Sisma

 
Ti amo ancora
cara Terra
sotto i miei piedi instabili
amo i tuoi fiori e
l’abbondanza dei tuoi frutti
… che ora stanno nel tuo vibrare
… di fango e sale, il sale
nel tuo relitto, i morti uno sull’altro
occhi chiusi a cordigliera
tu colposa, venosa tu, a maggio
nei fossati distorti
il tuo pulsare miete
un mondo di troppe lacrime!

Aurelia Tieghi

Published in: on giugno 14, 2012 at 07:12  Comments (8)  
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Il fiume

Rivolo di sorgente che allegro
per il dirupo cala per divenir
prima ruscello, quindi torrente.
questo di natural forza si spinge
come alleato fedele al fiume.
Scende vorticoso, d’impeto
trascina ogni relitto pavoneggiandosi
alla natura immobile della sponda,
All’uomo incute timore,
la fiera, cauta, disseta.
Tumulo sconsacrato di vite senza
speranza.
Pronto a ringhiar la sua violenza
predando campi e povere dimore
quando di procellose nubi è tempo.
Rallenta quando del suo cammino
prossima la fine sente
Rimembra allor del rivolo fresco,
del ruscello, del pescoso torrente,
al mare, signore eterno delle acque
s’arresta e s’arrende.

Claudio Pompi