Vento veneto

VÄNT VÊNET

I êren i tû cavî
dal supièr dal vänt arufè
e
dala quêrza al scaravänt dl’est
al śbufèva śbufèva
e
al scusèva int äl radîś
chi diśarmè cavî
tént nîgher malnétt.
 .
Dal infêren un curiåuś sóppi
al travarsé chi pûc pléin
in cal mänter
che al vänt vênet
såura i capî
l’agitèva i cavî:
.
n û d
dnanz al davanzèl t’avanzèv  danśant spiritèl dal mèr
cån i môr
dal vänt inbrujè
cavî.
 .
E mé at spièva
amirè
arpiatè de drî dala frè.
 

§

 
Erano i tuoi capelli
dal soffiar del vento arruffati
e
dalla quercia la bufera dell’est
sbuffava sbuffava
e
scuoteva nelle case-bulbi
gl’indifesi capelli
TINTI neri mal netti.

Dagli ìnferi quel buffo rèfolo
traversò i pochi peli
mentre
il vento veneto
sui cappèlli
sommuoveva i capélli:

n u d o
davanti al davanzale avanzavi danzante silfo del mare
coi mori
dal vento imbrogliati
capelli.

Ed io ti spiavo
ammirata
nascosta dietro l’inferriata.    

Sandro Sermenghi

Published in: on giugno 5, 2012 at 07:22  Comments (3)  
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Mi hanno detto che

Mi hanno detto che
ti hanno visto
nel riflesso del
sangue sulla montagna
ti hanno visto nel ventre
violato
tra i visceri sparsi
sul deserto
tra le palpebre
degli affogati
ti hanno visto coperto
di polvere bianca
quella che spolpa vita
tra le case di cartone
ad ogni refolo
in braccio ai piccoli
soldati e vestito di
gesso e sputo
mi hanno detto...
ma io vedo solo
volto
adunco del potere.
Forse sarà che
sto diventando cieca?

Tinti Baldini

In quel sospiro

C’è una magia antica nel tuo sospiro,
sul suo spandersi come refolo leggero
che sa di eterna primavera, volano
i tuoi pensieri di donna.
In un sospiro racchiudi e liberi
l’essenza di un amore vissuto, perso,
ricordato.
In un sospiro parli a te stessa di emozioni
che ad altri raccontar non puoi.
È in un lungo sospiro che nell’intimità
plaudi il piacere provato, lusinghi
l’amante.
È in sospiro vestito da un sorriso
che saluti chi più non ti è caro
e a rassegnarsi lo inviti.
In quel sospiro c’è tutto il tuo mondo
segreto.
Sospiri alle stelle che ad una ad una
conti per ricominciar da capo.
Sospiri alla luna e racconti favole
uscite dai tuoi sogni.
A quel sospiro affidi la speranza
che s’avverino.

Claudio Pompi

Viva

Mi muovo e sono viva
se fra le righe sbrano i dubbi
gli irritanti “ma e putacaso”
che invadono lo spazio,
i miei sorrisi cuciti.

Ma…
non posso farci niente
se mi volle tornita
la vita
di polposo pensiero,
tumida di lacrime e passioni.
E nulla vorrei più
che questa mia ventura:
imperlare gocce di latte
sulle labbra
che l’anima m’infranse
in una ciotola di sogni.
Ed accettare la sfida
tra ipotesi ed asserti
per ubriacarmi
di logica e incoerenza
nell’ultimo boccone
del mio poco equilibrio.

Ma…
cosa posso se mi volle
la vita
investire d’un refolo di sè,
d’un pugno di follie
che non sapevo d’avere.

Basterebbe
ch’io fossi almeno voce,
desiderio impudente di stupirmi,
tenermi stretto al seno
il coraggio d’illudermi.

Daniela Procida

La terra che non c’è

Hai con te una valigia, la vita,
dove hai riposto i ricordi lontani
ed i pensieri vicini
e con essi puoi partire
oggi domani o dopo
in cerca di un refolo di vento
dove pensieri incartati
raccolgono la sera
e la vela del sogno ti spinge
a viaggiare
Un andare cercando la terra
che non c’è
sino all’orizzonte dei giorni
che si succedono alle notti
per morire e risorgere
sempre nuovi
sempre meravigliosi
per trovare cercando
ciò che è giusto, ciò che è vero
Si così poi affronti la realtà
fatta dalla bellezza d’amare
ed essere amato
e ritroverai la ninfa
lungo la linea della terra
che non c’è.

Marcello Plavier

Published in: on settembre 28, 2010 at 07:22  Comments (9)  
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