Assemblea condominiale

Ognuno contro tutti,
e tutti contr’ognuno…
un abbaiar di cani
che s’azzuffano per niente

Ciascuno espone
le proprie motivazioni,
immancabilmente respinte…
con disapprovazione

Nessuno vuol pagare
la bolletta straordinaria;
s’inficiano le vetuste
tabelle millesimali ;
si rinnovano i rancori
per quella vecchia concessione;
si discute degli abusi,
e delle aree in pertinenza…
e blà, blà,blà,
e ancora blà, blà, blà,
all’eccedenza.

Ognuno è vittima…
dell’avverso condominio,
e dopo ore ed ore
di accanite discussioni ,
senza arrivare a capo
d’alcuna conclusione…
solo per la stanchezza
si ripongono le spade…
per l’armistizio

Ciro Germano

Ecco Natale…

Ecco Natale, che sul suo groppone
porta nel sacco, per chiunque l’aspetti,
un po’ di speranza, ed ad ognuno propone

di metter da parte le beghe e i dispetti
di chi sta riempiendo le nostre giornate
coi propri rancori, coi propri sospetti,

coi mille cavilli, e le mille sparate
di schizzi al veleno, d’insulti e d’accuse,
che al mille per cento son moltiplicate

da artate notizie che sono diffuse
per seminare una gran confusione,
con modalità intriganti ed ottuse,

in tutte le parti – senza esclusione –
così che ogni testa ne venga colpita,
in tutta quanta la popolazione,

senza riguardo a quella istruita
sulle questioni ideali del mondo,
e a chi per maestra ha solo la vita,

che sa insegnare il buon senso, che in fondo
vale di più d’ogni demagogia,
e rende l’uomo più sano e fecondo.

Caro Natale, che sei per la via,
fa veramente che quella speranza
che si diceva, per ognuno sia

il modo di uscire dall’arroganza
di chiunque al mondo chissà chi si crede,
e di inebriarsi di buona creanza,

e che sia, questo, il segnal che precede
l’inizio d’un poi che a ognuno conceda
di governar senza palle al suo piede,

per dare il giusto a ogni giusto, e a chi chieda
e n’abbia il diritto, e invece sia tristo
con chi, all’altro, il diritto suo, leda,

che in fondo è quello che ha insegnato Cristo.

Armando Bettozzi

Chi


Alle mie lamentatio
sulle piccole cose
mi rispondevi
“sei stata per me
maestra di forza
ora lo sono per te
tocca e passa
e guarda avanti…”
e aggiungevi
un lazzo
tu che di male
ne sapevi eccome e procedevi da lontano
erba di vento
con capelli stanchi
e voce roca
divulgandomi
coraggio
e leale saggezza.
Ora la pianura
senza colori
si consuma
in passi e rancori.
Chi m’insegnerà ora
domani
a scudisciar cazzate?

Tinti Baldini

Published in: on maggio 13, 2010 at 06:59  Comments (2)  
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III Epilogo

Sentivo lo scricchiolio,

nel buio, delle mie scarpe:

sentivo quasi di talpe

seppellite un rodio

sul volto, ma sentivo

già prossimo ventilare

anche il respiro del mare.

Era una sera di tenebra,

mi pare a Pegli, o a Sestri.

Avevo lasciato Genova

a piedi, e freschi

nel sangue i miei rancori

bruciavano, come amori.

M’ approssimavo al mare

sentendomi annientare

dal pigolio delle scarpe:

sentendo già di barche

al largo un odore

di catrame e di notte

sciacquante, ma anche

sentendo già al sol, rotte,

le mie costole, bianche.

Avevo raggiunto la rena,

ma senza avere più lena.

Forse era il peso nei panni,

dell’ acqua dei miei anni.

GIORGIO CAPRONI

La fabbrica delle nuvole

Nella fabbrica
delle nuvole
nuove
armonici fiati
a gonfiare l’ovatta.
Lacrime
dolci di gioia
a diluire rancori,
ed esili
dita celesti
a guarnire orizzonti.
Nella fabbrica
delle nuvole rare
sogni randagi,
pensieri spumosi
ad imbottire
nembi giocosi,
e tiepidi
sprazzi di sole
a dar luce
a speranze.
Nella fabbrica
delle nuvole
vere
voli di seta,
fibre sottili
a segnare
tragitti
mai scritti,
e tanta,
tutta la voglia
di Sereno
del mondo
a spingere
ruotare
incitare
ingranaggi
corrosi,
perché
non chiuda.

Flavio Zago

Il ponte

A braccia levate su mare
di numi imprigionati
in bocce di magia
accende l’alba tenera
una strada.
Danno le vele al vento
le barche assetate di oceano
con tenace costanza
l’orizzonte
inseguono,
un vento insinua intrighi
nasce un fiume
di toni invalicabili
rancori,
il fiume degli ostacoli
interrompe la strada,
l’amore inventa un ponte
malfermo
sospeso
malandato…
necessita equilibrio
per non precipitare.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on febbraio 23, 2010 at 07:28  Comments (7)  
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