Spiedo del Carnevale 2012

SPIÉD DAL CARANVÈL 2012

Dòna, ed spénta e libidinåus,
mé at scrîv par Caranvèl
e at dégg, råss ed curâg’,
ch’ai ò l éndiz inzirutè
provochè dal spiéd canâja
che ancåura an cràdd brîsa
al m à furè int na sajatta
mänter svélt comm un påndg
a musghèva spuntadûr
savuré d n agnèl mulsén!
.
Acsé mé, pôver dsgraziè,
dal dutåur ch’al m à curè
e cusé la pèl straziè
a zighèva cme un vidèl
e i mî ûc’ i vdèvn äl strèl!

§

Donna, di spinta e libidinoso,
io ti scrivo per carnevale
e ti dico, rosso di coraggio
che ho all’indice un bendaggio
provocato dallo spiedo
che ancora non ci credo
mi ha forato tutt’a un tratto
mentre svelto come un ratto
addentavo costoline
saporite di agnelline
.
Cosicché me sciagurato
dal dottor che mi ha curato
e cucito la mia pelle
io piangevo a crepapelle
e dagli occhi uscìvan stelle!

Sandro Sermenghi

Published in: on febbraio 28, 2012 at 07:22  Comments (4)  
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Boh!

Ma che dici
quella cacca l’ha fatta
il tuo gatto soriano
il mio è
educato
mangia tacchino e vongole
e fa le sue feci
là nell’angolo del
mio giardino
ma quell’oleandro striminzito
penzola volgarmente
sul mio
terrazzo
e porta vermi e malanni
Ma signora non si vergogna
suo figlio
la sera
canta e pure da tenore
e il Grande Fratello
è a quell’ora
cacchio si sposti no!
Con quelle mani
m’insozza la carrozzeria

E respirate la mia
stessa aria
avete sempre ragione
e cercate l’occasione
per farvi
piacere
tutti quelli che dovrebbero restare
al loro paese
e poi fate
beneficenza
come se foste davvero voi
del mondo la speranza
e vi vedo
che non andate in Chiesa
anche se dite
di pregare alla vostra maniera
e
pagate le tasse
disturbate sui tram
con la vostra tosse
e riempite le
pagine dei giornali
con lettere di protesta
mentre io vorrei leggere i
vostri necrologi
e mi fate ombra
siete vento che porta tempesta

E voi, pezzenti,
testimoni freddolosi
di sguardi disgustati
e cravatte ben zavorrate,
con le vostre pupille
verde semaforo
e le unghie lerce
dei miei avanzi,
siete degni
della Città di Dio.
Contrabbandate favelas
qui, sotto il naso
del mio salotto buono,
rovinandomi l’aroma
del meritato caffè,
magari raccolto
proprio dalle vostre
lorde mani nere.

Mandrie di nubi
vomitano dal cielo
acque inquinate con zolfi
e residui di smog
La terra tutta
ormai nel vuoto spazio
si sotterra vergognosa
della stupida umanità
Non riesco pensare
al cibo stamane
Cosa sarà farina
di sterco
oppure carne di ratto
Certo avere un cavallo alato
e raggiungere un mondo
lontano dall’uomo
terrestre sarebbe
fantastico

O forse la soluzione
a tutto questo
troiaio
è semplice
buttare nel cesso
le chiavi
di tutte le nostre case
nei tombini per strada
quelle delle nostre automobili
chissà che si ritrovi
un po’ di umanità

Tinti Baldini, Maria Attanasio, Flavio Zago,

Marcello Plavier, Kinita