Inevitabile incastro

Non sento redenzione in altra forma
che d’arte non sia quella di danza,
amatoria, fino a schiena e reni in arco
a trovare braccia come virile appiglio.
Impulsiva una scossa dietro l’altra
viscerali fino al punto d’impazzire.
Ogni tanto recupero il mio corpo
tra una resa, una seconda ed ancora…
non c’è verso d’affrancarlo, è tuo
e tu non frani che tra i capelli miei.
Oltre la vita scesi,  lunghi sui lombi,
scarmigliati dal ritmo incalzante.
Contatti ed adesioni combacianti, poi,
del mosaico l’inevitabile incastro,
la perfezione fatta donna / uomo, noi.
Avverto le tue mani possessive
andarmi sopra, gelose come di me
e d’impeto riscattare la spossante
aspettativa della rinuncia mia a lottare…
E’ apogeo!
Del piacere riscuoti il vertice,
apice smaniante di quel bene attirato,
quanto sognato, che ora s’incarna
e diviene amplesso… mentre m’arrendo
docile per a te capitolare paga.

Daniela Procida

Caldo com’ero

Caldo com’ero nel tuo alvo
mi attacco alle tue reni,
madre mia. Io sono
il tuo frutto e a te ritorno
ogni notte e nell’ora della morte.
Dormiremo come una volta
le mie piante premute
contro il tuo cuore.

LEONARDO SINISGALLI

Published in: on febbraio 5, 2012 at 07:29  Comments (5)  
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Me sent’ nu lione

 
Oggi sto bbùon’ …me sent’ nu liòne!
Tengo…sul’ nu poco ‘e alta pressione,
dovuta ‘a chesta stran’agitazione,
pe’ l’analisi alterate ‘e stu  fegato ‘ngrussato;
poi, nu poco ‘e glicemia, e nu poco ‘e azotemia
Tengo,  ancora…stu dolore aret ‘a spalla,
cu  nu  risentimento  d ‘int’e palle…
e  nu poco ‘e prostatite…
pe’ l’adenoma, ca risulta essersi ingrandito;
nu poco ‘e debulezza,
e d’int ‘e cosce na stanchezza
e poi …stu còre accellerato,
ca batte, batte all’impazzata
pecchè, forse è ‘nnammurat’ …
o pecchè è tutto scassato ?
Ma, cu l’uocchie me difendo …
uso ‘a lent’ ingrandimento
E pe’ fernì …pure nu poco
‘e depressione …
ca sarà chèlla ca poi,
m’aiutarrà a me stènder,
anticipatamente là …
d’int’u cascione 
Ma, mò me sento forte…
comme ‘a nu felino…
se nun fosse sulo …
pe’ sti duluri  aret  ‘e  rìne

Ciro Germano

La farfalla

La tua carezza tengo a ricordo,
sulle reni.
Con confidenza in atti d’amore.
Più di vita
più delle cene fragole e panna
quel tuo tocco, venuto in me
come fossi dio a creare Adamo.
Di tutti gli anni
curo il solfeggio ancora nudo;
avevo niente peso su te
erba aggraziata.
E tanto somigliavo a farfalla di campagna,
che per non spaventarmi
fermavi anche il respiro.

Massimo Botturi

Published in: on giugno 23, 2011 at 07:50  Comments (5)  
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Preghiera

Se te ne vai
salpi dal cuore
spezzandomi reni
con giorni
insensati
di vele a ponente.
Il viverti dietro
è stridore
ingessato
su ardesia del tempo
e l’occhio singhiozza
aghi di pino,
che graffiano
mari di umori.
Se te ne vai
mi lasci l’ombra
le pareti diventano
abside romanica
grezza e nuda
il soffitto s’incurva
in viale di tigli a Settembre
le finestre
panorama plasmato
di alvei incavati e valli
all’orizzonte
e il colore attorno
acquazzone di Marzo.
Se te ne vai
perde calore
e fragranza,
il tuo tatto tatuato
sul mio tremore
e il mutare
delle forme
scioglie nodi carnali
di corpi estasiati.
Troppo fragile
e nero di seppia
l’aquilone del sogno
per forare le nubi
e i domani fumosi.
Tutto mi è disegnato dentro
acquaforte mi sento
incisa di te.

Tinti Baldini e Flavio Zago

Due

Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l’uguale di nessuno
e l’unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l’universo
diventerà diverso.

ERRI DE LUCA