Sul muro grafito

Sul muro grafito
che adombra i sedili rari
l’arco del cielo appare
finito.

Chi si ricorda più del fuoco ch’arse
impetuoso
nelle vene del mondo; in un riposo
freddo le forme, opache, sono sparse.

Rivedrò domani le banchine
e la muraglia, e l’usata strada.
Nel futuro che s’apre le mattine
sono ancorate come barche in rada.

EUGENIO MONTALE

Le stagioni umane

THE HUMAN SEASONS

Four Seasons fill the measure of the year;
There are four seasons in the mind of man:
He has his lusty Spring, when fancy clear
Takes in all beauty with an easy span:
He has his Summer, when luxuriously
Spring’s honey’d cud of youthful thought he loves
To ruminate, and by such dreaming high
Is nearest unto heaven: quiet coves
His soul has in its Autumn, when his wings
He furleth close; contented so to look
On mists in idleness—to let fair things
Pass by unheeded as a threshold brook.
He has his Winter too of pale misfeature,
Or else he would forego his mortal nature.

§

Quattro stagioni fanno intero l’anno,
quattro stagioni ha l’animo dell’uomo.
Egli ha la sua robusta Primavera
quando coglie l’ingenua fantasia
ad aprire di mano ogni bellezza;

ha la sua Estate quando ruminare
il boccone di miel primaverile
del giovine pensiero ama perduto
di voluttà, e così fantasticando,
quanto gli è dato approssimarsi al cielo;

e calmi ormeggi in rada ha nel suo Autunno
quando ripiega strettamente le ali
pago di star così a contemplare
oziando le nebbie, di lasciare
le cose belle inavvertite lungi
passare come sulla soglia un rivo.

Anche ha il suo Inverno di sfiguramento
pallido, sennò forza gli sarebbe
rinunciare alla sua mortal natura.

JOHN KEATS

Bianca vela

Di mare in mare naviga il pensiero
ossessionato dal trovar la luce
di bianca vela nel mezzo dei marosi
da riportare indenne al porto mio.
Vi viaggia sopra il risveglio nuovo
di un’estate che non vuol morire,
menefreghista dell’età che passa
e provocante come donna astuta.
Se riuscisse a scorgerla qualcuno,
qualcun si rechi qui in questa casa
a dare a me l’esatta posizione
ché al più presto raggiungerla io possa
e capitan del tempo che mi resta,
ancora prima di condurla in rada,
la porti a spasso in acque di fiducia
standomi zitto su cronache d’adesso.
Farò una sosta in centro d’universo
gettando l’ancora tra verde e blu
dove i miei bagni facevo a testa in giù,
dove i miei anni accarezzavo piano
per non scalfir la pelle e il verde.

Aurelio Zucchi