Proiezioni

Il parto che inizia il cammino
passando attraverso
la cruna del tunnel
si accende di lune
riflessi
di lotte coi sassi
fino al mare
dove si svolge il filo,
rifluisce
prima di sboccare
in delta di memorie
le correnti ammansite dal ristagno
seguono i battiti dell’orologio
col cuore vulnerabile,
il delirio non ride
a spettatori che applaudivano
ed acque di fanghiglia
della micidiale indifferenza
emergono dal fondo.
Chi ha coltivato fiori
oltre recinto
campagne fiorite rincorre
la sponda nebbiosa vede il sole
non bolle di rancore senza onda

Giuseppe Stracuzzi

Pensiero triste

S’è fatto acqua,
prima,
e poi è evaporato
il sogno.
Ogni giorno lievitava,
sfondando ogni recinto,
che vuoto, ora rimane,
a ricordare.

E l’immortalità è volata in cielo,
e poco illumina il sentiero,
che scurisce.

Armando Bettozzi

Published in: on ottobre 8, 2011 at 07:42  Comments (2)  
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Credo in te anima mia

I believe in you my soul, the other I am must not abase itself to you,
And you must not be abased to the other.
Loaf with me on the grass, loose the stop from your throat,
Not words, not music or rhyme I want, not custom or lecture, not even the best,
Only the lull I like, the hum of your valved voice.
I mind how once we lay such a transparent summer morning,
How you settled your head athwart my hips, and gently turned over upon me,
And parted the shirt from my bosom bone, and plunged your tongue to my bare-stripped heart,
And reached till you felt my beard, and reached till you held my feet.
Swiftly arose and spread around me the peace and knowledge that pass all the argument of the earth,
And I know that the hand of God is the promise of my own,
And I know that the spirit of God is the brother of my own,
And that all the men ever born are also my brothers, and the women my sisters and lovers,
And that a kelson of the creation is love,
And limitless are leaves stiff or drooping in the fields,
And brown ants in the little wells beneath them,
And mossy scabs of the worm fence, heaped stones, elder, mullein and pokeweed.

§

Credo in te, anima mia,

l’altro che io sono non deve umiliarsi di fronte a te,

e tu non devi umiliarti di fronte a lui.

Ozia con me sull’erba,

libera la tua gola da ogni impedimento,

né parole, né musica o rima voglio,

né consuetudini né discorsi,

neppure i migliori, soltanto la tua calma voce bivalve,

il suo mormorio mi piace.

Penso a come una volta giacemmo,

un trasparente mattino d’estate,

come tu posasti la tua testa

di per traverso sul mio fianco

ti voltasti dolcemente verso di me,

e apristi la camicia sul mio petto,

e tuffasti la tua lingua sino al mio cuore snudato,

e ti stendesti sino a sentire la mia barba,

ti stendesti sino a prendere i miei piedi.

Veloce si alzò in me

e si diffuse intorno a me la pace e la conoscenza

che va oltre ogni argomento terreno,

io conosco che la mano di Dio è la promessa della mia,

e io conosco che lo spirito di Dio

è il fratello del mio,

e che tutti gli uomini mai venuti alla luce

sono miei fratelli e le donne sorelle ed amanti,

e che il fasciame della creazione è amore,

e che infinite sono le foglie rigide o languenti nei campi,

e le formiche brune nelle piccole tane sotto di loro,

e le incrostazioni muschiose del corroso recinto,

pietre ammucchiate, sambuco, verbasco ed elleboro.

WALT WHITMAN

Giardino verticale


Giardino verticale, dove l’edera s’ avvince come una traccia sul muro
ecco… il mio paesaggio dorato
spazio di silenzio lui
miracolato condonato
cinge nel suo recinto i miei occhi lacustri,
semplice steccato di passione
erbario magico
s’inerpica da radici interne
volontà, sboccia dal fondo irrigata
incalza agli alti strati delle stelle alpine
il mio giardino… ecco, ora s’innalza alla perseveranza
nuova fibrillazione maturata
una sospesa trama di materia fiorita spuntata;
il dolore, con aiuole spinate di viole sta
sui – non ti scordar di me- in devozione
amore, sfarfalla tra le giunchiglie
sul ramo di una carezza stupisce
immortale, nella sua bellezza rapisce.

Aurelia Tieghi

Limite

Quanto è inverosimile l’umano
che sempre fora nel tempo
il recinto del suo limite
con irrinunciabile visione
corre al punto di non ritorno
galoppa nell’universo del profitto
interesse a clonazione
dove striscia la serpe del denaro sovrano
potere della sua occupazione
-illimitatezza dell’inciviltà-

Aurelia Tieghi