La notte

Il giorno frena
la stridente corsa
prima di scaturire,
la foce indossa
gli ultimi vagiti
dell’orizzonte,
nel mare del silenzio
apre il sipario
la leggiadra notte
e sa di immenso…
dissolve frastuono di raggi,
cancella
l’egemonia di urli
di soprusi,
prende cavalli alati
e galoppa nel tempo,
la libertà repressa
da vincoli sospesi
abbraccia, un campo dona
senza recinti, é dolce scorrazzare
per antichi sentieri,
ancora più lontano
incontra un cielo
di libertà di amare
e pianta ovunque alberi
di sogni.

Giuseppe Stracuzzi

Già la pioggia è con noi

Già la pioggia è con noi,
scuote l’aria silenziosa.
Le rondini sfiorano le acque spente
presso i laghetti lombardi,
volano come gabbiani sui piccoli pesci;
il fieno odora oltre i recinti degli orti.

Ancora un anno è bruciato,
senza un lamento, senza un grido
levato a vincere d’improvviso un giorno.

SALVATORE QUASIMODO

Contrappeso

Senza l’armonia d’equilibri
mi rifugio tra le mie mura
poggiate su fondamenta
d’inevitabili inquietudini

conquista terreno
ora alla mia porta
che cigola su cardini
malinconia come ruggine

non m’ingannare
che non t’inganno

effimero armistizio
e cosa mi rimane

stasera hai scelto me

ora non ti rifiuto
né ti respingo

ma senza recinti
l’anima in contrappeso
offro al vento

Pierluigi Ciolini

Scorre lo sguardo

Scorre lo sguardo per colline e valli:
fiori insecchiti osserva e rami stinti,
la corsa lieve insegue dei cavalli
che nitriscono in coro nei recinti.

La folta criniera agita al vento,
la testa superba piega con fierezza,
scalpita, s’agita con dolce movimento
sotto lo zoccolo la dura zolla spezza.

La biada frange, l’umido occhio
spinge oltre la rete, la libertà pregusta
in folle corsa, come quando il cocchio
tira veloce sospinto dalla frusta.

Scorre lo sguardo e con lui si perde
aggrappato alla schiena sua ricurva,
galoppa tra le querce, in mezzo al verde,
i rami schiva, la fiera testa curva

scalpitando nei clivi maremmani
dove la pace regna e dove il cuore
trova rifugio nei silenti piani
senza più ansia, senza più dolore.

Salvatore Armando Santoro

Dissolvenze

Dardeggiano occhi,
tramontano sguardi
l’anima intona
una triste canzone.
Questa notte il poeta,
sul foglio, non è riuscito
a rimare l’orgoglio.
Strali di penne
danzano al vento
e salticchiano, buffi
pensieri pinguini.

Io urlo il mio nome
sul nulla
ma il bisillabo cozza,
si spezza tra gli incisivi.
Verticale,
l’amore imbizzarrito
sfida tutti
i recinti del cosmo.

Questa notte
di giorni smarriti
strappo bende a illusioni,
leggo loro la mano,
ne rapisco il destino
e l’affido all’animo pio
del boia di cuori.

Flavio Zago

Il limite d’esistere

Rasentare sponde d’ogni confine
m’è congeniale come sdrucciolare
fra i recinti pungenti
in cui si riduce chi mi odia,
ondulando movimenti suadenti
a lesionarmi graffiarmi la pelle
l’inconfessabile altro io
sul filo spinato delle sue barricate.
Almeno
accerchiassi il torto di respirare,
accetterei di non esistere.

Daniela Procida

Published in: on gennaio 5, 2010 at 07:41  Comments (4)  
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