Amante fedele

Nel tuo bianco mondo mi perdo
Tra le tue righe sogno
A te dono tutti i miei pensieri
Apro il mio cuore a volte distrutto
a volte traboccante di felicità
tu mio amante fedele
accetti i miei dubbi le mie paure
mai da te ci sarà giudizio
mai negazione
ma accettazione totale dei miei sentimenti
ti si può amare o odiare secondo il momento
tu dai serenità sicurezza che ciò
che c’è tra noi mai rivelerai ad alcuno
la tua memoria può ferire
ma anche giovare nella riflessione
con te nulla si dimentica
anche i segreti più profondi
li nascondi tra le tue righe
segnate dal tempo

Gianna Faraon

Campane

Lenti rintocchi di campane che nella valle
scendono e mai sopiti dolori risvegliano.
Della silenziosa quiete rompono il respiro
e natura al loro suono ferma il suo corso.
Suono di richiamo a quel Dio dimenticato
per le anime inquiete di civiltà intrise,
di riflessione che valica i confini della mente
per farci tornare ad esser uomini veri
e non piccoli universi senza luce.
Aspetto tutti i loro rintocchi con occhi
chiusi per vedere dentro me stesso.
Respira l’anima mia e nuova vita trova
in quei suoni che scendono e vibrano
nel cuore che mai m’accorsi esser stanco.
L’eco del suono dell’ultimo rintocco
ancor percorre la silenziosa valle,
nell’universo si allontanano.
Riapro gli occhi e nuova luce entra.
Spero sia traccia di Dio che mai
dai suoi occhi mi perse

Claudio Pompi

Il tempo non ha tempo

Uomo pigro che riposa, sono qui,
dove il tempo è solo una linea nel muro
in attesa di una telefonata
da luogo lontano
cibo per una anima infreddolita

Ecco guardo e vedo una pietra
dolce ricordo
mi porta con battito d’ali
in un giorno che mai è stato notte
ho bisogno di qualcuno
di qualcuno che mi scuota
un toccare d’aria
un sussurro di parole
una piccola riflessione.

Mi muovo nel mio silenzio
per correre via,
forse sono in ritardo
il prossimo treno è già partito
sono in ritardo ma
conosco la destinazione
e guardo un vecchio uomo pigro
abbandonato nel sognare
un incontro un sussurro

Marcello Plavier

IL CREPUSCOLO

Il crepuscolo è il momento più dolce del giorno. E’ il momento in cui le tensioni cadono e lasciano il posto alla riflessione, la coscienza cerca la pace un attimo prima che le tenebre avvolgano tutto ingigantendo le paure. Il crepuscolo della vita esalta gli eroi e intristisce i deboli per natura, non per colpa. Accentua la malinconia degli innamorati e accende le passioni degli amanti.

Claudio Pompi

Autoritratto loffio


AUTORITRÂT FLÒS

Qué mé am trôv d frassca matéina
quand che l’aria fòra é féina
a zarchèr d plasmèr di vérs
parché ai ò da méttr insàmm
un mî sbiâvd autoritrât:
mo a n um vén al saggn adât!
Dånca a vâg zå pr al bråz dèster
e pò a tåurn a vgnîr in só
al bósst fâg dimóndi cûrt
e una ganba ch’và al in zå,
pò a m dirîz vérs al pustrån:
ste mî dsaggn l é pròpi stran!
Adès adèsi a môv in só
vérs al drétt mî brâz manzén
e a m acôrz che lé arivè
i é quelcôsa ch’a n cunbén!
Mo ste abåurd a vói finîr
e a m avéi al côr dirèt.
Qué mî amîg na riflesiån:
csa dirèni i bòn letûr,
forsi mèl a scréss al téma,
a sån stè un mât martóff,
e s’i um ciàpen srèni bòt?
Svélt a fîl int un tramlòt!

§

Qui io son, fresca mattina
mentre l’aria fuori è fina,
a dovere verseggiare
per cercare di comporre
un mio ansante autoritratto
che non vien fuori di getto!
Dunque scendo il braccio destro
e riprendo a salir su,
faccio il tronco molto corto
e una gamba va all’in giù,
poi risalgo al perineo
poscia ché ritorno giù!
Indi salgo lento all’alto
verso il dritto braccio stanco
e rifletto: ove son giunto,
qui qualcosa non combina!
Ma finir devo sto aborto
e diretto al cuore punto.
Or qui vien la riflessione:
cosa mai dirà il lettore,
forse male scrissi il tema,
sono stato troppo loffio,
se mi prendon saran bòtte?
Svelto scappo in autobótte

Sandro Sermenghi

Published in: on giugno 18, 2010 at 07:27  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , , , , , , ,

Traffico


O vespista sveltissima
passasti accanto al vate
e senza riflessione
con mosse scriteriate
ciàffete dentro al fango
le brache inzaccherate
mi riducesti ahimè: e andasti via!
Ti assolsi e poi… mesto in lavanderia!

Sandro Sermenghi

Published in: on aprile 13, 2010 at 07:31  Comments (6)  
Tags: , , , , , ,

Buon anno amici

 

Questo è  stato davvero un anno straordinario. Merito vostro, cari collaboratori del Cantiere, che arricchite queste pagine con le vostre poesie ma anche con la vostra amicizia. Sento di ringraziarvi per questo, per aver aderito con il vostro entusiasmo a questa iniziativa e per tenerla in piedi con costanza, fedeltà e dedizione. Spero che il sogno concretizzatosi in questi due mesi possa continuare, quel sogno di donare, a chiunque intenda visitarci, un attimo di riflessione, un attimo di compagnia insieme alle vostre voci e a quelle dei grandi del pensiero e della letteratura, un attimo di pausa in questa nostra vita piena di stressanti incombenze o  di noiosa insoddisfazione, quando non anche di dolore e sofferenza. Un attimo di speranza in quella che il filosofo definisce “una vita di quieta disperazione”. E’ il nostro sogno, quello di donare, a chi lo voglia, un attimo di poesia.

Grazie, e buon anno a tutti!

Il Cantiere

Published in: on dicembre 31, 2009 at 11:08  Comments (8)  
Tags: , , , , , ,