Al sonno

TO SLEEP

O soft embalmer of the still midnight!
Shutting, with careful fingers and benign,
Our gloom-pleas’d eyes, embower’d from the light,
Enshaded in forgetfulness divine;
O soothest Sleep! if so it please thee, close,
In midst of this thine hymn, my willing eyes.
Or wait the Amen, ere thy poppy throws
Around my bed its lulling charities;
Then save me, or the passed day will shine
Upon my pillow, breeding many woes;
Save me from curious conscience, that still hoards
Its strength for darkness, burrowing like a mole;
Turn the key deftly in the oiled wards,
And seal the hushed casket of my soul.

§

O soave che balsamo soffondi
alla quieta mezzanotte, e serri
con attente e benevole le dita
gli occhi nostri del buio compiaciuti,
protetti dalla luce, avvolti d’ombra
nel ricovero di un divino oblio.

O dolcissimo sonno! Se ti piace
chiudi a metà di questo, che è tuo, inno
i miei occhi in vedetta, o attendi l’amen
prima che il tuo papavero al mio letto
largisca in carità il suo dondolio.

Poi salvami, altrimenti il giorno andato
lucido apparirà sul mio guanciale
di nuovo, producendo molte pene,
salvami dall’alerte coscienza
che viepiù insignorisce il suo vigore
causa l’oscurità, scavando come
una talpa. Volgi abile la chiave
nella toppa oliata e dà il sigillo
allo scrigno, che tace, del mio cuore.

JOHN KEATS

ESASPERAZIONI POLITICHE E MEDIATICHE

 

Come volevasi dimostrare, la lezione non è servita a nessuno dei due schieramenti, i quali continuano a tenere alti i toni della polemica, e adesso è iniziata la strumentalizzazione dell’accaduto. Il Premier, in veste di martire, si domanda perché lo odino tanto. Il Cavaliere si rassereni, nessuno, almeno tra la gente comune, lo odia. La riproduzione del Duomo in polvere di marmo è stata lanciata da una persona che indipendentemente dai problemi psichiatrici è un demente “a prescindere” come ce ne sono altri forse anche più pericolosi. Alfano, in questa strumentalizzazione, accenna ad una specie di complotto. Allora diciamo che se l’intenzione era di fare male davvero al Premier il momento era ideale poiché Berlusconi è sceso dalla macchina ed è salito sul predellino per rassicurare (ma sicuri lo erano tutti)  i presenti, la folla. Era particolarmente in vista ed ottimo bersaglio per un cecchino o un attentatore. Si tranquillizzi dunque anche Alfano. Si è trattato di una banale aggressione e la drammaticità la potevo individuare se invece di un souvenir fosse stato esploso un colpo di pistola, anche se questo non avesse raggiunto il Premier. Più che l’aggressione ha fatto scalpore l’immagine del sangue sulla bocca del leader che siamo abituati a vedere sempre in tiro e pimpante. Ha impressionato l’espressione smarrita del suo volto di solito sorridente o combattivo. Una questione di immagini che per la prima volta ci hanno fatto scoprire un uomo normale e non  il patinato e confezionato uomo sicuro di sè, forte dei suoi convincimenti. Lui, per la prima volta e in pubblico, è diventato uno dei tanti che subisce una vigliacca aggressione. Ma trattandosi del Premier ecco la necessità di far passare l’evento come un drammatico attentato o quasi. Altra esagerazione viene dai giornali dove si riporta che la TAC ha evidenziato la frattura del setto nasale! Non c’è bisogno di una simile indagine radiografica, ci sono “proiezioni” radiologiche normali per accertarne la presenza o meno. Una TAC si effettua per sospetti danni interni e in presenza di sintomatologie neurologiche. Nell’immaginario collettivo la TAC è vista come una indagine legata a problemi di salute grave. Guardando e riguardando le immagini della “brutale” aggressione non mi sembra che il “Duomo” abbia colpito il naso del Premier ma piuttosto la parte anteriore della mandibola sinistra e non ho notato sangue che uscisse dal naso. Altra esagerazione riportata dai giornali è il valore dell’ematocrito basso a causa della perdita di sangue!  Non mi è sembrato di assistere ad una emorragia copiosa anche se la zona delle labbra è particolarmente irrorata. Insomma, piccoli particolari che possono sfuggire a quanti non hanno dimestichezza con l’argomento ma che tornano utili a quanti vogliono gonfiare il caso, ed i giornali in genere sono un’ ottima lente di ingrandimento. Va detto che i giornali riportano quanto scritto sui bollettini medici ma va anche aggiunto che c’è la tendenza dei giornali ad esagerare e non quantomeno a contenere l’informazione ricevuta, che a sua volta può essere stata ampliata ad arte dalla fonte. Forse è il caso che anche la stampa e le televisioni vengano richiamate ad abbassare i toni della “disinformazione” dove questa ha il compito di creare gigantografie. Qualcuno sente più parlare dell’influenza A? Dopo tutto l’allarmismo gettato come benzina sul fuoco, sembrerebbe che di influenza non muoia più nessuno. Diciamo che si muore ancora ma che non fa più notizia anche perché di influenza si muore da sempre. In estate vanno di moda le campagne “terroristiche” che mettono in guardia la popolazione, e ad ogni edizione del TG c’è un servizio sul caldo eccezionale. Nessuno che parli delle cause ma solo delle temperature record. Stesso discorso per il freddo invernale. Tutto ingigantito e terrificante. Nessuno, tra i vari organi di informazione, prende spunto per dire che un cittadino qualsiasi che si rivolge al Servizio Sanitario Nazionale per richiedere una TAC dovuta a gravi problemi di salute ottiene un appuntamento con scadenza semestrale, a meno che non venga ricoverato con codice rosso e sia un importante rappresentante politico. Per un setto nasale ipoteticamente rotto e due denti spezzati attendi ore al pronto soccorso, se non hai un nome importante. Questo è terrorismo sociale, ma non fa notizia e non fa comodo divulgarla proprio per non “creare allarmismo ingiustificato”.

Claudio Pompi

Nota del Cantiere: abbiamo faticato a trovare questa immagine dell’aggressione al premier (peraltro famosissima) inserita a commento dell’articolo, trovandola solo con chiave di ricerca in inglese su Yahoo.  Su Google, il motore di ricerca più diffuso, non se ne trova più traccia. Questo può voler dire che non sappiamo usare i motori di ricerca, ma può voler dire anche che la rete non è quell’isola di libertà assoluta che siamo soliti immaginarci. Forse abbiamo l’abitudine di pensar male, ma il fatto che qualcuno possa decidere di togliere qualcosa da Internet o pretendere che altri lo facciano (esclusi i casi di violazione della legge penale) ci preoccupa di più delle misere vicende della politica urlata di questi giorni.