IL MIO ALBERO DI NATALE

Il mio albero
a guardarlo bene
è come quello vero
piantato nel giardino di casa
radici profonde
a irrorare linfa
prezioso nutrimento di vita
foglie forti e fragili
rami stecchiti adesso di gelo
domani gemme di luce
ad annunciare festa
di  prodiga primavera.
Il mio albero è un continuo
fremito di voci e memorie mai sopite
uno scandaglio di terra fremente
in cerca di nuove zolle sempre migliori,
se chiudi gli occhi
e porgi il cuore
puoi vederlo e sentirlo
come una creatura in carne ed ossa
abbracciarti di calde parole sempreverdi.
Il mio albero vorrei
che fosse infinito come il cielo
e portasse in dono
il regalo più bello
certezza di stella
splendente d’amore,
fuggente meteora sulla terra,
per strapparti un “oh”
di tenera, stupita meraviglia.

Roberta Bagnoli

Canto di Natale (a modo mio)

Ho mani e gambe doloranti
A forza di buttar giù Babbo Natale dai balconi
Per liberarli dal vischio e dalla transumanza
Dall’allegoria di canti e stelle inutili
All’evento
E pure il gelo contro
Ché  è notte fonda e mi si ghiaccia l’avvenire
Ed il sorriso stentato.
Eppure corrono i pensieri in cerca di un senso
Della spiegazione al perché per tradizione
Ci si debba indebitare fino al prossimo Natale
Al fine ultimo e non solo di dare a tutti
Un regalo da scartare la tavola imbandita
E un cuore nuovo ma non vero.

Però negli occhi scuri dei ragazzi neri
Fermi agli angoli delle strade in cerca
Del prossimo schiavista che gli dia lavoro
Giornaliero e l’illusione di essere parte del mondo
C’è il gelo del passato che non tollera presente
Né futuro e nelle orecchie non hanno canti
Né cori di angeli celesti
Ma come stalattiti di gelo
Oppure le onde increspate del mare burrascoso
E la dolcezza della laguna innevata
Nemmeno li sfiora.

Che la speranza non sia neve
Che il vento non porti solo passioni passeggere
Che i treni veloci arrivino in stazione
Che gli uomini possano tornare dal lavoro stanchi ma vivi
Che i sorrisi non siano falsi e le ferite già guarite
E le spalle coperte i piedi caldi
E le mani libere da ogni tremore, per tutti.

Maria Attanasio

Stella

stellanatale3

Buon Natale !

Stelle luminose
costellazioni dipinte
da mani sapienti
che il cielo
decorano

polvere magica
ho gettato nell’aria
spruzzi di magia
regalo al vento

una cometa segreta
sul comodino accanto al letto
una sorpresa attesa
un sospiro
illumina la notte

Maristella Angeli

      (da “Il mondo sottosopra”Rupe Mutevole Edizione 2010)

Published in: on dicembre 24, 2011 at 07:51  Comments (10)  
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Natale nel cuore

Un candido velo sospeso
di falde leggere
che avvolgono lente
la pace del cuore
è Natale,
indossa il paese una veste
che copre il rancore
dei giorni passati.
La neve che cala
avvolge di mistico velo
i pensieri.
Si muove una gioia leggera,
i bimbi la neve imbacucca
col rosso del viso che dona
tra gli occhi e il sorriso
abbracciano il morbido gelo.
La gioia di alberi morti
che vivono canti di luci
e pace negli occhi
ciascuno colora
coi pacchi di doni.
Natale… che amore nell’aria!
È un bacio, un abbraccio un regalo.
Si affida la voce all’idillio
che allevia i chilometri e porta
al vecchio parente lontano
la voce e il pensiero,
l’amico sospeso nel tempo
invita a cercare…
Che bello Natale!
Che placido amore
Natale nel cuore.

Giuseppe Stracuzzi

Divisione

Non può restare, gioia
che per un giorno solo.
È ospite discreta
porta i suoi lutti altrove.
Non può restare
e tu sei il regalo che ha lasciato,
vestaglie colorate per colazione
il freddo
che sale per le gambe bagnate tutte d’aria.
Regalo da scartare per mille volte, allora
carta fiorita per i tuoi seni
grana fine, la consistenza rara
di quelle foglie d’acqua
che a pioverci fan suono di donna
quando ama.

Massimo Botturi

Nulla è in regalo

NULLA E’ IN REGALO

Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
Sono indebitata fino al collo.
Sarò costretta a pagare per me
con me stessa,
a rendere la vita in cambio della vita.
E’ così che stanno le cose,
il cuore va reso
e il fegato va reso
e ogni singolo dito.
E’ troppo tardi per impugnare il contratto.
Quanto devo
mi sarà tolto con la pelle.
Me ne vado per il mondo
tra una folla di altri debitori.
Su alcuni grava l’obbligo
di pagare le ali.
Altri dovranno, per amore o per forza,
rendere conto delle foglie.
Nella colonna Dare
ogni tessuto che è in noi.
Non un ciglio, non un peduncolo
da conservare per sempre.
L’inventario è preciso
e a quanto pare
ci toccherà restare con niente.
Non riesco a ricordare
dove, quando e perché
ho permesso di aprirmi
quel conto.
Chiamiamo anima
la protesta contro di esso.
E questa è l’unica cosa
che non c’è nell’inventario.

WISŁAWA SZYMBORSKA

Buon Natale Claudio!

Oggi il sogno di papà è stato realizzato… ed è stato possibile grazie a tutti voi.
A Massimo, anche se il loro viaggio insieme è stato breve, perchè hanno condiviso insieme tutto ciò che riguardava il loro passato, il loro presente e i loro sogni futuri come se si conoscessero da sempre.
A Tinti (Specchio) che ha collaborato e ispirato papà per diverse sue poesie… Tinti  cui papà diceva “si può amare un sogno se di sogno è fatta la poesia.”
A tutti gli amici del Cantiere, che hanno permesso che oggi ci sia “Giorni infiniti d’amore” e che  continuano a commentare le poesie di papà e a farlo come se lui fosse li, presente davanti al computer, a leggerli.
Siamo certi che ovunque sia ci veda e sarà felice di vedere che il suo viaggio con il Cantiere sia oggi per noi un qualcosa per sentire un po’ meno vuoto il nostro cuore.
Un abbraccio affettuoso
Rita  Francesca  Stefano

Cari amici, sono  commosso e felice di potervi annunciare che è finalmente pronto il libro di Claudio, quel libro che lui avrebbe tanto voluto e che tutto il Cantiere,  al di là dell’impegno strettamente tecnico mio, di Tinti e Maria, ha reso finalmente possibile: come infatti ci hanno appena detto la cara Rita e i figli Francesca e Stefano, questo è l’omaggio di tutti noi a Claudio, il segno che quel viaggio iniziato insieme a lui non si è interrotto, e che attraverso le sue parole possiamo sentirlo ancora in mezzo a noi, non come il ricordo di un amico lontano ma come una presenza viva che ci accompagna lungo la strada e ci regala ancora la musica, lo stupore, la grazia, l’affetto e l’ironia della sua poesia. Sono certo che anche voi, come lo sono io, sarete orgogliosi di aver contribuito con la vostra vicinanza e amicizia a dare forma compiuta a questo desiderio che era anche il suo.
Ma ora, bando ai toni celebrativi, perchè sicuramente Claudio direbbe che ci stiamo montando la testa…
Piuttosto, dimenticavo la cosa più importante, dove potete trovare  il libro fresco di stampa? Questo è il link della pagina di presentazione, sul sito della casa editrice Colibrì-GDS:

http://www.colibrigds.com/prodotti.asp?shop=140&intProdID=21531

Non avete da fare altro che registrarvi e potrete ordinare il libro nella sezione poesia (tra l’altro in vetrina troverete anche l’ultimo libro della nostra Roberta, la ” p.r.”  che ci ha messo in contatto con l’editore).
Nel frattempo colgo l’occasione per augurare a tutti i cantieristi, poeti, lettori e amici, un sereno Natale ed un felice anno nuovo, pieno di gioia e di poesia per tutti.
E sotto quest’albero, come si conviene in questo giorno, dopo aver scartato il regalo che abbiamo dedicato a lui, è la volta di scartare quello che ci fa il nostro caro amico, con i suoi versi pieni di nostalgia e dolcezza.  Buon Natale Claudio!



I vetri appannati di finestre chiuse,
dietro le quali piccola vita splende
come luce di ereditaria fede.
Pini decorati di intermittenti luci,
di sfere colorate e disegnate.
Profumi di dolci semplici e antichi
che riempiono l’aria e danno calore
di serenità cercata.
Torni indietro nel tempo e sorridi,
nell’amara vita un isola di ricordi
che nessuna tempesta devasta,
nella quale approdi per un momento
di nostalgica rimembranza.
Rimpiangi quell’età fuggita in fretta,
l’unico regalo sotto l’albero trovato,
al mattino dopo notte d’attesa per udire
il passo felpato della canuta figura
che timore incuteva  senza ragione.
Poi la resa e i sogni che ti cullavano.
Giorno di famiglia riunita e festosa,
di pranzo che troppo presto veniva
ad interrompere i giochi.
Il giorno dopo fu subito nuova vita,
il giocattolo dimenticato nella memoria
nuovi Natali senza più vera storia.
La vita non ci donò tregua.
A noi ora resta il passo felpato del dolce vecchio
che regalo posa e di nascosto gioisce
nel bambino che il suo posto ha preso.

Claudio Pompi

L’accendino

Viaggiavamo
seduti a fianco
sui sedili stretti
del piccolo colorato bus.
Giunti sul ponte di barche
ondeggiante lieve
sulle acque del perenne fiume,
con aria sbarazzina mi dicesti:
– Fumi? – e tirasti fuori
il tuo regalo per il mio compleanno,
l’accendino.
E così mi accendesti per te
per sempre.
Io più non fumo sigarette,
ma il tuo respiro, sì.

Nino Silenzi

Published in: on novembre 21, 2010 at 07:14  Comments (5)  
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Un ardore

forse dettato dal travaglio
di cercare una luna al buio mare
mi conduce a forzare
le finestre serrate della stanza,
coi sogni avvolti in carta da regalo
isso le vele… il vento trovo muto
come passando tra muri di gente
e bocche aperte dell’indifferenza.
I singhiozzi dell’orologio
ad intervalli lenti intervengono
ogni colpo conta,
il ruggito di un treno in lontananza
illumina lo scorcio
non soccorre
l’anima sconfitta si rifugia
nella vita di un cane randagio
cercando oblique rotte col barbone
che offre al pasto vecchio
il giorno nuovo
e s’addormenta sopra un sasso duro.

Giuseppe Stracuzzi

Alla mia città


(per devozione alla Beata Maria Vergine della Madonna della Neve)

Fan forza i pescatori ad issare le reti
era giusto il presagio della lieta giornata
le risa gioiose per l’ingente pescato
si spengon  di colpo sulle facce abbronzate
insieme alla fauna variegata, c’è anche una cassa che sembra dorata
L’insolito evento desta stupore tra i marinai
che immaginano e sognano dall’inattesa sorpresa
emergano brillanti, gioielli ed antiche monete,
che possano loro lenire la vita sofferta dalle grandi fatiche…
ma, il fato per loro ha disposto di più
rendendoli  ambasciatori verso il popolo a terra
dell’immane regalo del pensiero Divino
E’ aperto il magico scrigno, non c’è traccia del vil materiale
ma nella regale bellezza appare, la Sacra  nobile immagine,
la Venere bruna dalle dolci sembianze, dal timido sorriso rassicurante,
che ha  scelto la meta, ha finito il suo viaggio
Non c’è delusione in cuor loro, e  ringraziano il Cielo per l’immenso Tesoro
Un giorno d’estate di molti anni fa, l’azzurro del mare , fino ad allora,
non fece mai miglior dono, così implorato e così gradito
dalla mia gente, dalla mia città.
La Donna Eletta, a giusta ragione, per aver  offerto  la sua protezione
col generoso mantello miracoloso è nel cuore di tutti e rimane eterna…
la Madre  Beata

Ciro Germano