Vecchiezza

 
Assopito
nella evanescenza
di bucolici anfratti
prendeva a passi lenti
il panorama.
Gli occhi disciolti
nell’amena vista
offrivano ai pennelli
il desiderio
di scorrazzare sulla tavolozza
e incoravano il cuore 
a proseguire
lungo il rettilineo delle ore…
l’atonia spalmata
nelle braccia cadenti
e nelle gambe
diluiva la foga
di pupille,
del cappello ruzzato
sulla fronte
del fumo acceso
a ciglio delle labbra…
le due voci
scolpivano la sera su cuscino
un sorriso pietoso,
mentre dal cielo
piovono sempre
sassi di domani
sul capo
del presente ammutolito.

Giuseppe Stracuzzi

Coi piedi scalzi

ritorno a balbettare
ingorghi
sulla carta del tempo:
riesumare cenere avvizzita
incolonnare spoglie di passato
su questo rettilineo
che ha lasciato
anche l’ultima curva
ed intravede
le luci della città sommersa
in fondo al mare
e fazzoletti bianchi
sulla riva.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on ottobre 10, 2010 at 07:15  Comments (7)  
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Caro amico

Abbiamo sognato insieme
l’ultimo tratto…
hai concluso il cerchio
che ha stretto il tempo
col suo raggio chiuso
fra due cifre
dentro lo spazio fermo
della stele.
Il mio sguardo
che ti ha seguito
lungo il rettilineo
per qualche passo indietro
ti ha perduto
dietro l’angolo
alzato sulle punte
esplora il buio…
Anch’io sono diretto
a quella curva
dove il sonno che dorme
trasparisce
l’eco dell’orme
a cui gli parlo muto.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on giugno 2, 2010 at 07:13  Comments (6)  
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