Il sole

chiude gli occhi un momento
e il cielo piove,
la galaverna rompe i messiticci,
lo stelo nudo piange,
una farfalla
vestita da regina
trova il merlo vorace
e perde il sogno
del suo primo fiore,
sulla strada fiorita
chiude il verso
il gemito di un topo agonizzante
infitto sulla soglia della tana
dallo spiedo innocente di bambini
con gli occhi grandi
e il cuore già assassino.

Giuseppe Stracuzzi

Just like a Woman

Nobody feels any pain
Tonight as I stand inside the rain
Ev’rybody knows
That Baby’s got new clothes
But lately I see her ribbons and her bows
Have fallen from her curls
She takes just like a woman, yes she does
She makes love just like a woman, yes she does
And she aches just like a woman
But she breaks just like a little girl.

Queen Mary, she’s my friend
Yes, I believe I’ll go see her again
Nobody has to guess
That Baby can’t be blessed
Till she finally sees that she’s like all the rest
With her fog, her amphetamine and her pearls
She takes just like a woman, yes she does
She makes love just like a woman, yes she does
And she aches just like a woman
But she breaks just like a little girl.

It’s was raining from the first
And I was dying there of thirst
So I came in here
And your long-time curse hurts
But what’s worse
Is this pain in here
I can’t stay in here
Ain’t it clear that.

I just can’t fit
Yes, I believe it’s time for us to quit
When we meet again
Introduced as friends
Please don’t let on that you knew me when
I was hungry and it was your world
Ah, you fake just like a woman, yes you do
You make love just like a woman, yes you do
Then you ache just like a woman
But you break just like a little girl.

§
PROPRIO COME UNA DONNA
Nessuno non ha sofferenze
Stanotte mentre sto sotto la pioggia
tutti sanno
che Baby ha dei nuovi vestiti
ma di recente ho visto che i suoi nastri e i suoi fiocchi
sono caduti dai suoi riccioli
Lei parla proprio come una donna
Lei fa l’amore proprio come una donna, si, è così
e lei fa soffrire proprio come una donna
ma lei va in crisi proprio come una bimba.

La regina Mary é mia amica
Si, credo che andrò ancora a trovarla
Nessuno deve credere
che Baby non può essere benedetta
fino a che lei non si accorga di essere come tutti gli altri
con la sua nebbia, le sue anfetamine e le sue perle
Lei parla proprio come una donna
Lei fa l’amore proprio come una donna, si, è così,
e lei fa soffrire proprio come una donna
ma lei va in crisi proprio come una bimba.

Stava piovendo dall’inizio
e stavo morendo di sete
cosi sono entrato
e la tua antica maledizione ferisce
ma quello che é peggio
è questa sofferenza
Non posso restare qui
è chiaro
che proprio non ci riesco
sì credo sia l’ora di lasciarci
quando ci incontreremo ancora
presentati come amici
per favore non far capire che mi conoscevi quando
io ero affamato, e quello era il tuo mondo
ah tu fingi proprio come una donna, sì
tu fai l’amore proprio come una donna, sì, è così,
poi fai soffrire proprio come una donna
ma vai in crisi come una bimba.

BOB DYLAN

La fenice

Forse, sebbene affranta,
rinasce, novella fenice,
dalle ceneri la mia Musa.
Seppur nel dolore,
la sua voce addolcisce,
mitiga, lenisce ricordi
che la mente non riesce
a dimenticare, ma che il cuore
trasforma in gocce
di acqua limpida, essenza
di un fiume impetuoso.
La mia Musa, regina
incontrastata,
che oltrepassa la mera realtà
per vivere là…
dove mai tramonta
il sole ed è sempre
primavera.

Sandra Greggio

Published in: on aprile 23, 2011 at 07:06  Comments (2)  
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Padre

Conoscevo un uomo:
naso lungo intenditore di anime,
occhi umidi di cervo e severe parole;
come scoppio di temporale
nella mia alba azzurra
le sua urla fugaci e le risate piene,
poi caldo sole da guardare di lontano.
Marinaio spavaldo cavalcò il deserto,
l’Africa conquistò e l’Africa riperse;
cento sguardi di donna a seguirlo
come magnete di bussola:
a molte la rotta concesse
ma da una sola fu catturato.
Re della casa e re della foresta
una saggia regina lo vegliava,
Dorothea, dono di Dio, a lui donata
come è Donata la mia paziente sposa.
Gli anni leggeri scesero piano
ad imbiancargli la fronte china;
sciolta la neve in lacrime
nell’ultima fatica d’amore
restituì quel dono alla regina muta.
Se ascolto bene nel mio stanco viaggio
oggi di tanto in tanto posso sentire
tra il salso odor dell’Adriatico
quella voce ancor sonora e gaia
che il vento porta a consolarmi il cuore.

Massimo Reggiani

per cento anni e per sempre (22/4/1911 – 24/4/1991)

Lo straniero

LE MÉTÈQUE

Avec ma gueule de métèque, de juif errant, de pâtre grec
Et mes cheveux aux quatre vents
Avec mes yeux tout délavés, qui me donnent l’air de rêver
Moi qui ne rêve plus souvent.
Avec mes mains de maraudeur, de musicien et de rôdeur
Qui ont pillé tant de jardins
Avec ma bouche qui a bu, qui a embrassé et mordu
Sans jamais assouvir sa faim
Avec ma gueule de métèque, de juif errant, de pâtre grec
De voleur et de vagabond
Avec ma peau qui s’est frottée au soleil de tous les étés
Et tout ce qui portait jupon
Avec mon coeur qui a su faire souffrir autant qu’il a souffert
Sans pour cela faire d’histoire
Avec mon âme qui n’a plus la moindre chance de salut
Pour éviter le purgatoire.

Avec ma gueule de métèque, de juif errant, de pâtre grec
Et mes cheveux aux quatre vents
Je viendrai ma douce captive, mon âme soeur, ma source vive
Je viendrai boire tes vingt ans
Et je serai prince de sang, rêveur, ou bien adolescent
Comme il te plaira de choisir
Et nous ferons de chaque jour, toute une éternité d’amour
Que nous vivrons à en mourir.
Et nous ferons de chaque jour, toute une éternité d’amour
Que nous vivrons à en mourir

§

Con questa faccia da straniero sono soltanto un uomo vero
anche se a voi non sembrerà.
Ho gli occhi chiari come il mare capaci solo di sognare
mentre ormai non sogno più.
Metà pirata metà artista un vagabondo un musicista
che ruba quasi quanto dà
con questa bocca che berrà a ogni fontana che vedrà
e forse mai si fermerà.
Con questa faccia da straniero ho attraversato la mia vita
senza sapere dove andar
e’ stato il sole dell’estate e mille donne innamorate
a maturare la mia età.
Ho fatto male a viso aperto e qualche volta ho anche sofferto
senza però piangere mai
e la mia anima si sa in purgatorio finirà
salvo un miracolo oramai.
Con questa faccia da straniero sopra una nave abbandonata
sono arrivato fino a te
adesso tu sei prigioniera di questa splendida chimera
di questo amore senza età.
Sarai regina e regnerai, le cose che tu sognerai diventeranno realtà
il nostro amore durerà per una breve eternità
finché la morte non verrà.
Sarai regina e regnerai, le cose che tu sognerai diventeranno realtà
il nostro amore durerà per una breve eternità
finché la morte non verrà.
Il nostro amore durerà per una breve eternità
finché la morte non verrà.

GEORGES MOUSTAKI

Eros e Tanatos


Si spoglia troppo in fretta il giorno
come amante impaziente
di congiungersi all’amato bene
mentre la luna abile ruffiana
lancia strali amorosi
e sguardi ancestrali
da far impallidire di brividi
se medesima.
Così nel tacito silenzio
a passo di danza libera, inquieta
irrompe notte fonda,
regina blu nel cielo
e addita, reclama corpo del reato,
terreno estremo di contesa:
Eros e Tanatos avvinghiati
nella lotta d’una promessa eterna d’amor
che all’alba se ne andrà inghiottita
dalla bugiarda, smaniosa ombra.

Roberta Bagnoli

Mimose

Le nuvole gialle di mimose in fiore
piumini soffici di talco intrisi

Piccoli fragili fiori ergono al sole
i loro rami dorati

profumo che inebria
vestendoti di seta che avvolge
in essenza profumata

adorno i riccioli scuri
con un ramo fiorito
piccola corona di un giallo dorato
regina ora sembro
di quel piccolo regno

Maristella Angeli

Published in: on gennaio 19, 2011 at 07:21  Comments (9)  
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Aquila


Voli alta indiscussa regina
volteggi tra le nubi
scendi come un tornado
afferri la preda
che alla tua vista acuta
non sfugge
ghermisci e vai
tra rocce impervie
sei svanita tra i crepacci
di montagne inviolate
tra fitti boschi
e nevai antichi
protetta da sguardi indiscreti
sei  dolce mamma
compagna fedele
regina dei  monti

Gianna Faraon

Published in: on settembre 23, 2010 at 07:21  Comments (3)  
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La fanfara nel cuore


Torno a casa col passo leggero.
Ho ancora negli occhi la risata del giorno,
lieve si spenge nella smorfia
di ciglia aggrottate.
Risplende regina di fiori la sera
sullo scanno adorno di gigli e tulipani,
nell’istante che scompare
l’ultima nube all’orizzonte
suona scherzosa la fanfara nel cuore.
Rimane spalancato l’uscio di casa
è apparecchiata a festa la tavola,
accanto al caminetto dorme
acciambellata la micia sorniona,
al canto del fuoco gli anziani giocano
e pescano carte pesanti dal mazzo,
i bambini si sfidano all’ultimo colpo
in un videogame nuovo, emozionante.
Resto incantata a guardare,
silenziosa mi lascio andare sulla calda poltrona,
per lunghissimi attimi carezzo l’uomo
rimasto senza parole,
da troppo tempo aspettava il sospirato ritorno;
ho nascosto prima d’entrare l’ingombrante valigia,
avrò tempo domani di mettere
i panni ad asciugare al sole.

Roberta Bagnoli

Luna

Luna giocherellona
ammicca tra le nuvole
fa capolino
tinge di giallo
il cielo della notte
Luna dolce e misteriosa
che instancabile
vieni su dall’orizzonte
rincorri il giorno
fai sberleffi alla vita
che passa
inesorabilmente passa.
A chi
mi rivolgerei ogni sera?
E chi
se non tu
mi avvolgerebbe con tanto amore?
Vado a dormire
amica mia
veglia su di me
ti prego
e parlaci tu
tu che puoi
col mio destino.
Buonanotte
Regina della notte.

Sandro Orlandi

Published in: on settembre 2, 2010 at 07:08  Comments (6)  
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