già piene di terra,
ascoltare disaccordi stonati
senza moti di rabbia,
accettare la pioggia e la neve,
deserti invivibili e ghiacci taglienti.  

Potremmo sederci
sul ciglio del fosso
e rovistare con mani
probabili vermi in libera uscita
senza punirci addosso
di colpe macchiate
da paure ancestrali.

Oppure alzare i veli
del nostro sconforto
accennando un sorriso
che contamini il mondo,
gettando al cestino
il bianco ed il nero
di false certezze.

Lorenzo Poggi

redev ierroV

 
Vorrei veder vestito
modello di pittore
e nuda una pittrice
sua immagine fissare
.
Vorrei veder le navi
con chiglia al sol portarsi
e pesci in cielo messi
e  uccelli in mar nuotare.
.
Vorrei veder radici
d’alberi centenari
all’aria esposte e a venti
e i rami in terra stare.
.
Vorrei veder spartiti
letti da fondo a cima
godere d’un concerto
la parte d’aspettare.
.
Vorrei veder malati
uccidere dottori
e lor parenti in festa
pazienti ringraziare.
.
Vorrei veder i fiumi
recuperar la fonte
e nuvole che aspiran
e neve fanno alzare.
.
Vorrei veder anziani
al fin tornar bambini
trovando la purezza
d’un tempo da invidiare.
.
Vorrei veder un mondo
d’amor per l’altro pieno
per vivervi sereni
e più non disperare.

Piero Colonna Romano

Nevicata

Neve morbida
s’imbeve dell’impronta lasciata
ghiaccio fissa per poco la traccia
nuovi fiocchi candidi ricoprono i passi

un pettirosso si nasconde fra i rami
intirizzito dal gelido vento
si ricopre di foglie resistendo al gelo

si staglia fioco un raggio di sole
ragnatele ghiacciate brillano
rispecchiando riflessi arcobaleno

tutto sembra fermarsi silenziosamente
lo sguardo soppesa la purezza
di quel bianco manto

Maristella Angeli

Violenza

Passi tra le case illuminate
Solo la tua è al buio
Inserisci la chiave nella toppa
Due mani ti afferrano
Altre ti tappano la bocca
Altre ti posseggono
Penetrano in te con violenza bestiale
Ti strappano tutto
Anche l’anima
Stringono il tuo bianco collo
La gola è chiusa dal dolore
A nulla servono quelle luci
Loro non odono il tuo richiamo
La tua disperazione
Giaci là con nulla di ciò che possedevi
Ti hanno strappato la tua purezza
Essa giace la sotto la tua gonna tra sangue e fango
Con essa ti hanno rubato la vita

Gianna Faraon

Published in: on gennaio 9, 2012 at 07:08  Comments (6)  
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Natali

I natali lontani nel tempo,
ricordi di un infanzia infelice e sola.
Tu madre dove sei, mi mancano le tue carezze,
le tradizioni, alle quali tenevi tanto,
ne andavi fiera di quei pochi momenti felici.
Per non dimenticare, continuo portare avanti
quei raduni di famiglia.
Ho dato tutto ciò che potevo, giovinezza,
purezza, denaro, ho insegnato quanto sia importante
la famiglia.
Adesso le mie gambe sentono la fatica, è ora di sedersi ad osservare
il passare lento del tempo,
assaporare gli eventi,
non farsi coinvolgere dalle emozioni.
Sono stanca di imitarti, ho superato te, e anche me stessa.
E’ arrivata l’ora di incassare amore, tanto e per tanto tempo ancora

Gianna Faraon

Nostalgia

Vorrei tanto, per te soltanto,
rievocare la vaghezza
della fatata età lontana,
quando lieve dai caldi colli
l’odore scendeva del fieno
a inebriare l’anima mia.

Vorrei tanto, con te soltanto,
nel ricordo fremere e gioire,
la pace riassaporando
della valle col suo sentiero
dalle alte fresche erbe ammantato.

Vorrei nuotare in mezzo al fieno
per riscoprire la purezza
dell’instancabile pensiero
che agitava i veloci giorni.

Vorrei… Ma la valle dell’anima
mia è senza sole e inaridita
tra la polvere dei ricordi
e le speranze ormai perdute.

Vorrei soltanto con me averti,
respirare rivolto al sole
ed il dolce vento ascoltare,
e come un tempo poi sognare.

Nino Silenzi

Published in: on novembre 7, 2011 at 07:07  Comments (3)  
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Buio lontano

malgiorno ogni giorno
oggi
nel dovunque estremo di striscia
pestato da battente
tagliavita

irreligioso affacciarsi
d’un puntino echeggiante
in bianco e rosso
lontano-lontano-lontano
mentre nel ventre della terra
antica sembianza ha fatto causa
a generosa purezza *impura*

il non avere colpa
la fuga
la colpa
nelle mani tese
ad un anello di preghiera
che si copre
di fronte alla povertà
dinanzi alle paure
al cospetto d’una voce
(di dio)
che lo creò
a sua immagine e somiglianza

buio nel lontano
dove l’eco della moralità
s’abbraccia alla mortalità
dei corpi

e la somiglianza prende forma
nella luce
di mille morti innocenti

malgiorno in ogni risveglio
d’una striscia
strisciante al suolo….

(e l’eco d’una mano
sotto lenzuola
papali)

Glò

Come ti amo?

How do I love thee? Let me count the ways.
I love thee to the depth and breadth and height
My soul can reach, when feeling out of sight
For the ends of Being and ideal Grace.
I love thee to the level of every day’s
Most quiet need, by sun and candlelight.
I love thee freely, as men strive for Right;
I love thee purely, as they turn from Praise.
I love with a passion put to use
In my old griefs, and with my childhood’s faith.
I love thee with a love I seemed to lose
With my lost saints, I love thee with the breath,
Smiles, tears, of all my life! and, if God choose,
I shall but love thee better after death.

§

Come ti amo? – Come ti amo?
Lascia che ti annoveri i modi.
Ti amo fino agli estremi di profondità,
di altura e di estensione che l’anima mia
può raggiungere, quando al di là del corporeo
tocco i confini dell’Essere
e della Grazia Ideale.
Ti amo entro la sfera
delle necessità quotidiane,
alla luce del giorno
e al lume di candela.
Ti amo liberamente, come gli uomini
che lottano per la Giustizia;
Ti amo con la stessa purezza con cui essi
rifuggono dalla lode;
Ti amo con la passione
delle trascorse sofferenze
e quella che fanciulla
mettevo nella fede;
Ti amo con quell’amore
che credevo aver smarrito
coi miei santi perduti,
– ti amo col respiro,
i sorrisi, le lacrime
dell’intera mia vita! – e,
se Dio vuole, ancor meglio
t’amerò dopo la morte.

ELIZABETH BARRETT BROWNING

Nevicata

Neve morbida
s’imbeve dell’impronta lasciata
ghiaccio fissa per poco la traccia
nuovi fiocchi candidi ricoprono i passi

un pettirosso si nasconde fra i rami
intirizzito dal gelido vento
si ricopre di foglie resistendo al gelo

si staglia fioco un raggio di sole
ragnatele ghiacciate brillano
rispecchiando riflessi arcobaleno

tutto sembra fermarsi silenziosamente
lo sguardo soppesa la purezza
di quel bianco manto

Maristella Angeli